STRAMACCIONI – Andrea Stramaccioni, ex tecnico dell’Inter e attuale selezionatore dell’Iran ha parlato a #CasaSkySport. Queste le sue dichiarazioni:

L’affetto della gente è andato oltre il campo. Sono andato via a quattordici anni, sognavo di fare il calciatore, i miei genitori non mi hanno fatto smettere di studiare e il sogno del calcio, dopo il terzo infortunio, si è spento. Probabilmente il tuo corpo non è l’ideale per giocare a calcio dopo tre infortuni al ginocchio e allora si è aperta la porta dell’allenare, anche con fortuna. Sognavo la Serie A, non mi sarei aspettato l’Iran“.
L’Inter, dalle giovanili alla Prima squadra: “La chiamata della società è stata una grande soddisfazione, non facile passare da una grande squadra come la Roma all’Inter. Iniziava la Champions League sperimentale, fatta con l’Inter per la prima volta e l’abbiamo vinta ha fatto sì che il Presidente, Branca e Ausilio hanno osservato ancora meglio la Primavera. C’erano state tutte persone che conoscevo, Gasperini, Ranieri e poi mi è cambiata la vita, un giovane allenatore uscito da Coverciano“.
La vittoria sul campo della Juventus:Era un’armata che giocava un calcio spettacolare, senza punti deboli. Solamente dei campioni possono andare a vincere così a Torino. E’ stata una soddisfazione, un calcio di rigore ottenuto su uno schema di punizione. L’ho definita la vittoria dell’interismo, il momento post Triplete ha portato spirito di rivalsa“.
Cosa non è più andato all’Inter: “Una serie di fattori, in una partita si fecero male contemporaneamente Samuel e Ranocchia, andammo a Bergamo rivoluzionati. Una battuta d’arresto dopo un filotto; gli infortuni hanno fatto perdere qualche certezza, soprattutto in una squadra che aveva trovato una quadra e qualche cessione, oltre alla mia inesperienza“.
Il derby:Era un Milan di Allegri molto forte. La partita si mise bene, in vantaggio con il gol di Samuel poi c’è stato un gol annullato al Milan e questo scatenò la loro ira, non c’era il Var ma era fuorigioco. Nello spogliatoio ci fu un pò di caos. Il Milan partì forte e c’è stata la doppia ammonizione di Nagatomo in pochissimo tempo, questo a mio avviso condizionò la partita. La Curva Nord continuava a sostenerci, era un derby in trasferta e a fine partita esplosi“.
La quasi rimonta di Champions League dopo il 3-0 di Londra contro il Tottenham all’andata: “I ragazzi mi avevano detto che il White Hart Lane era un campo che soffrivano, ci avevano già giocato con Bale strepitoso anni prima. Riuscimmo a segnare subito, poi fra mille emergenze riuscimmo a fare il 3-0 e quasi il quarto gol con Cambiasso. Il presidente Moratti quasi buttò giù la porta dello spogliatoio, mi abbracciò dicendo: “Incredibile!“.
Stramaccioni conclude: “Credo sia importante che una società punti su un allenatore conoscendolo. Bisogna capire le filosofie delle società, l’Udinese è stata una grande esperienza con grande progettualità“.
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