TREVISO ALESSIO ZANUTTIG – Con il recupero della partita di mercoledì sera in casa dell’Union Pro, il Treviso ha concluso il girone di andata del Girone C di Eccellenza veneta con al quarto posto con 26 punti, appena tre in meno della capolista Portogruaro.

Dopo un avvio stentato, i biancocelesti hanno ritrovato sicurezza. Grande merito va ad Andrea Zanuttig, subentrato a novembre a Gianni Migliorni. Con lui in panchina, Kabine e soci hanno raccolto 14 punti in 6 gare, frutto di 4 vittorie e 2 pareggi.

TREVISO ALESSIO ZANUTTIG

Europa Calcio” ha intervistato in esclusiva Alessio Zanuttig, figlio dell’allenatore del Treviso.

Come sta vivendo suo padre questa esperienza nel club di Sandri? 

Molto positivamente, intanto perché Treviso è una piazza molto importante. E poi perché la sua è una occasione bella e stimolante e gli piacciono questo tipo di sfide. Lui è una persona grintosa che si è conquistato tutto col lavoro e la fatica. È sincero e cerca sempre di portare a termine le cose. Alla squadra sta cercando di trasmettere questi principi“.

Tra l’altro, per allenare il Treviso fa ogni giorno più di 120 km. Notevole. 

Sì, prende il treno alle 11 di mattina e torna alle 20 di sera. L’anno scorso quando allenava il Feltre si era trasferito lì, ma ora – anche a causa della scomparsa ad ottobre di mio nonno, ossia di suo padre – non vuole allontanarsi da casa e stare vicino alla mia nonna, che abita al piano di sopra dello stesso palazzo. Inoltre io e lui gestiamo assieme una agenzia immobiliare. In ogni caso, lo vedo andare a Treviso con il sorriso, quindi sono molto contento“.

Una cosa che suo padre disse quando parlò per la prima volta alla stampa fu che lei è nato proprio a Treviso. 

Vero, casualmente sono nato a Treviso. Ma, sono sincero, non ho ricordi di quel periodo perché eravamo stati giusto un anno“.

Fuori dal campo che persona è Andrea Zanuttig? 

Da quando è diventato nonno diciamo che si è molto addolcito (ride, ndr). È una persona in gamba e con la testa sulle spalle, ogni volta che ho bisogno di un consiglio è sempre a lui che mi rivolgo, perché so già che mi darà la risposta giusta. Lo ringrazio e lo ringrazierò sempre per quello che ha fatto e che fa per me“.

Ha qualche hobby o passione particolare?  

Ha sempre improntato la sua vita e la sua routine sul calcio, toglierlo da lì non è facile (sorride, ndr). Rispetto al passato, adesso che è nonno si occupa molto di mio figlio piccolo“.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA – La riproduzione dell’articolo, anche parziale, è consentita previa citazione della fonte EUROPACALCIO.IT

Articolo precedenteGuardiola su Ferran Torres: “So che è vicino al Barcellona”
Articolo successivoInter, da Nandez a Frattesi: il punto sul mercato nerazzurro

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui