[df-subtitle]L’Udinese torna da Firenze senza punti, ma con un bagaglio d’esperienza utile per il futuro[/df-subtitle]La partita di Firenze restituisce ai friulani una squadra solida che per tre quarti di gara riesce a respingere gli attacchi di una Fiorentina da tutti incensata e considerata come tra le favorite per la conquista del quinto posto. L’Udinese al Franchi mette in scena un altro dei diversi volti che il giovane Velazquez, dimostrando una certa capacità di adattarsi alla situazione, sta dando alla squadra: “Abbiamo giocato con un modulo diverso, senza Mandragora e altri centrocampisti. Il cambiamento di modulo è stato un obbligo per competere alla pari contro la Fiorentina. “  afferma Velazquez nel post partita.
La squadra lavora bene e continua a migliorare in fase difensiva: alla fine è solo una grandissima magia del tandem azzurro Chiesa-Benassi a sbloccare la partita. Fino a quel momento le scorribande viola si erano andate a infrangere contro un muro, quello dei friulani, capace di resistere strenuamente e di incassare a volte anche  con una certa disinvoltura. È vero davanti l’Udinese non si è mai resa pericolosa, Lasagna fatica e non viene mai servito (quando gli viene affiancato Teodorczyk sul finale, il polacco di nuovo entra senza incidere), Pussetto è rimandato, Machis e De Paul perdono metri in campo, costretti, dal diktat del mister castigliano, a porre l’accento quasi esclusivamente alla fase difensiva.  Behrami in mezzo ringhia, ma alla lunga finisce il fiato contro i più giovani dirimpettai in maglia viola e calzoncini neri.

Siamo solo all’inizio del campionato, ma nonostante la sconfitta – di misura – i segnali sono confortanti. La squadra lotta in fase di non possesso, anche se a Firenze non ha mai il pallino del gioco in mano e a volte sembra quasi remissiva in fase di possesso, ma partita dopo partita i segnali di crescita ci sono. Un tassello alla volta, per poi fra qualche settimana diventare finalmente la creatura che hanno in mente Velazquez e soci.
Oggi abbiamo fatto un bella prestazione, i primi cinque minuti siamo andati in difficoltà poi bene soprattutto senza palla”, sottolinea Velazquez, conscio che la squadra deve migliorare per proseguire la propria evoluzione, anche per evitare di prendere un gol in contropiede in quel modo: inconcepibile per chi vive il calcio in maniera viscerale e lo trasmette in maniera ossessiva ai suoi, come il 37enne spagnolo: “E’ stato un errore nostro lasciare arrivare i nostri avversari alla nostra porta. Dovevamo fare un fallo per fermare il contropiede. Sono situazioni dalle quali dobbiamo imparare.” Parole che sanno di diplomazia davanti ai microfoni, ma c’è da giurare che negli spogliatoi, l’allenatore, che ha vissuto in trance agonistica tutto il match senza sedersi un secondo, si sarà fatto sentire.

La sconfitta ha molteplici aspetti positivi, riporta l’Udinese con i piedi per terra dopo la vittoria casalinga, mostra a tecnico e giocatori dove sono le lacune e dove c’è da lavorare, ma di certo non fa scemare l’entusiasmo, vivo come non si vedeva da tempo da queste parti. E ora la pausa arriva quasi benedetta, Velazquez potrà lavorare con i suoi martellandoli in allenamento, il gruppo potrà cementificarsi ulteriormente e la prossima in casa col Torino, segnerà un altro passo. In avanti o indietro, lo scopriremo fra meno di due settimane.

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