Sandro Tonali, centrocampista del Milan, ha concesso un’intervista a DAZN per il format DAZN Heroes con Massimo Ambrosini. L’ex Brescia ha parlato del suo passato e delle sue emozioni dal suo arrivo nel club di cui è sempre stato tifoso.

TONALI A DAZN: “PRIMO ANNO AL MILAN NON SEMPLICE. LEAO E IBRA…”

Sul suo passato: “Da piccolo preferivo giocare attaccante, poi il mio ruolo è arretrato fino a diventare quello di oggi. Da piccolo giocavo liberamente, con tantissima passione. Oggi sento ancora tanti amici che giocavano con me, ho ancora le tute che ci davano da piccoli. Il tempo vola. Ho sempre sognato di diventare un calciatore ma non era un’ossessione da piccolo. Poi arrivato a Piacenza ho capito che volevo fare solo quello. Sono stato fortunato, perché ho trovato tutte persone che mi volevano bene”. 

Sul paragone con Pirlo: “A Brescia sembrava che dovevo dimostrare di essere uguale a lui. Oggi al Milan non lo sento più quel paragone”. 

Sull’arrivo al Milan“Ne parlavo con le persone che mi sono vicine. Avevo chiesto quando ero a Brescia se c’era disponibilità per trasferirmi al Milan. Quando è arrivata la notizia è stato un delirio, sono stati 20 giorni complicati, così come il mio primo anno rossonero. Dividere il tifo dall’essere calciatore non è stato facile. Era un peso, perché essendo tifosi, io, la mia famiglia, i miei amici, non potevo deludere nessuno. 

Su LeaoLeao è un ragazzo particolare. È un buono, dentro e fuori dal campo. Dal punto di vista tecnico servono due uomini per marcarlo. Ha l’ambizione di voler essere il più forte sempre. Va stimolato, non basta solo Ibra, lo dobbiamo fare tutti perché ha un dono incredibile.

Su IbraIbra calmo? Non sempre in allenamento, e nemmeno in partita. Ti stimola giocare partitelle contro Ibra perché se lo batti lo puoi prendere in giro. Quando perdi contro di lui è un disastro e quando lo batti, non succede sempre, hai un’arma nella tua mano”. 

 

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