Serie A: una poltrona per… tre?

Serie A: una poltrona per… tre?

SERIE A – Nemmeno il tempo di fare i conti, non solo al Fantacalcio, che il campionato italiano si lancia già verso la quinta giornata che inizierà domani sera con la sfida salvezza tra Verona e Udinese.

Intanto, però, andiamo a vedere che cosa ha lasciato questa tre giorni calcistica, iniziata con l’effervescente sfida di Cagliari tra Cagliari e Genoa; e conclusa nella serata di ieri con Lazio-Parma.

Una sfida tre più uno

Nel mezzo di questa tre giorni di Serie A: derby di Milano, la Juventus che fatica, ma conquista tre punti con il Verona; e un Napoli, non brillantissimo come in altre occasioni – ci mancherebbe altro dopo la sbornia di Champions – ma che esce da Via del Mare con quattro gol all’attivo per una sfida tutto sommato mai in discussione.

Il derby di Milano, si diceva, è vinto, nettamente dall’Inter, superiore non solo per il  risultato; ma quantomeno sul piano della voglia, della grinta dell’aggressività.

Di gioco, al momento, è difficile parlare; l’Inter vive di folate, di guizzi ancora individuali, ma soprattutto dell’atteggiamento propositivo e da combattimento trasmesso da un maestro in questo campo: Antonio Conte. L’ex tecnico di Juventus, Nazionale e Chelsea, si prende la scena in questo suo primo derby milanese; organizza una squadra compatta su una spina dorsale che al momento non teme eguali in Europa; ma poi quando si scende in campo in Champions League, si richiede la medesima voglia e attenzione vista nel derby.

Godin, miglior difensore del campionato per distacco, Brozovic – ma non aveva litigato con Lukaku? – lo stesso Lukaku, autore del definitivo 2-0. In una serata in cui non brilla Sensi, ed è una novità, ecco che spuntano Barella e il solito D’Ambrosio, oramai una garanzia a questi livelli.

Ora l’Inter è in testa con la forte intenzione di non lasciare più questa posizione fino a fine stagione: un campionato, però, ancora lungo, lunghissimo.

Alle spalle dell’Inter, la Juventus; squadra apparsa sotto tono e messa in difficoltà dalla grande aggressività degli uomini di Juric, salvata solo dai singoli (Buffon, Bonucci, Ramsey, Ronaldo); e dove però tra le note positive si è rivisto un brillante Dybala che sgomiterà con il connazionale Higuain fino a fine stagione, per meritarsi un posto da titolare.

Se l’Inter è un cantiere aperto, anche la squadra di Sarri resta in costruzione con l’idea che gli alti e bassi visti fino ad oggi continueranno almeno fino alla lunga sosta natalizia; e già domani occhio al match di Brescia dove andare a conquistare i tre punti, potrebbe non essere così scontato, soprattutto viste le difficoltà che sussistono ancora in fase difensiva.

A proposito: brutto esordio di Demiral, è vero,  ma il turco si fa già amare dal pubblico di casa, grazie alla sua irruenza e al suo carattere; le basi su cui lavorare sembrano esserci tutte.

La terza incomoda per questo campionato di Serie A appare il Napoli che trova in Fernando Llorente un parametro zero di marottiana memoria; arrivò alla Juventus con una modalità simile, quella volta in scadenza, questa volta da senza contratto – capace di siglare tre reti in 2 partite, di essere sempre decisivo con la sua tecnica, e la sua esperienza.

Il Napoli di Ancelotti c’è per il campionato, e soprattutto, dopo qualche stagione, la dirigenza è riuscita a costruire una squadra dalla panchina lunga e dove nel turn over, tanto caro ad Ancelotti, chi entra lascia il segno.

Dicevamo tre più uno? Certo perché come dice la classifica, la Roma a quota 8 è lì. Ancora imbattuta, cresce nel gioco, subisce ancora molto è vero, ma Fonseca a oggi si sta dimostrando tecnico preparato; e, cosa non semplice nella Capitale, già capace di mettere d’accordo l’opinione pubblica.

Ora, però come sempre da quelle parti non bisogna farsi trascinare dai facili entusiasmi, e farsi affossare alla prima sconfitta; ma intanto godersi tre giocatori straordinari: Kolarov, Pellegrini e Dzeko, arma in più per il momento, del nuovo corso giallorosso.

Le altre

Il Milan meriterebbe un capitolo a parte; Giampaolo è più in difficoltà di quello che si pensava, ma c’è da considerare che le basi da cui partire non erano proprio elevatissime.

Certo, alcune scelte fino ad oggi stridono, a Udine giocatori senza ruolo, nel derby giocatori senz’anima: giovedì sera a Torino è già sfida decisiva. E a proposito di Torino, dopo il grande inizio che ha fatto sognare i tifosi, due sconfitte e Mazzarri è tornato a lamentarsi degli arbitri, brutto vizio il suo; pensi alla  sconfitta contro una Sampdoria che, invece, piano piano sta assimilando le idee di gioco di Di Francesco e iniziare a guarda con fiducia al futuro.

Cosa che invece per il momento non riesce all’altra genovese – si parla di Andreazzoli già a rischio, ma sul serio? uno dei migliori tecnici sulla piazza messo già in discussione dalla dirigenza del Genoa, anche qui non si perde il vizio, constatiamo – e nemmeno alla Fiorentina.

Montella è in bilico e la Fiorentina non vince da quasi un anno; ieri si è fatta rimontare due gol negli ultimi minuti e in classifica resta al palo. Ultimi con due punti in quattro partite, unica squadra a zero successi. Considerando, però, un calendario complicatissimo: Napoli e Juventus in casa, Genoa e Atalanta in trasferta. Mercoledì sera, contro la Sampdoria, è già partita decisiva.

Proprio l’Atalanta è stata l’avversaria capace di rimontare due gol alla Fiorentina; la squadra di Gasperini non vive di certo il momento migliore sotto la gestione del tecnico piemontese, ma almeno dà una forte risposta dopo il drammatico esordio di Champions; confermandosi squadra che non molla mai, almeno in Serie A.

In mezzo al guado della Serie A c’è anche la Lazio che ieri sera offre una buonissima prestazione contro un Parma ai minimi termini; anche se qualcosa che non va c’è. Inzaghi dopo le polemiche dei giorni scorsi con Milinkovic-Savic, ieri litiga con Immobile; a Roma, entrambe le sponde, stare sereni non riesce facile.

Se il Cagliari vince, giocando un’ottima partita, rilanciando Simeone e godendosi Nandez – giocatore da big – ecco che il Sassuolo si conferma, in casa, autentica schiacciasassi.

Tra le mura amiche la squadra di De Zerbi gioca con personalità, regala spettacolo, trascinata da un Berardi nel migliore momento della sua carriera; Mancini è avvisato, un Berardi così maturo fa comodo anche alla Nazionale.

Se il Sassuolo riuscirà a dare continuità anche in trasferta, potrebbe inserirsi persino nella lotta per un posto in Europa; dato che ogni anno la testa di qualche squadra blasonata salta e c’è sempre chi ne approfitta.

E a proposito di squadre in salute: il Bologna. La squadra di Mihajlovic, nonostante la sconfitta, si conferma squadra temibile per tutti, ma soprattutto pronta a giocare un campionato di livello; le premesse in questi giorni, anche nella sconfitta, ci sono tutte.

La zona salvezza

Veniamo alle note più dolenti di questa Serie A: la lotta per non retrocedere. Al Friuli è andata in scena una delle partite sin qui più brutte in stagione; il Brescia porta a casa tre punti d’oro trascinata da un Tonali che fa parte di un’altra categoria, mentre l’Udinese è irriconoscibile ed è pronta all’ennesimo campionato, nel nuovo impianto, da far penare tutti i tifosi.

La squadra nelle prime tre partite, pur avendo raccolto solo tre punti, sembrava girare bene; sabato pomeriggio invece prestazione di basso livello, un Udinese troppo brutta per essere vera: sarà stato solo per l’assenza di De Paul?

Il Verona visto contro la Juventus, invece, fa paura a tutte in ottica retrocessione; se Juric riuscirà a frenare l’impeto e l’aggressività, mantenendo però la voglia vista sabato pomeriggio allo Stadium, allora l’Hellas sarà gatta da pelare e non condannata designata come si diceva a inizio campionato: Udinese di Tudor avvisata, domani pomeriggio sfida che sa già di spareggio salvezza.

La Spal di Semplici, invece, sembra aver iniziato con un passo diverso quest’anno, un po’ come il Parma di D’Aversa; i due allenatori sono stati confermati, le squadre praticamente identiche, allora forse serve qualcosa di più da parte della guida tecnica: le motivazioni faranno tutto nel prosieguo del campionato.

Chiudiamo con il Lecce: quattro gol in casa col Napoli, può succedere, ma l’atteggiamento degli uomini di Liverani è apparso un po’ troppo remissivo; mercoledì sera contro la Spal, urge cambiare rotta: per restare in serie A, bisogna giocare con un altro spirito.

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