Trionfo Bayern, la vittoria della meritocrazia: è Triplete per Flick

Trionfo Bayern, la vittoria della meritocrazia: è Triplete per Flick

La squadra tedesca batte un coriaceo Psg per 1-0: decide la rete di Kingsley Coman. È festa grande per i bavaresi.

TRIONFO BAYERN – La Champions League 2019-2020 passa agli archivi come una delle edizioni più tirate, inedite ed imprevedibili che si siano mai viste. A vincere la finale è stato il Bayern Monaco non giocando una partita spettacolare come contro Chelsea e Barcellona ma dimostrandosi estremamente solido nei momenti cruciali del match.

Nel primo tempo i ragazzi di Tuchel sono stati bravi a gestire il pressing del Bayern, prendendosi anche qualche rischio che li ha portati in almeno tre occasioni nitide a sfiorare il vantaggio. Bravo Neuer ad alzare la saracinesca; finalmente tornato a recitare un ruolo importante e di nuovo in lizza per il titolo di miglior portiere del mondo.

TRIONFO BAYERN – Il killer instinct che manca a Di Maria prima e Mbappè poi di fatto azzera le velleità dei transalpini. Infatti da quel momento in poi gli attaccanti del Paris faranno molta più fatica a portarsi nei pressi del muro rosso. Nel secondo tempo cambia la musica. Il Bayern Monaco monta il suo trionfo pezzo per pezzo senza che il Psg possa opporsi.

Al minuto sessanta l’azione che consegna la coppa a Lewandowski e compagni: filtrante del maestro di geometria Thiago Alcantara (chi lo acquisterà farà un gran colpo visto che molto probabilmente andrà via) verso Kimmich che prima dà il largo all’uno-due tra Gnabry e Muller e poi crossa dolcemente sul secondo palo dove Coman elude i movimenti difensivi di Kehrer e schiaccia in rete il pallone della vittoria.

TRIONFO BAYERN – Una vittoria di cui può andare molto orgoglioso anche Hans-Dieter Flick, a inizio stagione secondo di Kovac e divenuto a novembre allenatore in prima. Flick ha vinto alla grande la Bundesliga e offerto un buon calcio; ciò gli è anche valso l’attestato di stima della società che ad aprile gli ha rinnovato il contratto fino al 2023.

Inoltre ha fatto rendere al massimo Lewandowski, capocannoniere di tutte e tre le competizioni giocate, e cosa più importante ha esaltato le individualità attraverso il collettivo. Un allenatore capace di cucire il vestito perfetto per i suoi giocatori e di fare quello che nelle ultime trentaquattro partite di Champions League nessuno era riuscito a fare: ossia non subire goal dal Psg; non succedeva infatti dal 12 aprile 2016.

TRIONFO BAYERN – Per quanto riguarda il Psg l’appuntamento con la coppa è solo rimandato. I miglioramenti sono tangibili ma non basta ancora. La stagione non è certamente da considerare negativa; la squadra di Tuchel ha vinto tutto quello che c’era da vincere in Francia ed è arrivata in finale di Champions, non male.

Un Psg che sembra aver finalmente completato l’apprendistato ma che rimane ancora troppo aggrappato alle giocate di Neymar, Di Maria e Mbappé. L’unica certezza che arriva dallo stadio “da Luz” di Lisbona è che il Bayern Monaco è campione d’Europa per la sesta volta nella sua storia e la sensazione è che il carrarmato bavarese non si voglia proprio fermare.

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