Tiki Taka – Da quando è arrivato in Italia, Romelu Lukaku ha ritrovato la brillantezza. L’attaccante belga, infatti, segna e gioca per la squadra, dimostrando che Antonio Conte ha scommesso sull’uomo giusto. Ieri sera, Lukaku è stato protagonista di un’intervista esclusiva alla trasmissione Tiki Taka. Di seguito le sue dichiarazioni:

Ti chiamano “gigante buono”.
“E’ un soprannome che mi piace molto perché sono buono, educato e ho rispetto per tutti”. 

Antonio Conte crede molto in te.
“L’ho affrontato la prima volta in Belgio-Italia, a Bruxelles. Ho notato che giocava con due punte davanti, Eder e Pellè, che avevano avuto molte occasioni. Ho capito che, con il suo modo di giocar,e avrei avuto molte possibilità di segnare e che avrebbe esaltato il mio gioco molto fisico. Dopo quel match ci ho parlato, lui mi ha detto che sarebbe andato al Chelsea, ma io non potevo raggiungerlo. Così gli ho detto che se fosse andato da un’altra parte l’avrei seguito”.

Dopo la Premier, come ti trovi in Serie A?
“È diverso, i difensori della Serie A sono i migliori d’Europa. Tatticamente sono preparati per affrontare gli attaccanti. I primi due mesi sono stati difficili, ma pensavo sempre al futuro, a quello che potevo diventare: sono giovane e voglio lavorare ancora di più per migliorare. In Inghilterra molte partite sono simili, qui invece ogni sfida è diversa”.

Hai segnato nel derby contro il Milan.
“È stata una grande emozione. Giocare in Italia e nell’Inter era un sogno per me. La prima finale che ho visto da piccolino è stata Inter-Lazio. Volevo giocare nell’Inter che ha avuto sempre grandissimi attaccanti come Ronaldo, Vieri e Adriano”.

Dicono che il tuo modo di giocare è simile a quello di Vieri.
“Voglio migliorare sempre. A 26 anni non sono top, è una cosa impossibile da dire. È più importante lavorare ogni giorno per cercare di migliorare le cose che non riesco a fare bene”.

Che coppia con Lautaro Martinez.
“Prima di arrivare, ho visto un’amichevole dell’Inter ad Appiano e  il modo in cui giocava Lautaro. Ho subito pensato che se avessimo giocato bene insieme avremmo potuto aiutare la squadra. Quando sono arrivato l’ho chiamato e siamo diventati amici, anche perché io parlo spagnolo e in campo comunichiamo così”.

Ibra è un tuo ex compagno, ora un avversario.
“Sarà bello affrontarlo. È un campione, un grande professionista che lavora sempre. Per me è normale che lui faccia queste cose a 38 anni. Ho grande rispetto per lui e a Manchester mi ha dato tantissimi consigli”.

Nella Juventus, invece, c’è Cristiano Ronaldo.
“La Juventus è una buona squadra, sono i campioni in carica e rispetto Ronaldo. Sarà una bella sfida fino alla fine e vedremo chi vincerà”.

E’ vero che hai imparato l’italiano grazie alle telecronache?
“Si, l’ho imparato così. Sognavo di giocare in Serie A e quando mio fratello è andato alla Lazio, ho iniziato a guardare tutte le sfide con le telecronache in italiano”.

La Lazio è un’altra pretendente.
“La Lazio è forte ed è una squadra che è cresciuta molto negli ultimi anni. Adesso vincono anche quando sono in difficoltà. Hanno solo il campionato ed è un vantaggio per loro”.

Il razzismo.
“La vita qui in Italia è bellissima, io e la mia famiglia stiamo bene a Milano. Ho assistito a questi episodi solo allo stadio e spero sia stata la prima e l’ultima volta. La campagna di sensibilizzazione dell’Inter è molto bella e io continuerò a dire le cose perché il calcio in questo Paese è importante e noi dobbiamo migliorarlo”.

Quando segni, esulti con l’inchino.
“Quando sono arrivato a Milano i tifosi mi hanno fatto sentire affetto e amore. Per questo mi inchino a loro, per ringraziarli”. 

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