[df-subtitle]Dopo Udinese-Torino, sono tanti i temi caldi intorno alla squadra di Velazquez[/df-subtitle]All’indomani del pareggio interno col Torino, ecco cosa funziona e su cosa invece c’è ancora da lavorare per migliorare una squadra che con 5 punti in 4 partite, dà l’impressione di maggiore solidità rispetto allo scorso anno.

COSA FUNZIONA

Difesa e Mentalità.
In conferenza stampa l’allenatore dell’Udinese si è soffermato in particolare sull’aspetto della mentalità e dell’equilibrio. La squadra in queste prime uscite, dal secondo tempo di Parma in poi, ha dimostrato solidità e compattezza in fase di non possesso, crescendo in particolare sotto gli aspetti che riguardano la difesa con l’inserimento di Troost-Ekong – che dimostra le sua grandi qualità di leadership  nonostante la giovane età – al fianco di Nuytinck e con il quale formano una robusta coppia di assoluto valore e dalla quale l’Udinese può iniziare a porre le fondamenta per una crescita importante.
Anche se è un campione troppo piccolo per poter fare un solido raffronto, nelle 4 giornate dello scorso anno l’Udinese segnò 5 gol subendone 7, di cui ben 3 a Ferrara con la Spal, una buona squadra quella di Semplici, ma che non fa di certo della proiezione offensiva la sua arma migliore. Quest’anno il computo dei gol fatti e dei gol subiti vede un 4-4 in 4 partite, tutto perfettamente in equilibrio, come sostiene Velazquez.

De Paul e i nuovi innesti.
Il giocatore argentino è finalmente maturato? A guardarlo muoversi in campo, lottare su ogni pallone, prendersi la responsabilità in proiezione offensiva, retrocedere in fase di non possesso con grinta e caparbietà e segnare gol decisivi (3 in 4 partite, di cui 2 su azione, sono un buon bottino per iniziare), fanno propendere per una risposta positiva. Da valutare naturalmente sul medio-lungo periodo, ma il numero 10 Udinese visto in queste prime partite è uomo su cui puntare.
Se Troost-Ekong e Mandragora si sono inseriti da subito diventando uno leader della difesa e l’altro elemento imprescindibile per il centrocampo, da sottolineare l’ottimo impatto di Machis – al netto dei fronzoli e dei troppi dribbling inutili, ma crescerà – e il miglioramento di Pussetto. In difficoltà a Firenze, l’argentino in casa contro il Torino ha premiato la scelta del suo allenatore di schierarlo dal primo minuto ripagando la squadra mettendo lo zampino nel gol che ha portato l’Udinese in vantaggio e lottando fino a uscire stremato e con i crampi.

COSA NON FUNZIONA

Lasagna e la fase offensiva.
Tutto ha un prezzo, anche l’equilibrio ottenuto e reclamato a gran voce dal tecnico di Salamanca. Il canovaccio è chiaro: squadra corta e compatta e pronta dopo un veloce recupero palla a innescare il contropiede. Letale ieri nel caso del gol di De Paul, dopo però averne buttati via un paio con Lasagna. Dicevamo: tutto ha un prezzo e l’Udinese si scopre con la coperta corta. Per ottenere compattezza si sacrifica l’attacco, in porta si tira poco, ma sfruttando un certo pragmatismo e cinismo i gol pesanti arrivano. Anche se poi un nome su tutti è messo alla gogna: Kevin Lasagna. Il numero 15 attaccante dell’Udinese si dà da fare ed è sostenuto a gran voce da tutto lo stadio, ma il momento nero è evidente anche agli occhi di un osservatore meno attento.  Velazquez è soddisfatto: “Kevin si muove bene e gioca per la squadra, nel calcio si pensa al noi, non all’io, Kevin è forte, è un giocatore da Nazionale e soprattutto sta sacrificando se stesso per la squadra. Probabilmente se lo facessi giocare vicino ad un’altra punta, si renderebbe più pericoloso, ma io devo pensare alla squadra”. Poi in un attimo, basta un gol per rilanciarsi e sbloccarsi e domenica prossima contro il Chievo arriva un’altra occasione.

Teodorczyk
Un giocatore di questa stazza ha di sicuro bisogno di giocare di più e probabilmente tempo di trovare forma fisica e affinità con i suoi compagni, però quello visto sin’ora è un giocatore molto lontano dall’essere presentabile per un team come l’Udinese, anche se sia contro la Sampdoria che contro il Torino, in mezzo a tutte le volte in cui cadeva e scivolava o non tratteneva un pallone – che – fosse – uno – si è inventato un paio di numeri (il dribbling lungolinea contro la Sampdoria, il lancio per Machis contro il Torino) che dimostrano il perché è stato comprato. Da vedere dal 1′, chissà magari proprio a Verona in una sfida contro un altro, uno dei tanti, bomber polacchi di questo campionato.

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