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Torino agli opposti: Cairo snobba il “Museo granata” e l’Heysel ha la sua giornata

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Heysel e museo granata. Due opposti, nel significato e nel trattamento delle istituzioni. Come quasi sempre accade, sentimenti molto differenti a Torino tra granata e bianconeri. Questi ultimi hanno ripreso quota, approdando alla ventesima finale di Coppa Italia della loro storia e tornando in corsa in campionato con una partita in meno, quella col Napoli, da recuperare. Dal verso opposto, la classifica langue e la rimonta contro l’Atalanta ha salvato la faccia e rispolverato l’indomito spirito granata.

UNA GIORNATA PER L’HEYSEL

Ma a tenere banco in questi giorni sono anche le questioni extra campo. E soprattutto, la sfera del tifo e della storia, di cui entrambi i club sono portatori pesanti. Il 29 maggio 1985, all’Heysel di Bruxelles, morivano 39 tifosi bianconeri prima di Juventus-Liverpool, finale di Coppa dei Campioni. Ebbene, quella data, ogni anno, sarà la “giornata della memoria”. La regione Piemonte, analogamente alla giornata dedicata a Superga il 4 maggio, ha istituito la giornata di ricordo per le vittime della tragedia belga di 36 anni fa, ovviamente designando il 29 maggio come momento per le commemorazioni e il tributo alla memoria degli scomparsi.

SI FARA’ IL MUSEO GRANATA?

Sulla sponda granata, invece, far emergere la storia del club è invece complicato. Tenore totalmente diverso: dopo la rinascita del Filadelfia, terreno della Primavera e nuovo hub granata dopo tanti anni di abbandono, resta da completare il terzo lotto, ossia la parte del complesso che dovrebbe essere destinata al Museo Granata, l’esposizione di centinaia di cimeli della storia del Torino, dall’anno della sua fondazione nel 1906. Chi dovrebbe essere interessato per prima al suo sviluppo, però, non risponde al telefono.

L’assessore allo sport Fabrizio Ricca ha ribadito la disponibilità, nel 2022, se non prima, di destinare una parte di fondi regionali alla costruzione del museo. Ricevendo però il silenzio da parte del presidente granata Cairo: “Ho fatto anche un appello pubblico, restato inascoltato. Ora è il momento di sedersi a un tavolo, dopo questo periodo di pandemia che comprensibilmente ha fatto pensare ad altro. Ma il museo dei granata deve sorgere, e quindi sediamoci a un tavolo per il completamento del Filadelfia”. Seccato anche il CDA della Fondazione Filadelfia. Da 13 mesi l’associazione aspetta di incontrare Cairo, invano.

Il consigliere Beccaria, rappresentante dei tifosi, non demorde: “Mi auguro si possa arrivare presto alla scrittura dei bandi al fine del reperimento delle risorse per la progettazione e la realizzazione del museo”. Un punto non certo a favore del proprietario del Torino, già sotto l’occhio del ciclone per i risultati del club. Resta sempre più complicato in Italia, come accade ormai da tempo, avere una consapevolezza della storia di una squadra e della conservazione della memoria di un club. Business is business, ma quanta fatica non veder derubricato il romanticismo. Quasi un dovere, nel caso della storia del Torino.

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