Serie A: lo sport non dovrebbe rientrare nell’abolizione del Decreto Crescita nella nuova manovra finanziaria indetta dal Governo italiano

Lunghissimo e doveroso sospiro di sollievo per la Serie A e tutto il movimento sportivo italiano, almeno fino all’ufficialità della nuova manovra finanziaria emanata dal Governo, prevista per il 1º gennaio 2024. Secondo quanto riportato da Calcio&Finanza, infatti, la categoria sportiva non rientra nell’abolizione del Decreto Crescita, ossia quella norma che prevede la riduzione del 50% in termini fiscali per gli emolumenti elargiti ai professionisti provenienti dall’estero.

Un rischio che parrebbe, dunque, scongiurato anche per la nostra Serie A nell’ottica di non perdere ulteriore terreno in termini di competitività nei confronti dei campionati più blasonati. Aggravante non di poco conto ma, al momento, sconfessata, riguardava la retroattività dell’abolizione, il che non avrebbe consentito alle varie società di beneficiare delle riduzioni fiscali per tutti quei calciatori acquistati nella scorsa sessione estiva: da Thuram per l’Inter, a Kamada per la Lazio, ai vari Pulisic, Loftus-Cheek, Weah, Cajuste e Nathan, tra gli altri, rispettivamente per Milan, Juventus e Napoli.

Introdotto nel 2019, il Decreto Crescita ha permesso alle società italiane di accogliere calciatori importanti potendo usufruire di vantaggiose concessioni fiscali. Originariamente, era stato aspramente criticato perché troppo discriminatorio nei riguardi del mercato nostrano ma, una sua abolizione, avrebbe ulteriormente incrementato il gap con le big europee. Secondo quanto appreso, i vertici della Lega Serie A sono in continuo contatto con il Governo per scongiurare questa possibilità.

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