SPALLETTI  – Luciano Spalletti è l’ospite della domenica su #CasaSkySport. Queste le dichiarazioni principali del mister toscano, al momento fermo dopo gli ultimi anni all’Inter:

Grazie a questa professione ho potuto fare cose impensabili, sentire Andrea Bocelli cantare nello spogliatoio dell’Inter, essere ricevuto dal Papa… Il virus? E’ il più grande infortunio di massa dello sport, i giocatori sono stati costretti a fermarsi all’improvviso come succede in un infortunio muscolare. Come si ripresenteranno ai blocchi di partenza dipenderà dalla capacità di ognuno di loro a dialogare con il suo corpo. C’è da fare un applauso al personale sanitario, un tanto di cappello a medici, infermieri e tutte le persone che si sono impegnate per migliorare le cose“.
Il ritorno della Serie A: “Qualsiasi soluzione farà dei contenti e degli scontenti. Penso bisogna tornare a giocare mettendosi la mano sul cuore, le persone vogliono vedere il calcio e sarei contento vedere ripartire il nostro campionato. Andrà fatto pensando alla gente, quanto hanno sofferto e lottato in questo periodo, con la consapevolezza che il calcio è uno degli strumenti più potenti per tornare alla normalità. L’intrattenimento che viene scelto di più e questo, noi nei limiti della sicurezza dobbiamo pensare anche a loro“.
Sull’Inter: “Di ricordi belli ne ho molti, anche perché siamo arrivati in fondo tutte e due le stagioni con il fiato sul collo di quelli che rimanevano fuori dalla Champions. Sono stati momenti forti, emozionanti. La prima stagione, la vittoria a Roma contro la Lazio è stato uno dei momenti che mi hanno fatto gioire di più; la vittoria nel secondo derby quando tutti ci davano per spacciati, in casa del Milan; rivedere il popolo interista gioire alla Scala del calcio è stato qualcosa che fa parte di questa stanza perché ci sono ricordi che portano a rivivere quei momenti lì“.
Spalletti aggiunge: “Delle difficoltà le abbiamo avute, non ho mai fatto le squadre per obiettivi personali di qualcuno. Ho sempre messo davanti il club, non ho mai barattato obiettivi di squadra per salvare la mia immagine. O si fanno le cose in maniera professionale, nella maniera corretta per questi obiettivi… Si dice che i panni sporchi si lavano in famiglia, qualche volta si portano alla lavanderia a gettoni e si fa partire la centrifuga!“.
Su Walter Sabatini:E’ lui il genio, un grande professionista e un grande amico. All’inizio ci siamo annusati come cani randagi, per capire chi si ha davanti. Poi una collaborazione totale, professionalità e stima. Notti intere a parlare di calcio e calciatori“.
Alcuni singoli:Perrotta assomiglia molto a Vecino, vedevo questo cavallino nel Chievo… tutti e due sanno finalizzare bene le azioni, anche Nainggolan, il tiro da fuori… per far questo, ci vuole lo spazio da poter usare“.
Sulla Roma:Era una squadra baciata dal sole di Roma, una squadra fatta di calciatori che si passavano la palla senza mai mettere in difficoltà i compagni. Per fare così, ci vuole tanta qualità, sono tanti passaggi facili andati a buon fine che fanno la differenza per giocare bene a calcio. Era una formazione fortissima, giocatori estrosi, assolutamente campioni, gente come Momo Salah, Nainggolan, Strootman, un Manolas, Rudiger. Con Dzeko davanti puoi giocare qualsiasi tipo di calcio, fare trenta gol e farne fare altrettanti agli altri, è totale“.
Spalletti spende belle parole per David Pizarro: “Mi ha dato una mano fondamentale, è sempre online. E’ il calciatore che tiene continuamente la squadra connessa. Nella prima partitina avrà toccato duemila palloni, sembrava avesse sempre giocato in quella squadra lì; il rispetto che sapeva prendersi in dieci minuti dalla partita per il modo di giocare che aveva era qualcosa di veramente eccezionale. Anche alla Roma ha fatto partite di un livello forse anche troppo generoso per certi versi, è simile a Brozovic, vuole toccare tutti i palloni che passano dai suoi compagni e questo  a volte non è possibile“.
Sulla Fiorentina:Io ritorno ad allenare perché mi piace fare questo lavoro, non vedo l’ora di farlo il prima possibile. Gli allenatori devono essere pronti ad allenare anche sei mesi, non per forza con un progetto. bisogna allenare ciò che ti viene messo a disposizione e migliorare. Penso la Fiorentina sia in buonissime mani, Iachini ha fatto vedere di ambire di fare campionati d’alta classifica”.
Sul legame con Francesco Totti:Penso di essere sempre stato lo stesso. Chiaro che nelle due fasi che dice lui serviva atteggiamento differente, in generale ho avuto un buon rapporto ma per come contano i risultati della squadra e devo passare lì. Sono successe cose che hanno determinato comportamenti differenti ma sempre per il bene della squadra, la Roma meritava la Champions League. Gli auguro la carriera da manager“.
Gli anni allo Zenit San Pietroburgo:Anni bellissimi. Come ho detto, ho visto cose e conosciuto cose che non avrei mai visto e la Russia di queste cose ne ha tante. Criscito ha avuto la professionalità, l’intelligenza di sapersi adattare in un posto non facile e fare una carriera di primo livello anche all’estero”.
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