[df-subtitle]Kevin Tulimieri racconta in esclusiva a “Europa Calcio” questa sua prima e importante stagione nella Premier League maltese[/df-subtitle]

Sabato pomeriggio, a seguito dell’1-1 contro il Valletta, Kevin Tulimieri – centrocampista classe 1992 e con alle spalle diverse stagioni in Serie D (e alcune anche nella vecchia C2 e in Eccellenza) – ha conquistato il quasi certo accesso alla prossima Europa League con la maglia dell’Hamrun Spartans, squadra della Premier League maltese dove un anno fa ha peraltro militato l’ex campione del mondo Cristian Zaccardo.

Kevin Tulimieri è approdato in rossonero lo scorso agosto. La sua prima stagione a Malta è stata molto positiva: oltre a ottime prestazioni, con 9 reti in 20 presenze è il miglior marcatore della squadra allenata dall’ex Perugia Giovanni Tedesco.

Tulimieri ha parlato in esclusiva a “Europa Calcio” di questo suo nuovo percorso calcistico.

Con l’1-1 di sabato, l’Hamrun è di fatto in Europa League. Cosa si prova a raggiungere un simile traguardo?

Abbiamo scritto la storia perché era da trent’anni che ad Hamrun non arrivava un risultato del genere, sono emozioni uniche. Per me, che sono alla mia prima stagione all’estero soprattutto in una massima serie difficile come questa, è stata una grandissima sensazione. Anche perché io sono centrocampista ma sono il capocannoniere della squadra, e questo è un onore“.

Com’è stato il suo percorso a Malta?

All’inizio difficile perché ambientarsi non è mai facile. Poi qui si parla un’altra lingua e ho dovuto studiare l’inglese. Con un po’ di sacrificio ho cercato di inserirmi il prima possibile, specie appunto con la lingua, che tuttora non parlo perfettamente ma riesco a capire e a comunicare“.

Quanto importante è stato il tecnico Giovanni Tedesco?

E’ stato fondamentale, per me e per tutti. Se siamo arrivati quarti è soprattutto merito suo. Anche da giocatore era un grande professionista, quindi ci ha sempre trasmesso la giusta mentalità, che non si può imparare: o ce l’hai o non ce l’hai. Tedesco è stato quindi l’arma in più di questo Hamrun. E poi mi ha riadattato da esterno d’attacco a centrocampista, precisamente mezzala. E’ infatti il primo anno che gioco in questo ruolo e non pensavo minimamente di poterlo fare, devi avere tanta gamba“.

Si è ispirato a qualche giocatore in particolare per questo nuovo ruolo?

A Giovanni Tedesco! Anche se sono sicuro che non riuscirò mai a fare la sua stessa carriera, visto che lui vanta ben 300 presenze in Serie A. Io sono al massimo il suo lucidascarpe (ride, ndr)”.

Differenze più significative con il calcio italiano?

Il livello calcistico, così come il livello fisico, è diverso. Parliamo di una Serie A, io in Italia ho giocato al massimo in Serie C, e qui è un torneo molto più fisico“.

Quanto al futuro, si vede quindi ancora con la maglia dell’Hamrun?

Il mio obiettivo è quello di arrivare il più in alto possibile. Quindi attualmente, non per presunzione, cerco di ambire al massimo, quindi qualunque offerta vantaggiosa mi dovesse arrivare, la prenderei in considerazione. Sono in cerca di stimoli, perché sono un giocatore che vuole crescere sempre più. Quest’anno farò i preliminari di Europa League, poi chissà, magari un giorno lotterò per la Champions, è il mio sogno“.

A parte il grande risultato di sabato, qual è stato il suo momento migliore nell’arco della stagione?

La partita di dicembre, quando affrontammo sempre il Valletta nell’ultima gara del girone d’andata. Finì 1-0 grazie a un mio gol e battemmo i campioni di Malta. Fui il migliore in campo e scrissi una pagina importante per l’Hamrun“.

Per concludere, c’è qualcosa di cui non abbiamo parlato e che vorrebbe dire?

Sono arrivato a Malta con uno zainetto, per fare una vacanza di cinque-sei giorni. Ho fatto un provino di quaranta giorni quando la squadra era quasi fatta. Ho iniziato da dodicesimo straniero quando in una squadra ne possono giocare solo sette, le possibilità erano quindi minime, e in più giocavo da centrocampista. Alla prima annata ho fatto 9 gol da centrocampista, più del nostro attaccante che ne ha segnati 6. Sono candidato al miglior giocatore della Nazione, al miglior undici, al miglior straniero. Che dire, per me è un sogno. Dopo trent’anni ci siamo qualificati in Europa, mentre solo dodici mesi fa giocavo in Serie D.

Penso che nella vita non dobbiamo mai arrenderci, quindi non voglio essere chissà chi, sono un ragazzo che non ha mai perso la speranza. A inizio stagione era impossibile pensare a un simile risultato, in quanto l’obiettivo era la salvezza. E un’ultima cosa la voglio dire: a 25 anni ho cominciato a sognare, perché in Italia sappiamo tutti come va, è un sistema piuttosto brutto. Dico ai giovani di non perdere mai la speranza, perché alla fine comandiamo noi. Siamo noi che dobbiamo avere la forza di crederci“.

 

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