Udinese, si ricomincia

Udinese, si ricomincia

L’Udinese ricomincia; e lo fa da dove aveva lasciato. Una squadre che resta un cantiere aperto, nonostante con ogni probabilità oggi i nuovi innesti in campo non saranno poi molti (Becao e Jajalo?); quindi una volta tanto si può proseguire lungo un filo tracciato che arriva da lontano. Se poi quella squadra si è salvata all’ultimo nella scorsa stagione, poco male; si cresce, si migliora, basta avere un progetto tecnico con una certa idea alle spalle.

Ricomincia da un allenatore che è stato chiamato nelle ultime due stagioni a salvare il salvabile: ovvero la Serie A. Un allenatore che cerca di maturare ulteriore esperienza in una piazza storicamente tranquilla; è vero, ma che negli ultimi anni ha perso un po’ la pazienza. Un peccato, perché lo stadio resta un gioiellino assoluto, la tifoseria non fa mai mancare il proprio apporto; e giornate come quelle di oggi saranno una festa assoluta per tutto il popolo bianconero.

L’Udinese ricomincia da un leader tecnico assoluto che porta il nome di Rodrigo De Paul, che fa gola a tante in Italia, ma non solo. L’atletico potrebbe provare il colpaccio, ma l’Udinese proverà ad alzare il muro in questi ultimi 10 giorni di mercato. Il diez resta infatti il nome più importante di questa squadra – e prima o poi la società giustamente vorrà capitalizzare su di lui, non c’è niente di male né da biasimare – e dai suoi piedi passerà la salvezza. Sì perché l’Udinese anno dopo anno è scesa nelle griglie di partenza e con ogni probabilità, mai come quest’anno, dopo un decennio, la squadra friulana partirà così indietro.

E dunque per ricominciare si parte dai piedi e dalle magie – ma occhio anche all’umore – del giocatore argentino, ma perché no: anche dai suoi connazionali. Musso e Pussetto sono state altre due felicissime intuizioni di mercato del club friulano: le parate del portiere, la corsa, la grinta e i dribbling del centrocampista offensivo, sono un altro mattone fondamentale per la salvezza dell’Udinese.

L’Udinese ricomincia da Stryger Larsen; se De Paul è leader tecnico e Musso e Pussetto rappresentano il nuovo che avanza, Larsen è la chiave di volta che regge tutto l’apparato. Fondamentale, leader in campo, tuttofare, il danese sarà ancora una volta il jolly più prezioso tra le mani di chi allena la squadra.

L’Udinese ricomincia anche da due italiani: Mandragora e Lasagna. Ci si lamenta spesso da queste parti che la squadra negli ultimi anni ha smesso di puntare su calciatori italiani; ora lo fa e i due restano i più criticati. È vero il loro rendimento lo scorso anno è stato al di sotto delle aspettative (Lasagna) o altalenante (Mandragora), ma hanno entrambi le carte in regola per dare una svolta importante alla propria carriera (c’è anche un Europeo a fine stagione) e alla propria stagione (ancora, di nuovo si parla di salvezza).

Per finire l’Udinese ricomincia da uno dei migliori dirigenti in circolazione e da una tifoseria calda che saprà sin da oggi sostenere con orgoglio il club friulano per continuare a macinare stagioni su stagioni in serie A. Intanto oggi arriva il Milan e si ricomincia, le somme le tireremo più avanti: oggi ci sentiamo solo di augurare un buon inizio a questo viaggio.

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