Serie A Spadafora – Il campionato è fermo da più di due settimane a causa del Covid – 19 e sono tante le ipotesi circa una possibile ripresa. Il Ministro dello Sport Spadafora e la Lega sono in continuo contatto, ma al momento non si può parlare di una data certa. Molti giocatori di Serie A sono risultati positivi al virus e questo complica ulteriormente la situazione. A chiarire i dubbi di tifosi e addetti ai lavori ci ha pensato lo stesso Ministro ai microfoni di Chi l’ha visto. Di seguito le sue dichiarazioni riportate dal Corriere dello Sport:

Le previsioni che facevano pensare di poter riprendere a fine aprile o ai primi di maggio le competizioni sportive credo siano state troppo ottimistiche vista l’evoluzione dell’emergenza sanitaria. Sono molto dubbioso rispetto all’ipotesi del 3 maggio fatta dal mondo del calcio“.

L’eventuale ripresa prevederà la presenza del pubblico?
Qualora ci saranno le condizioni per riprendere le manifestazioni sportive, certamente si ripartirà a porte chiuse. Non è pensabile diversamente, ma ho anche qualche dubbio rispetto alla data del 3 maggio. Questa emergenza sanitaria purtroppo evolve di continuo e gli stessi scienziati non hanno certezze sulla sua evoluzione“.

Chi sarà a decidere?
La scelta finale spetterà alla Figc, ma è difficile che si possa riprendere a inizio maggio. Se la Federcalcio deciderà di posticipare le partite nei mesi estivi, ho letto anche forse a luglio e ad agosto, vedremo, ma oggi la situazione è complicata. Del resto il mondo del calcio ci ha messo un po’ di tempo in più per capire l’emergenza e ora immagino che si muoverà con tutta la cautela necessaria“.

Attività fisica vietata, anche ai giocatori professionisti.
“Sono contrario assolutamente in chi, in modo superficiale, decide di svolgere attività motoria mettendo a rischio se stessi e gli altri. Abbiamo lasciato questa opportunità per un motivo serio, perché ci sono persone che hanno patologie importanti per cui è fondamentale, a volte indispensabile, fare camminate o correre. Ma parliamo di un numero molto limitato di persone. La cosa migliore in questo momento è non muoversi da casa. Tutti dobbiamo dare il buon esempio“.

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