[df-subtitle]Udinese – Torino: Meité domina il centrocampo, De Paul è il giocatore cresciuto maggiormente sotto la gestione di Velazquez, bene anche Pussetto nel primo tempo e Berenguer nella ripresa, da rivedere invece gli attaccanti delle due squadre[/df-subtitle]

Udinese – Torino 1-1.

Ecco alcune considerazioni sulla partita disputatasi nel pomeriggio a Udine.

Pareggio giusto in una caldissima giornata udinese. Partita combattuta, poco spettacolare, ma maschia e giocata su ritmi elevati. A livello di gioco è accesa solamente da due giocate – e che giocata quella di Meité – dei singoli, con Sirigu inoperoso e Scuffet impegnato solo dalla distanza.

L’Udinese conferma la crescita rispetto alla scorsa stagione soprattutto per mentalità e compattezza: partite così lo scorso anno le avrebbe probabilmente perse, oggi invece si dimostra squadra equilibrata e viva a dimostrazione del grande lavoro dal punto di vista psicologico che Velazquez sta facendo con i suoi ragazzi. In particolare su De Paul che per cattiveria, mobilità e pericolosità (e mettiamoci anche cinismo) sembra il fratello forte di quello visto lo scorso anno in maglia bianconera.

Il Torino sfrutta bene le fasce, arriva spesso in fondo, ma l’area è terreno di conquista dei due centrali bianconeri: Zaza e Belotti entrano poco o nulla nel vivo del gioco sempre ben arginati da Troost-Ekong, Nuytinck e Behrami.

L’Udinese resta chiusa, corta e compatta e riparte con micidiali contropiedi ben orchestrati sull’asse Fofana, Pussetto, De Paul, quest’ultimo il miglior dei suoi. In difficoltà ancora Lasagna che fatica a far salire la squadra, nonostante il tanto movimento e la volonta che non manca mai dalle sue parti. Rimandato anche Teodorczyk che passa gran parte del tempo a cercare di restare in piedi.

Nel Torino se ancora non lo avete fatto, segnatevi il nome di Meité: se continua a giocare così è già pronto al salto in una grande squadra. Uomo ovunque, dominatore del centrocampo dove da solo – visto il duo Baselli-Soriano tutt’altro che in giornata – sovrasta sia fisicamente che tecnicamente il centrocampo friulano. Il francese detta il ritmo alla squadra e si inventa un grandissimo gol. Bene anche Berenguer, sempre attivo sulla sua fascia, bocciati Zaza e Belotti, mai pericolosi e poco ispirati.

Nota sul campo: uno stadio così, merita un terreno di gioco migliore.

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