[df-subtitle]Ancora due giorni al fischio d’inizio della sfida tra Udinese e Torino con le due squadre appaiate a 4 punti e che arrivano da un inizio di stagione segnato dagli stessi risultati.[/df-subtitle]

Entrambe le squadre hanno subito l’unica sconfitta, di misura: il Torino nel finale contro la Roma grazie ad un grande gol siglato da Dzeko e l’Udinese nella difficile trasferta di Firenze, grazie anche qui a un gol di pregevole fattura siglato da Marco Benassi, centrocampista goleador in maglia viola. Entrambe hanno rimontato 2 reti in trasferta: l’Udinese nel match d’esordio contro il Parma, il Torino a San Siro contro l’Inter, dove ha rischiato anche di vincerla, dopo le complicazioni iniziali. I tre punti conquistati da entrambe le squadre, arrivano invece con modalità differenti, ma ancora una volta con il medesimo risultato : l’Udinese contro la Sampdoria vince 1-0, domina per un’ora mostrando un calcio verticale e intenso, fino a chiudersi all’italiana nel finale preoccupandosi di portare a casa i primi 3 importantissimi punti della gestione Velazquez. Il Torino invece, nell’ultimo turno, batte di misura la Spal in una partita complicata dall’interruzione per la pioggia che aveva allagato il campo: forse meritando di più nel punteggio, ma in una partita difficile da giudicare per diversi motivi.

Per arrivare ai 4 punti con i quali restano appaiati in una classifica che al momento sorride a entrambe le compagini, Mazzarri e Velazquez ci sono arrivati mostrando idee di gioco differenti.

L’Udinese ha messo in campo una squadra pragmatica capace di adattarsi a differenti situazioni di gioco e a plasmarsi a seconda dell’avversario e del momento della partita, mostrando anche una certa maturità e coesione, nonostante la giovane età della propria guida tecnica e le tante differenze all’interno di un gruppo che ancora deve imparare a conoscersi al 100% e sempre alla ricerca di una spina dorsale sulla quale basarsi. Due facce viste a Parma dove dopo un inizio difficilissimo, soffrendo le incursioni di Di Gaudio e Inglese, è riuscita a sistemarsi nella ripresa, sbloccando la partita con il rigore di De Paul e rimontando grazie a un Fofana che sembra aver ripreso il discorso interrotto due stagioni or sono.
Contro la Sampdoria un match impeccabile per tre quarti di gara e poi la capacità di chiudersi, soffrire, ripartire e portare a casa la vittoria.
A Firenze non si va per fare gli spavaldi, è sembrato questo il messaggio mandato da Velazquez, più pragmatico di quanto la sua formazione calcistica possa sembrare: la squadra si adatta all’avversaria, una delle più in forma del campionato e tiene botta fino a quando un contropiede magistralmente orchestrato da Chiesa, non viene concluso splendidamente da Benassi.

Il Torino invece crea molto, sfrutta le corsie laterali mettendo in mostra un gioco spumeggiante, ma davanti ha bisogno di molta più cattiveria. Contro la Roma poteva o doveva arrivare il pareggio, se non qualcosa in più: la squadra granata infatti costruisce diverse azioni, ma lì davanti è poco precisa, con un Belotti sempre generoso e poco lucido e Iago Falque trascinatore, ma impreciso. A San Siro compie una rimonta da grande squadre, con il proverbiale cuore granata e nel finale va vicina addirittura alla clamorosa vittoria sfumata sempre per la poca fame sotto porta. Contro la Spal è stato detto: difficile giudicare una partita interrotta per oltre un’ora per la pioggia che aveva allagato il campo di gioco: tre punti fondamentali conquistati con quel cinismo mancato nella partita d’avvio, a dimostrazione di una crescita mentale arrivata in poche settimane. Il risultato poteva essere più rotondo è vero e arriva solo grazie a un gol di un difensore: da Belotti ci si aspetta il salto di qualità, attendendo la crescita di un Soriano apparso ancora lontano dalla migliore condizione e dell’inserimento di Zaza, con o senza Belotti di fianco. Una squadra quella granata, dal potenziale offensivo davvero enorme.

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