TARDELLI CANDIDATO AIC – In una lunga intervista per il Corriere della Sera, Marco Tardelli racconta il momento del calcio italiano. L’ex campione del mondo di Spagna ’82 spiega anche per quale motivo ha preso la decisione di candidarsi a presidente dell’Assocalciatori.

Questo un estratto dell’intervista che trovate integralmente online su www.corriere.it

«Chi lo ama il calcio è contento che stia per riaccendersi. I tedeschi hanno studiato come fare e subito l’hanno messo in pratica. Noi, invece, abbiamo perso tempo a litigare e non abbiamo offerto un bello spettacolo, soprattutto all’estero.

TARDELLI CANDIDATO AIC – Ora per fortuna si ricomincia e cerchiamo di godercelo. Spero che si arrivi in fondo senza ulteriori interruzioni. Sono favorevole al risultato sul campo e non all’algoritmo. E non mi piacciono neppure playoff e playout. L’AIC è diventato un centro di potere, pieno di cose che non mi piacciono, clientele e parentopoli, con una gestione opaca e poco trasparente. Senza contare che ha perso contatto con il territorio.

Ci sono molte cose ingiuste e il fatto che la seria conto poco all’interno del Consiglio Federale è una di quelle. Ma anche i calciatori devono andare oltre il proprio 20%. L’Aic deve avere una posizione più rilevante e prendersi un ruolo che oggi non ha più. Il Fondo salva calcio dove si distribuiscono soldi anche ai calciatori è una buona idea ma l’Aic non può prendersene il merito per fare campagna elettorale, nè limitarsi a beneficiarne.

TARDELLI CANDIDATO AIC – L’Associazione ha da sola le risorse per aiutare il calcio di base e i più deboli. Però i soldi deve gestirli in maniera diversa. È giusto fare degli investimenti immobiliari e patrimonializzare l’Associazione, ma in certi momenti sarebbe meglio avere un palazzo in meno e usare le risorse per dare cento stipendi in più. Che sindacato sarà vinco le elezioni? Un sindacato che aiuta e si occupa dei calciatori meno tutelati.

Non solo degli orari degli allenamenti e dei diritti d’immagine delle superstar della Serie A. Voglio dare risposte e offrire chiarezza. Prima del coronavirus mi sono confrontato con Tommasi sei volte. Lui però voleva un candidato unico. In sostanza ci siamo parlati tanto, ma non ci siamo detti mai niente.

Sul campionato penso che la Juventus è favorita perché è la più forte perché ha una rosa più forte. Ma la Lazio è una bellezza e sino adesso ha giocato meglio. Sarà incerto perché si giocano tante partite ravvicinate, senza tifosi e con il caldo. Di sicuro me lo immagino emozionante».

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