Serie A, terza giornata: Inter in testa da sola, crollano Lazio e Torino, Roma show

Serie A, terza giornata: Inter in testa da sola, crollano Lazio e Torino, Roma show

SERIE A TERZA GIORNATA - La Juve bloccata sullo 0-0 a Firenze, prime vittorie per Spal, Cagliari e Lecce

SERIE A TERZA GIORNATA – Ieri si è concluso il terzo turno di Serie A. Non c’è nemmeno il tempo di parlare o di discutere di quanto accaduto che oggi subito si comincia con la tanto attesa Champions. Bene, nonostante la coppa dalle grandi orecchie sia pronta ad esordire in questa stagione calcistica 2019-’20, è cosa buona e giusta soffermarci un attimo sulla terza giornata del nostro campionato. Un campionato che ha emesso il primo vero segnale: l’Inter c’è ed è da sola in cima alla classifica.

Partiamo da qui, dai nerazzurri. La squadra di capitan Handanovic ha già l’anima di Conte. Un anno fa, probabilmente, il match contro l’Udinese sarebbe finito in parità e tra i fischi di San Siro. Oggi invece finisce 1-0. Non è stata una bella Inter, è stata invece una gagliarda Udinese, in 10 per un’ora. E’ bastato un gol di Sensi per vincere. Già, vincere. L’Inter ora ha solo bisogno di questo. E Conte sa come si fa.

Nelle altre due gare del sabato, non hanno brillato né la Juventus né il Napoli. 0-0 per i bianconeri in trasferta contro una Fiorentina che ha tirato fuori il carattere, vittoria per 2-0 per gli azzurri salvati in più occasioni da Meret. I campioni d’Italia dimostrano che ci vuole ancora un po’ di tempo per assimilare gli schemi di Sarri. Non si può avere tutto e subito, ogni cambiamento vive una fase di transizione. Bisogna avere pazienza. Gli uomini di Ancelotti invece giocano così così ma vincono grazie alla doppietta di Mertens che scaccia i fantasmi e regala tre punti d’oro ai suoi. Anche qui però è appeso il cartello con scritto “lavori in corso”.

SERIE A TERZA GIORNATA – Nell’ultimo posticipo giocato ieri si è verificata forse la più grande sorpresa di giornata. Il Lecce ha sbancato Torino. I granata, come accaduto spesso anche l’anno scorso, si sono persi sul più bello. Una vittoria avrebbe portato gli uomini di Mazzarri in testa a braccetto con l’Inter. E’ arrivata invece una sconfitta che sa di incompiutezza. Il tecnico avrà avuto sicuramente le sue motivazioni ma la squadra è apparsa quasi impaurita dalle scelte del proprio allenatore. Perché fuori Zaza e Verdi? Per quanto riguarda i salentini, nell’ultimo editoriale avevo scritto che Liverani avrebbe dovuto fare un miracolo per salvare il suo Lecce. Ecco, la gara di ieri sera va in questa direzione. Il primo passo è stato fatto.

Che dire poi del Bologna? La rimonta sul Brescia di un pazzesco Donnarumma è stata fenomenale ma la vittoria più bella è stata la festa fatta a Mihajlovic fuori dall’ospedale dove è ricoverato. Il calcio è anche questo. Per quanto riguarda il rettangolo verde, i felsinei hanno ribaltato le rondinelle nel secondo tempo tirando fuori grinta e voglia. La sciocchezza di Dessena (espulso per simulazione) ha dato il là alla remuntada dei rossoblù che ora si trovano al secondo posto con 7 punti. Tanta roba.

Tanta roba è stata anche la vittoria della Spal arrivata, anche questa, in rimonta. Al rigore di Immobile hanno risposto Petagna e Kurtic nel finale regalando a Semplici i primi 3 punti in campionato. 3 punti che fanno tirare un sospiro di sollievo a tutto l’ambiente. Quest’anno si farà fatica, ecco perché la vittoria di domenica ha un peso specifico maggiore. Prima vittoria anche per il Cagliari che, senza Pavoletti e Nainggolan, vince meritatamente a Parma grazie all’uomo che non ti aspetti: capitan Ceppitelli autore di una doppietta. Nota di merito per Olsen: che parate ha fatto? I ducali invece confermano i loro problemi ancora una volta: la vittoria di Udine forse aveva illuso.

SERIE A TERZA GIORNATA – Capitolo Roma. Che show! La squadra di Fonseca è stata letteralmente spettacolare. Ahimè però la bellezza è durata solo 45 minuti. Ok, il punteggio era di 4-0 ma i giallorossi sembrano avere ancora dei clamorosi cali di concentrazione. Benissimo la fase offensiva (e ora chi lo toglie Pellegrini dalla posizione di trequartista?), male, ancora una volta, quella difensiva. Sulla prodezza di Berardi nulla da dire, ma il secondo gol è stato degno del museo degli orrori. Non si può prendere un gol del genere, immobili come le belle statuine. Il tecnico ha molto da lavorare, nel frattempo è giusto che si porti a casa questi tre punti assolutamente meritati nel complesso. Ah si, Mkhitaryan è forte.

Passiamo ora all’Atalanta che ha Genova ha vinto la sua seconda gara consecutiva in trasferta (1-2) dimostrando di essere ormai entrata nell’élite del calcio italiano e di aver acquisito la mentalità da ‘grande’. Una partita del genere, altrimenti, non la vinci. Esauriti gli aggettivi per Duvan Zapata, autentico uragano. Gasperini se lo coccoli. Passetto indietro per il Genoa che ha sì lottato e dimostrato di crederci fino in fondo ma rispetto alle prime due apparizioni è stato meno pimpante. Andreazzoli può comunque stare tranquillissimo, i rossoblù faranno tanti punti se continuano così.

Chi invece non può continuare così è il Milan. Altra prova negativa dei rossoneri apparsi totalmente privi di idee. Così non si va lontano, figuriamoci in Champions League. Ok, i punti sono ben 6 in tre gare ma gli avversari, ci perdonino per la schiettezza, non erano certamente imbattibili. Il Diavolo ha sofferto da matti contro un gran bel Verona ridotto in 10 per 70 minuti. Piatek si è sbloccato e ha tolto le castagne dal fuoco ma per Giampaolo c’è ancora tanto, tanto, tanto lavoro da fare. E domenica c’è il derby…

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