Skriniar si racconta – Milan Skriniar, giocatore e perno difensivo dell’ Inter, si è raccontato attraverso una lunga intervista rilasciata ai microfoni di “Dazn“, nella quale ha parlato a del mondo nerazzurro a 360 gradi rivelando retroscena ed aneddoti molto interessanti riguardanti il club milanese.

Skriniar si racconta – Queste le sue parole:

Lo slovacco oggi è un grande difensore, ma da bambino sognava di fare l’attaccante: “Ronaldo ‘il Fenomeno’ era il mio idolo da bambino. Tutti quando iniziano a giocare sognano di fare goal e assist proprio come il faceva lui, ma lì parliamo di livelli altissimi. Ricordo il taglio ai Mondiali del 2022, quando fu anche capocannoniere: chiesi a mio padre di potermi fare i capelli come lui, però facevo schifo e li ho tolti subito”.

Sulla passione per la musica condivisa con Bastoni: “A me piace tantissimo la musica italiana e la ascoltiamo insieme. Quando entriamo nello spogliatoio io ho un auricolare della cuffia e lui l’altro. Non è magari una di quelle cose che si vede da tutte le parti”.

La difesa dell’Inter è spesso finita al centro delle critiche in questo inizio di stagione: “La squadra o il mister non danno la colpa a noi difensori, i goal sono stati presi da squadra. Si difende tutti insieme, così come è vero che l’attacco inizia dal portiere. Ne abbiamo parlato tutti insieme di questa cosa, anche se sappiamo che come difensori possiamo fare meglio”.

Uno dei segni caratteristici di Skriniar è il grande tatuaggio sul petto: “Ci sono il diavolo e l’angelo che i stringono la mano, si tratta di equilibrio. Non si deve essere troppo buoni altrimenti la gente se ne approfitta, ma anche essere cattivi non è una cosa buona. La cosa mi piaceva e il tatuaggio l’ho fatto cinque anni fa”.

Sulla delusione per il mancato Scudetto dello scorso anno: “E’ stata tanta, ma abbiamo anche vinto due coppe. Il fatto di non aver vinto lo Scudetto deve darci più determinazione per quest’anno. Non vogliamo ascoltare voci e perdere energie.

Abbiamo perso il derby dopo averlo dominato per 70’ e abbiamo sbagliato la partita con il Sassuolo che pure poteva essere decisiva. Il Milan è stato molto bravo: le loro ultime cinque partite erano molto difficili e le hanno vinte. Non è stata solo una questione di demerito nostro, ma anche di merito loro”.

Sul suo arrivo in Italia tra le fila della Sampdoria: “Era fine gennaio e l’operazione si è chiusa in tre giorni. Ero contento, ma non parlavo italiano. Ero a Dubai con l’Under 21 e sono partito subito. Da gennaio a giugno ho giocato solo un paio di partite e molte volte mi sono allenato fuori rosa, sono stati momenti difficili che però mi hanno reso più forte.

Ringrazierò per sempre Giampaolo, perché anche se ho sbagliato qualche partita, ho preso un rosso e provocato un rigore, ma lui mi ha sempre supportato. Ha visto in me cose che gli altri non vedevano. Bisogna sempre essere ben posizionato e guardare sia i compagni che gli avversari. Sono state cose che mi hanno reso un difensore forte”.

Gli inizi allo Zilina sono stati da centrocampista: “Giocavo da centrocampista, ma durante il ritiro si fece male un difensore e l’allenatore mi chiese di prendere il suo posto. Dopo la partita mi disse che avevo fatto molto bene e da lì in poi ho iniziato a giocare sempre in difesa anche in campionato. E’ stata la mia fortuna: fossi rimasto a centrocampo magari a quest’ora starei ancora nel campionato slovacco”.

Su Antonio Conte aggiunge: “La difesa a tre rappresentava un qualcosa di nuovo. All’inizio ho fatto fatica, ma aiutare con lui e il suo staff mi ha aiutato a migliorare. Mi sono abituato anche a quel tipo di ruolo e la cosa positiva è che oggi posso giocare sia a tre che a quattro”.

Oggi alla guida dell’Inter c’è Simone Inzaghi: “E’ come se fosse uno di noi. Parla e scherza, ma se c’è da dire una parola pesante la dice. E’ molto equilibrato: si sa divertire, ma sa anche dire quello che non va e quello che pensa”.

Nello spogliatoio dell’Inter le freccette sono uno degli hobby preferiti dai giocatori nerazzurri: “Ci giochiamo, ma meno di prima. Brozovic era malato di freccette e ci ha contagiato tutti. Siamo un gruppo fantastico formato da bravi ragazzi e siamo amici anche fuori dal campo. Non siamo solo compagni di squadra. Se ho qualche rito prima della partita? Guardo i video dei miei avversari e ascolto musica nel tragitto fino allo stadio”.

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