Durante un’intervista rilasciata ai microfoni di Sky, Suso, ex calciatore del Milan in prestito al Siviglia, ha raccontato dell’esperienza vissuta in maglia rossonera.

Queste le sue parole.

“Ho sempre detto che Milano è la mia città dove sono cresciuto, sono diventato un grande giocatore e in parte è grazie al Milan. Sono e sarò sempre legato a quella città e al club. Mi manca Milano ma ora qua in Spagna sono vicino alla mia famiglia in una situazione che non vivevo da molto.

I tifosi con me sono sempre stati fenomenali ma negli ultimi 6 mesi, dove le cose non sono andate bene, mi dispiace che i tifosi si sono dimenticati di tutto quello che ho fatto per il Milan anche se le cose non andavano bene in tutto il club.

Il mio futuro?

Non si sa mai nel calcio quello che potrebbe succedere. Sono molto contento di stare qui, credo che i grandi giocatori debbano giocare la Champions League. Con il Milan non siamo mai riusciti a giocarla, abbiamo sempre giocato l’Europa League e quindi ho il desiderio di giocare questa competizione con il Siviglia”.

La situazione Coronavirus in Spagna?

“Lunedì dovrebbero iniziare gli allenamenti individuali. Se riprenderemo a giocare in Liga? E’ una situazione che deve gestire il Governo spagnolo. Io penso che non si giocherà, perché la situazione coronavirus non è ancora tranquilla”.

Il momento più bello con il Milan?

“La doppietta nel derby. E’ stato il mio primo derby. Se sono andato a piedi a casa dopo la doppietta? No, ho detto una bugia, era troppo lontano dallo stadio”.

C’è stata la possibilità di vestire la maglia della Fiorentina?

“Mi sono visto con la Fiorentina la scorsa estate, abbiamo fatto una riunione anche se la Fiorentina non era una possibilità. Io per rispetto ho ascoltato la loro proposta, c’era anche Montella in panchina, è vero che mi hanno cercato”.

Bonaventura?

“La domanda sui giocatori in una precedente intervista era stata travisata, semplicemente avevo espresso i nomi di due giocatori che mi piacevano come Theo e Jack. Bonaventura è un giocatore che mi piace tantissimo – spiega Suso – può giocare dove vuole lui. In questi quattro, cinque anni ho giocato con tantissimi giocatori e lui che è costato poco non viene considerato egualmente rispetto ad altri giocatori che, comprati per 30-35 milioni, non hanno fatto neanche la metà di quello che hanno fatto gli altri. Jack è un grande calciatore”.

Giampaolo?

“Io cerco di imparare sempre qualcosa, Giampaolo, dal punto di vista della teoria, era da 10. Il problema è che abbiamo giocato tutta l’estate in un modo, poi contro il Cesena non è andata bene, così come l’Udinese, e abbiamo cambiato modulo. Quando si inizia a cambiare così non è mai positivo”.

Higuain?

“Avevamo un rapporto molto bello. Era uno dei più simpatici nello spogliatoio e anche molto sensibile. Quando abbiamo iniziato a non giocare bene e gli hanno iniziato a mettergli pressione ha sofferto perché come dicevo lui è molto sensibile. Ci sentiamo ancora ogni tanto”.

In passato vicino ad altre squadre italiane?

“È vero che all’epoca della Roma avevo parlato con Monchi ma nulla di serio. Con l’Inter è vero che c’era stata un’offerta – rivela Suso – ero stato molto vicino perché Spalletti aveva parlato con me e mi voleva all’Inter. Era una squadra che giocava molto bene con un modulo interessante e adatto alle mie caratteristiche. Mi dispiaceva cambiare squadra, passare dal Milan all’Inter perché ero legato al Milan”.

I miei ex compagni al Milan?

“Mi sono trovato bene con tanti, sudamericani ovviamente per la stessa lingua. Nei 6 mesi con Deulofeu però è stato un bellissimo periodo, lo conoscevo sin da piccolo ed è una persona molto simpatica. Lui sarebbe voluto tornare al Milan ma lì era un discorso economico tra società. Era un giocatore che si doveva comprare perché sono rari da trovare”.

Gattuso e Montella?

“Montella era una persona con cui mi trovavo benissimo perché parlava poco e lasciava lavorare tranquillamente, quel tipo di allenatore mi piace molto. Gattuso era molto diverso da Montella, ho un rapporto bellissimo con lui perché prima era una persona e poi un tecnico. Anche con quelli che giocavano poco aveva un rapporto bellissimo e questo mi piaceva tantissimo di lui. E’ una delle migliori persone che ho trovato nel calcio”, ha chiosato Suso.

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