[df-subtitle]Petagna: “Questa Spal mi ricorda l’Atalanta di due anni fa, quella che arrivò quarta”[/df-subtitle]

Protagonista del Monday Night con una doppietta contro l’Atalanta, peraltro sua ex squadra, Andrea Petagna racconta a “La Gazzetta dello Sport” questo suo primo periodo alla Spal.

Così l’attaccante biancazzurro: “Questa Spal mi ricorda l’Atalanta di due anni fa, quella che arrivò quarta. Per carità, non dico che centreremo lo stesso risultato, però ci sono alcuni punti di contatto che mi fanno riflettere. Un esempio? La forza e l’armonia del gruppo, la fame di risultati. Chi sta in panchina, e so quanto sia duro vivere in quella situazione, è felice come chi gioca e si allena a cento all’ora. Così si costruisce qualcosa di importante. Il primo pensiero della squadra non è difendersi, ma attaccare. Certo, con intelligenza. Ma la parola ‘catenaccio’ non fa parte del vocabolario di Semplici, mi piace l’idea di provare a confrontarsi con qualsiasi avversario“.

Di seguito: “In carriera sono arrivato al massimo a quota otto, stavolta voglio andare in doppia cifra. Io ho il mio stile, ci sono centravanti che non fanno niente per tutta la partita, sfruttano il lavoro dei compagni e segnano 30 gol, ma le loro squadre non ottengono grandi risultati. Io firmerei subito per restare a quota due reti in cambio della salvezza sicura della Spal. Chiaro il concetto? E poi facciamo un po’ di conti: nei due anni all’Atalanta ho fatto 11 gol e 20 assist tra campionato e coppa. Capito? Venti assist. Se Gasperini, che è uno bravo, mi faceva giocare sempre ci sarà stato un motivo“.

Poi aggiunge: “Gasperini in ritiro mi aveva detto che non c’era più posto per me nell’Atalanta. Lo confesso, mi è proprio dispiaciuto, io volevo restare. Ma è arrivata al momento giusto l’offerta della Spal. Con Semplici gioco più vicino alla porta, di sicuro segnerò di più. Lunedì sera contro l’Atalanta sono andato al tiro cinque/sei volte, con Gasperini spesso mi fermavo a una conclusione a partita. Una bella differenza“.

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