UDINESE CAGLIARI – Ciclo. E no, non parliamo di quel mezzo a due ruote da spingere con la forza delle gambe per andare avanti. Quanto più di ciclo storico o circolo, come scrive la Treccani, concezione di origine greca e di stampo naturalistico: “il ripetersi delle stagioni, il ciclico ripresentarsi delle costellazioni nel cielo, il ritmo biologico naturale”.

Qualche anno fa il ciclo storico avrebbe sorriso all’Udinese, più che al Cagliari. La squadra friulana lottava per posizioni di vertice che avrebbe portato la squadra persino in Europa; quella sarda faticava a restare in Serie A e a volte retrocedeva.

Poi se ci spostiamo di una ventina di anni all’indietro troviamo un Cagliari avvezzo a sogni europei – era il primo Cagliari di Cellino e arrivò sesto – e l’Udinese si salvò nello spareggio contro il Brescia salvo poi scendere in B, la stagione successiva, per l’ultima volta.

Oggi il rischio concreto è che la ciclicità della storia riporti di nuovo in voga lo scenario di quei primi anni ’90. Cagliari europeo e Udinese invischiato nella zona retrocessione. E se non dovessero arrivare i tre punti per la squadra di casa, la passione bianconera potrebbe concretamente trasformarsi in, parafrasando i Nerorgasmo, gruppo punk italiano in auge tra fine anni ’89 e primi ’90, passione nera.

Udinese Cagliari: il match

Piove da giorni a Udine. Il cielo è grigio come le sensazioni dei tifosi che sperano di festeggiare un Natale – ecco torniamo alle banalità di due settimane fa – felice, pensando alla propria squadra,m altrimenti ci saranno tortellini in brodo e brasato di carne per riscaldare la pancia e i propri sentimenti.

L’Udinese di Gotti è praticamente al completo: conferme per Fofana al posto di Jajalo e dei chiacchieratissimi De Paul – per via del mercato – e Lasagna – per via delle difficoltà in zona gol. Fuori Samir infortunato. Tante invece le assenze in casa Cagliari: Ceppitelli, Birsa, Cragno, Pavoletti, Castro e Cacciatore infortunati, Olsen e Nandez squalificati. Ma ugualmente la squadra di Maran mette in campo una squadra, grazie a una profondità di rosa da prima della classe, che fa paura ai padroni di casa. Da Nainggolan a Joao Pedro, passando per Simeone, giocatori di livello importante e che stanno trascinando la propria squadra verso un sogno chiamato Europa.

Udinese Cagliari: le formazioni ufficiali

UDINESE (3-5-2): Musso; De Maio, Troost-Ekong, Nuytinck; Stryger Larsen, Fofana, Mandragora, De Paul, Sema; Okaka, Lasagna.
CAGLIARI (4-3-1-2): Rafael; Faragò, Klavan, Pisacane, Lykogiannis; Ionita, Cigarini, Rog; Nainggolan; Joao Pedro, Simeone.

Udinese Cagliari primo tempo: decide un gol di De Paul

Partenza aggressiva da entrambe le parti. Diversi i contrasti duri in mezzo al campo con il Cagliari che prova a comandare il gioco e l’Udinese che cerca di rubare palla in mezzo al campo e ripartire. Al 13′ l’Udinese scocca il primo tiro verso la porta. Un Sema ispirato inventa per Fofana che scarica al limite per Mandragora, ma il suo sinistro di prima intenzione è debole e finisce tra i piedi di Klavan.

Primo quarto d’ora che va via con l’Udinese che cresce azione dopo azione, aumentando la pressione e il dominio territoriale con Mandragora sempre più a suo agio nel ruolo di regista e con Sema, giocatore fondamentale, sull’esterno sinistro, per questa squadra.

Al 19′ la premiata ditta Fofana-Lasagna prova a confezionare un gol simile a quello fatto contro il Napoli. L’ivoriano di forza va via  e taglia in due il centrocampo sardo e serve una palla per Lasagna il quale però è troppo decentrato: l’attaccante prova ugualmente il tiro che si infrange abbondantemente fuori. Azione successiva  e arriva il primo pericolo per l’Udinese, si scontrano Mandragora e Troost-Ekong al limite dell’area friulana. Ne approfitta Nainggolan che prende palla e dal limite prova un esternaccio che finisce a lato di un paio di metri.

Al 24′ l’Udinese si fa saltare troppo facilmente in mezzo al campo dove De Paul sbaglia la scalata e permette a Rog di arrivare facilmente in area: il suo tiro a giro è fuori di poco. Ma trenta secondi dopo arriva l’occasione più ghiotta fino a questo momento: un rimpallo favorisce Nainggolan che solo e indisturbato in area indirizza la palla nell’angolino ma colpisce il palo a Musso battuto.

Fase divertente della partita, capovolgimento di fronte: Mandragora da fuori però di nuovo colpisce debolmente. Ancora zero a zero, ma partita che vive di folate frizzanti che riscaldano lo stadio, per la verità oggi per la prima volta in stagione, non del tutto pieno. Complice probabilmente l’abbondante pioggia caduta in questi giorni.

Al 39′ l’Udinese corona una fase di lungo possesso con il gol del vantaggio. Il protagonista del gol è il più atteso, ma anche più fischiato dai propri tifosi: Rodrigo De Paul. Uno che per molti potrebbe essere oggi alla sua ultima partita in questo stadio. Azione prolungata dei friulani che si conclude con un assist rasoterra di Fofana per De Paul che infila nel sette un perfetto sinistro a girare imparabile per Rafael: è l’1-0 per l’Udinese. Due minuti dopo Okaka va vicino al raddoppio: dribbling in area, pallone spostato sul destro e tiro fuori di poco.

Il primo tempo si chiude con l’Udinese in vantaggio grazie alla rete del giocatore, come detto, più atteso e fischiato e che riscatta una prova opaca con un gran gol che al momento permette ai padroni di casa di andare al riposo con un vantaggio tutto sommato meritato. Il Cagliari è solo nel palo colpito da Nainggolan, unico giocatore che a tratti prova ad accendere la luce di una squadra sarda che oltre ad aver offerto una versione molto spenta di sé, ha pensato quasi solo ed esclusivamente e difendersi e a chiudersi dietro nel tentativo di non concedere spazi alle ripartenze bianconere. Joao Pedro non pervenuto, mentre bene Rog, anche se troppo falloso.

Nei friulani si segnalano Mandragora, Fofana e Sema sugli scudi, mentre tra Lasagna e il piccione che ogni tanto fa capolino volando sul terreno di gioco, la differenza è minima. Il capitano della squadra friulana non riesce a tenere un pallone, si muove a vuoto e fa davvero tanta tanta fatica.

Udinese Cagliari secondo tempo, pareggia Joao Pedro, la risolve Fofana

L a ripresa si apre con un cambio nelle file del cagliari: dentro Pellegrini, fuori Lykogiannis. Inizio subito caldo con un paio di decisioni arbitrali che accendono gli animi sia in campo che sulle tribune. L’Udinese in ripartenza si rende pericolosa al 5′ con Okaka; discesa dell’attaccante italiano che dopo aver superato due giocatori di forza e in velocità tira addosso e Klevan cheasi immola per salvare la partita del Cagliari.

L’Udinese continua a spingere con Sema ispirato e applaudito dal proprio pubblico; e grazie anche all’intelligenza tattica di Mandragora che pulisce ogni palla sporca e dirige l’orchestra bianconera. Il Cagliari invece è troppo brutto per essere vero e non riesce a creare alcun pericolo dalle parti di Musso; nemmeno nel primo quarto d’ora della seconda frazione di gioco.

Al 13′ ancora azione pericolosa dei friulani tutta di prima: De Paul si libera con un tunnel del suo avversario e lancia Okaka che serve Fofana; quest’ultimo di prima per Lasagna che fa la sponda per l’accorrente Mandragora: il suo tiro è potente, ma a lato e non di poco.

Maran prova a dare una smossa ai suoi e inserisce Cerri al posto di uno spento Simeone; ma è ancora l’Udinese che comanda il gioco, pur non riuscendo più a creare vere e proprie occasioni da rete.

Cresce il Cagliari con l’Udinese che si rilassa e abbassa leggermente la guardia: al 20′ Joao Pedro sfiora la palla a pochi passi dalla linea di porta dopo una spiazzata di Cerri; un super Musso toglie la palla dalla porta e salva il risultato.

Cambi anche nelle file dell’Udinese: prima esce Sema, migliore in campo e al rientro dopo un lungo stop, al suo posto Ter Avest e subito dopo Gotti si copre ulteriormente. Fuori l’autore del gol, De Paul e al suo posto Jajalo. Quest’ultimo riprende in mano le chiavi del centrocampo mentre Mandragora viene spostato qualche metro più avanti nel ruolo di mezz’ala.

Squadre stanche e diverse occasioni in ripartenza da una parte e dall’altra. Nell’Udinese due volte Okaka ha l’occasione per raddoppiare, ma è impreciso e lento nel liberarsi al tiro; mentre nel Cagliari poco dopo la mezz’ora, Cerri approfitta di uno svarione di Mandragora, entra in area, ma il suo tiro è fuori. Nell’azione successiva ancora Cerri, stavolta la sua è una sponda di testa per Joao Pedro che da distanza ravvicinata la spara altissima in curva.

Mancano dieci minuti e c’è tempo anche per gli ultimi due cambi della partita: dentro Pussetto per Lasagna nell’Udinese e Ragatzu per Rog. Se l’Udinese mantiene un’identità tattica pressoché immutata, diverso il discorso per la squadra di Maran. Ora l’11 del Cagliari è decisamente sbilanciato verso l’offesa, con tre attaccanti più Nainggolan.

All’ 84′ arriva la beffa per i padroni di casa; meritato pareggio del Cagliari grazie a Joao Pedro che sfrutta una disattenzione difensiva di un Udinese da un po’ di minuti troppo morbida. Tocco delicato di prima e  Musso non può niente con un pallone che prende una strana traiettoria. Ma è un finale al cardiopalma, mentre in tribuna si scaldano gli animi. L’Udinese si riversa subito in attacco ferita dal pareggio ospite e grazie a Fofana si riporta nuovamente in vantaggio un minuto dopo il gol del Cagliari.

Finale accesissimo. Spettacolo sia sulle tribune che in campo dove i giocatori non si risparmiano persino qualche botta non consentita. Ne fa le spese nel secondo dei sei minuti di recupero Pisacane che colpisce duro Pussetto: per lui secondo giallo e conseguente espulsione.

La partita di chiude dopo oltre sette minuti di recupero. Vittoria importantissima per i padroni di casa che staccano così momentaneamente la zona retrocessione e possono così festeggiare il Natale con 18 punti; un buon bottino e tre punti che potranno rivelarsi fondamentali per la corsa alla salvezza.

Salendo a 18 punti l’Udinese scavalca così in un colpo solo Lecce, Sampdoria e Fiorentina. Ma un risultato che assume un’importanza particolare anche per come è maturata. Grande reazione degli uomini di Gotti dopo aver subito il pareggio all’ 84′ hanno saputo trasformare in vittoria finale l’azione maturata subito dopo il calcio battuto a centrocampo. Che sia arrivata la svolta tanto attesa? Per il Cagliari invece una brutta serata, complici anche le tante assenze; la zona Champions League ora si fa più lontana e da dietro spingono altre squadre anche nella corsa all’Europa League.

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