TREVISO PORTOGRUARO CUNICO – Archviato il difficile ma preziosissimo successo di domenica a Volpago del Montello, dopodomani il Treviso affronterà al Tenni il Portogruaro, per una gara che sarà il big match di questa 16^ giornata del Girone C di Eccellenza.

Le due squadre sono divise da appena una lunghezza. Per l’occasione, “Europa Calcio” ha contattato telefonicamente Marco Cunico, ex attaccante nonché bandiera del Portogruaro. La sua importante carriera vanta anche una parentesi in biancoceleste.

TREVISO PORTOGRUARO CUNICO

TREVISO PORTOGRUARO CUNICO – Così esordisce: “Seguo ancora entrambe le squadre, specie quest’anno che sono nello stesso girone. A dir la verità un po’ più il Portogruaro, ho ancora amico e conoscenti che giocano lì, in più conosco bene il presidente. Sono sempre legato alla piazza“.

Da giovane però ha vestito anche la casacca del Treviso. Cosa ricorda di quell’annata? 

Era l’annata 1995/1996 e io avevo appena diciassette anni. Feci il mio esordio tra i professionisti ed ero anche io nella rosa che conquistò la promozione in C1. In panchina c’era Pillon, mentre alcuni miei compagni di squadra erano gente come Pasa, De Poli, Ezio Rossi, Andrea Boscaro, Maino e Pierobon. Essendo giovane ed essendo altresì tempi diversi, tutti si prendevano cura di me. Per me sono stati dodici mesi importantissimi e di grande formazione“.

Mentre a Portogruaro ha costruito gran parte della sua carriera. Come si possono riassumere quei suoi lunghi anni in granata? 

Portogruaro per me è stata una scelta di vita: ho deciso di legare a doppio filo la mia carriera con quello di una società, che all’epoca era solida e aveva voglia di vincere i campionati e di affermarsi. Ho rinunciato a categorie e a ingaggi superiori, ma io volevo solo il Portogruaro. Mi dispiace molto per come poi finì, con quella stessa società che scomparse. In quei mesi nessuno di diceva nulla e io mi sono sentito tradito. In ogni caso, quella piazza è e sarà sempre parte di me“.

il momento più alto fu la storica promozione in B. Cosa ricorda? 

Stagione incredibile. Gli addetti ai lavori, evidentemente poco informati, ci davano come squadra che avrebbe lottato per la salvezza senza conoscere il reale potenziale della rosa. Vincemmo tante partite fuori casa, indimenticabili i tre punti sul campo del Verona“.

Tornando al presente, domenica c’è il big match. Che tipo di partita sarà? 

Parliamo intanto di due squadre che come minimo dovrebbero stare in Serie D. Non lo dico per retorica, ma spero che vadano su entrambe. Spero domenica di vedere un bello spettacolo“.

 

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