Il tecnico dell’Inter Luciano Spalletti ha parlato nella classica conferenza stampa pre-partita in vista del match di domani sera alle 20.30 a San Siro contro il Milan. Un derby che vale molto più dei 3 punti in palio. Ecco le sue parole.

Sull’eliminazione dall’Europa League: “Ci dispiace tanto, ma poi c’è da fare una valutazione corretta. C’erano delle motivazioni che ci facevano capire che noi non eravamo al massimo della nostra possibilità. Quello che mi è dispiaciuto è come siamo entrati in partita: dovevamo farlo diversamente. All’andata avevamo capito che l’avversario era forte ma anche che potevamo passare. Ora ristabiliamo ruoli e compiti, dobbiamo creare una nuova struttura forte di squadra. C’è da fare ordine sui comportamenti e le decisioni da prendere. C’è l’amarezza del risultato ma c’è da accettare emozioni e dispiacere, poi secondo quel che viene fuori si mette in discussione la conclusione che viene fuori in base alle emozioni subite e il dispiacere subito. C’è bisogno di una conclusione di sostanza e non di istinto. Perciò quel che diventa fondamentale è che la squadra recuperi le capacità di giocare a calcio e di lottare”.

Sul futuro: “Noi ne facciamo una questione di arrivare prima di chiunque, non in particolare del Milan, che è una squadra forte che gioca anche un buon calcio. Per noi l’obiettivo è entrare nelle prime quattro e se possibile arrivare terzi o secondi. Però poi alla fine l’importante è arrivare tra le prime quattro”.

Sull’andata: “Di partite ne abbiamo giocate tante. Non possiamo valutare solamente una per capire perché possiamo vincere. Ci sono tante partite in cui la squadra ha dimostrato valore ed identità nella ricerca degli obiettivi prefissati. All’andata ci fu tanto equilibrio ed alla fine l’abbiamo portata a casa in base a quello che avevamo tentato di fare precedentemente ma senza riuscirci. Il derby annulla ogni pronostico e qualsiasi valutazione, il risultato è un risultato difficile. C’è quel che vuole uno, quello che voglio io e quello che vogliono gli altri. Il risultato verrà fuori dalla partita, non dai pensieri miei o di Gattuso”.

Sul risultato che sarà: “Il risultato di domani può creare qualche difficoltà a livello mentale perché tutti si portano delle scorie dietro di quel che si è fatto e delle difficoltà. Bisogna avere fiducia su quel che sono le possibilità di fare cose differenti. Ci sono tante partite da qui alla fine e ci sono margini per non farla diventare decisiva. Però chiaramente ti può creare delle complicazioni di convinzioni e gestioni, di credere di essere capace. Bisogna vincere”.

Su Nainggolan: “No, non ci sarà, nemmeno in panchina”.

Su Piatek: “Individualmente può avere dei vantaggi perché è fortissimo. Una linea difensiva però pensa da reparto e non individualmente. Le squadre sono abituate un po’ di più a coprire gli spazi e quindi questa può aiutare. Ci sarà da prendere in considerazione la sfida individuale, ma oramai non marca più nessuno a uomo quindi il suo avversario può variare”.

Sul momento della squadra: “Sono momenti che possono capitare in un campionato, succedono a tutti. Poi l’entusiasmo dei risultati precedenti può variare molto. Sono d’accordo: per quello che stiamo facendo ora, ci siamo abituati in maniera differente. Abbiamo giocato meglio che ora. Però poi le qualità e le capacità individuali, nel metterle tutte a disposizione, fa differenza. Perisic è stato bravo ad esserci nell’ultima partita, così come Borja Valero. Non puoi poi dire che hanno fatto di meno. Anche Keita. Bisogna essere lucidi nel fare diagnosi corrette: abbiamo fatto una brutta prestazione, ma c’erano situazioni che complicavano tutto il momento. E poi se valuti il gioco, c’è implicito lo stato di quei calciatori lì. Dobbiamo fare meglio, noi lavoreremo in quella direzione lì. In questo senso uno si prende tutto il tempo a disposizione per capire e pensare a cosa fare poi però si arriva ad un termine ben stabilito e da lì si tirano le conclusioni, agendo in maniera razionale e valutando con testa lucida il da farsi. Si arriva fino a domani mattina e poi si dirà la formazione e da lì si agirà in base a quel che pensiamo ed abbiamo capito. Non ci si portano dietro i dubbi passati, ma si va con certezze delle analisi”.

Sui protagonisti: “Ci sono stati due attaccanti centrali fortissimi all’andata e ci saranno anche domani. Entrambi saranno nelle condizioni di poter fare male, Piatek può fare la differenza. Proprio come Lautaro. Lì si parte così: ci sono le volontà dell’uno e dell’altro, poi la gara dirà chi avrà ragione”.

Su Moratti: “Io in crisi? Io quando ho incontrato Moratti mi sono sempre emozionato, quindi non vado a commentare nulla di ciò che dice lui”.

Su Skriniar e Miranda: “Ha fatto bene a centrocampo, capisco la domanda. E’ segno che ha fatto bene. Miranda? Difficile che ci sia, anche con la mascherina diventa problematico giocare. Valuteremo domani se ci sarà. Non ha chiuso occhio per tre notti, ha il naso tutto gonfio. Difficile che recuperi. Ma giorno dopo giorno le valutazioni possono cambiare”.

Su Brozovic e Keita: “Brozovic anche ieri ha fatto un allenamento corretto. Poi un po’ di dubbi ci sono: noi pensiamo di poterlo recuperare. Keita dipende perché ieri ha fatto defaticante e non ha avvertito né cambiamenti né fastidi. E’ a disposizione, non per novanta minuti”.

Sulle certezze: “Sono i punti che abbiamo, la classifica che abbiamo, come ci chiamiamo. Siamo l’Inter. Il Milan è solo ad un punto davanti. Noi stiamo facendo peggio di loro e va bene ma se siamo lì insieme a loro abbiamo possibilità. Loro sono stati bravi ma la differenza non la vedo così importante. Perché quel che ti danneggia è credere di non essere all’altezza e noi ci siamo. I calciatori non lasciano mai sola l’Inter. Dobbiamo essere migliori nella gestione della palla per giovedì”.

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