SERIE A PROTOCOLLO – Il campionato ormai è alle porte: sembra strano se si legge la data sul calendario, eppure è così. Non c’è ancora nulla di ufficiale ma anche il ministro Spadafora si è sbilanciato sussurrando le probabili date della ripartenza della Serie A. Ripartenza che ovviamente avverrà a porte chiuse e che dovrà essere gestita nel migliore dei modi per non incappare in un altro stop che sarebbe devastante. Vediamo quindi quali sono le procedure studiate per la ripresa del campionato.

 

SERIE A PROTOCOLLO – Gestione delle positività

Per quanto riguarda l’eventuale positività al Covid19 di un giocatore o un membro dello staff, si sta cercando di inserire nel protocollo sanitario un criterio di flessibilità con procedure da adottare in relazione all’evoluzione del contagio. In poche parole, se al momento di un eventuale positivo, il quadro sanitario generale in Italia sarà molto preoccupante, saranno adottate misure più drastiche (come ad esempio la quarantena per l’intero gruppo squadra). Se,invece, l’andamento dei contagi sarà sotto controllo, è facile immaginare l’adozione di un modello ‘alla tedesca’ con la sola persona contagiata (che sia un calciatore o un membro dello staff) messa in quarantena e il gruppo verificato con frequenti tamponi. In ogni caso, per tutti gli aspetti medici il protocollo per le partite ricalca in maniera molto simile quello degli allenamenti.

 

SERIE A PROTOCOLLO – Altre informazioni

Procediamo con altre informazioni. Allo stadio il numero massimo di persone ammesse sarà 300 (squadre e staff compresi). Tutti saranno sottoposti a rilievo della temperatura e dovranno firmare un’autocertificazione in cui dichiarano di non avere avuto di recente i sintomi dal Covid 19. All’esterno del campo di gioco, sarà obbligatorio per chiunque indossare mascherine. Le trasferte in pullman andranno organizzate con due mezzi per ciascuna squadra, per garantire il distanziamento. Le interviste post-gara fatte solo tramite video e auricolari monouso, ci sarà il divieto assoluto di strette di mano, l’uscita dagli spogliatoi avverrà in momenti diversi per le due squadre e non ci saranno in campo dei bambini come mascotte. Vietate anche le foto di squadra, che prevedono un’evitabile vicinanza dei giocatori fra loro.

 

SERIE A PROTOCOLLO – La squadra arbitrale

Per quanto riguarda la squadra arbitrale, alla sua tutela provvederà il club ospitante: dagli spogliatoi sanificati, ai pasti mono-dose sigillati. Gli arbitri dovranno recarsi allo stadio con mezzi propri e sarà ridotto a due il numero degli operatori in sala Var. Il protocollo, allo studio del Comitato tecnico scientifico del governo, attende di essere approvato, con o senza modifiche, nei prossimi giorni. In teoria giovedì dovrebbe arrivare il tanto atteso verdetto.

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