TREVISO MORBIOLI – Domenica pomeriggio, allo stadio Tenni, il Treviso sfiderà il Real Martellago. I biancocelesti devono assolutamente riscattare il più che deludente 3-3 di domenica scorsa in casa dell’Istrana, risultato che è costato la panchina di Gianni Migliorini, sostituito da Zanuttig.

Non sarà una come le altre per Andrea Morbioli, attaccante del Martellago ma nelle ultime due bomber stagioni del Treviso.

Intervenuto in esclusiva a “Europa Calcio“, il centravanti classe 1991 ha parlato in vista del match di dopodomani, ripercorrendo il biennio al Tenni.

TREVISO MORBIOLI

Intanto, come sta andando a Martellago? 

Sono appena rientrato e ho giocato solo domenica, ma a parte questo bene. La squadra sta ancora trovando la giusta quadratura ma siamo nella giusta direzione“.

È rientrato proprio al momento giusto, in quanto proprio domenica sfiderà il Treviso da ex.

Sì, sono stato al Treviso durante gli ultimi due anni della mia carriera, ed è la città dove sono nato e dove vivo tuttora. Quest’estate si sono verificate delle vicissitudini a causa delle quali ho lasciato con dispiacere, sarei tanto voluto restare. Sono state fatte delle scelte che non sono dipese da me“.

Cosa le è rimasto dentro di quel biennio in biancoceleste? 

Esperienza bellissima. Non dimenticherò mai la presentazione della squadra in Piazza dei Signori a settembre 2019, c’erano quasi mille persone, fu una grandissima emozione. Purtroppo in quei due anni, condizionati inevitabilmente dal Covid, non abbiamo potuto contare pienamente sulla spinta dei tifosi. In più era anche un progetto che partiva da zero, quindi all’inizio è normale avere delle difficoltà“.

Un momento indimenticabile sul campo invece? 

Dico la prima partita al Tenni contro il Godega: erano presenti quasi duemila spettatori più i ragazzi del settore giovanile. Non sembrava di essere in Promozione ma nel calcio professionistico“.

Del Treviso attuale invece cosa pensa? 

Parliamo di una rosa che ha sicuramente tante buone individualità, chiaro che però per vincere il campionato non bastano le individualità da sole, ma bisogna anche essere squadra. Se trovano il giusto amalgama possono certamente lottare centrare il primo posto. Posso dire che l’anno scorso, e l’ho vissuto in prima persona, la squadra era molto quadrata e girava molto bene. Era un organico che avrebbe potuto vincere anche il campionato di Eccellenza“.

Per concludere, domenica esulterà se dovesse segnare? 

No, ma non mi interessa la questione dell’esultanza. Non sono in conflitto con nessuno del Treviso e adesso penso e devo pensare solo al Martellago“.

FONTE IMMAGINE DI COPERTINA: www.tuttocampo.it

 

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