In diretta a “Taca La Marca”, programma in onda su Radio Musica Television, è intervenuto Sven Goran Eriksson, ex allenatore della Lazio e della nazionale inglese tra le tante. Sven Goran Eriksson si è soffermato sulle vicende del calcio italiano e su tanti altri temi.

Ecco quanto emerso.

Rimonta Scudetto: “Questa è la Lazio di Inzaghi che sta facendo un grande lavoro. I biancocelesti hanno ancora la possibilità di vincere lo Scudetto, sarà dura ma la Juventus non è nelle migliori condizioni. Ci credo ancora”.

Allievi: “Fa piacere vedere che i miei ex giocatori sono diventati grandi allenatori. Di alcuni di loro già si intuiva 20 anni fa che sarebbero potuti diventare ottimi tecnici, ciò può farmi solo piacere”.

La Supercoppa con il Manchester United: “Stiamo parlando di 20 anni fa, avevamo una grande squadra con giocatori dotati di classe e mentalità vincente. In quella partita affrontammo la squadra di Ferguson che veniva dalla vittoria della Champions e dal quel momento abbiamo vinto tante cose”.

Owen e il pallone d’oro: “È sempre molto difficile scegliere chi debba essere il vincitore del pallone d’oro, Totti l’avrebbe meritato. Owen era un grande calciatore e metteva a segno sempre tanti gol pesanti e determinanti. Alla fine ha meritato il pallone d’oro”.

La gestione Ancelotti al Napoli: “È impossibile rispondere visto che non li ho seguiti molto. Posso dire che Ancelotti è un grande uomo ed allenatore, non credo che il flop sia causato dalla sua gestione tecnica”.

Ibrahimovic: “Lo conosco poco e non l’ho mai allenato. E’ un grande giocatore se non ci fossero stati Messi e Ronaldo avrebbe vinto tanti premi individuali. Quando parla è sempre incisivo e spesso e volentieri ha ragione. Oltre le dichiarazioni fa i fatti, giocando sempre come quei quindici minuti contro la Juventus il Milan avrebbe potuto vincere lo scudetto”.

Batistuta-Lazio: “Avevo detto a Cragnotti di comprare Batistuta, ma i soldi da spendere erano tanti e non erano recuperabili visto che sarebbe stato il suo ultimo contratto e comunque la Lazio già aveva preso tanti calciatori. Alla fine arrivò Salas e non ci è andata male”.

Rapporto con Mancini: “Ho sempre avuto tanta stima di Roberto sia da giocatore che da allenatore”.

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