Serie A, la griglia di partenza: Parma mina vagante, il Brescia può salvarsi

Serie A, la griglia di partenza: Parma mina vagante, il Brescia può salvarsi

SERIE A GRIGLIA PARTENZA - Il Bologna senza Sinisa deve tirare fuori il carattere, l'Udinese rischia, Lecce in difficoltà

SERIE A GRIGLIA PARTENZA – Poco più di 24 ore e poi la Serie A tornerà a farci compagnia per i prossimi 9 mesi. Poco più di 24 ore e Parma e Juventus daranno il via alla stagione calcistica 2019-’20. Se ieri abbiamo proseguito analizzando le squadre che, sulla carta, si piazzeranno tra la 8^ e la 13^ posizione, oggi continuiamo parlando delle società che, verosimilmente, lotteranno per non retrocedere. Molti dubbi e qualche certezza, molte curiosità e qualche possibile bella sorpresa. Ecco quindi la fine di questa griglia di partenza con l’analisi delle posizioni dalla 14^ alla 20^.

 

Serie A: la griglia di partenza

14- Parma. I Ducali hanno fatto un bel salto in avanti rispetto alla scorsa stagione consolidandosi con dei rinforzi che appaiono adeguati per la categoria. Faggiano si è mosso in maniera brillante e i gialloblù possono essere davvero una mina vagante in grado di infastidire più di qualcuno. Importantissimo il riscatto di Inglese che quest’anno avrà più concorrenza visto l’arrivo di Cornelius dall’Atalanta. Karamoh può finalmente far vedere di cosa è capace, mentre Kulusevski appare il colpo più interessante dell’estate del Parma: il gioiellino classe 2000 può essere un crack. Tutto da scoprire invece Hernani, arrivato dallo Zenit. D’Aversa, insomma, può essere più che soddisfatto.

15- Bologna. I felsinei, privi del loro condottiero Sinisa Mihajlovic, devono assolutamente reagire e tirare fuori la grinta nonostante la pesantissima assenza del tecnico. La base della squadra è pressoché identica all’anno scorso con l’innesto di qualche scommessa che può rivelarsi vincente. Un nome su tutti: Andreas Skov Olsen. Il danese, dopo l’ottimo Europeo Under 21, è stato portato in Italia da Sabatini che solitamente ci prende. Senza dimenticare il giovane giapponese Tomiyasu che sta già convincendo. Anche il centrocampista Schouten ha le qualità per fare bene e ritagliarsi il suo spazio. Infine a portare un po’ di esperienza ci penserà Denswil, cresciuto nell’Ajax e poi passato al Bruges. Il Bologna vuole ripetere la buona scorsa stagione e le premesse per riuscirci ci sono.

16- Udinese. I friulani restano una vera e propria incognita. La rosa più o meno è sempre la stessa, tranne Okaka e Zeegelaar rientrati al Watford. In attesa di capire cosa sarà del futuro di De Paul, l’Udinese quest’anno potrebbe avere delle difficoltà. Non perché sia più scarsa dello scorso anno, ma perché tutte le altre si sono rinforzate. Nestorovski, Jajalo e Becao sono buoni acquisti ma la sensazione è che manchi ancora qualcosa. Tudor, d’altronde, l’ha detto chiaramente: con questa squadra si punta alla salvezza, non di più.

17- Spal. Anche la Spal, grossomodo, è la stessa della stagione ’18-’19. Sono arrivati Di Francesco e D’Alessandro, oltre a Berisha in porta ma la cessione di Lazzari pesa come un macigno. A Semplici il compito di trovare nuove soluzioni. A Semplici il compito di fare l’ennesimo miracolo. Quest’anno, però, non sarà facile. Ah si, tenere Petagna vorrebbe dire avere un quarto di salvezza in tasca.

18- Brescia. I campioni della scorsa Serie B hanno tutte le intenzioni di non fare una semplice comparsata. Cellino in A vuole restarci e sta costruendo una squadra in grado di giocarsela. Scontato dire che l’arrivo di Balotelli abbia aumentato notevolmente le chances di salvezza, ma non c’è solo lui. Sono rimasti quasi tutti: dal nuovo fenomeno Tonali a Bisoli che tanto bene ha fatto la scorsa stagione, fino a Donnarumma che finalmente potrà misurarsi con la Serie A. Magnani dal Sassuolo è un buon colpo. Corini ha tra le mani una rosa valida che avrà certamente delle difficoltà ma che, come detto, se la potrà giocare.

19- Verona. In A ci sono arrivati sul filo del rasoio con una pazzesca rimonta contro il Cittadella nella finale di ritorno dei playoff di B. Ora, però, nella massima categoria ci vogliono restare i ragazzi di Juric. E’ stato fatto un mercato intelligente. Sono arrivati giocatori esperti che conoscono la Serie A come Miguel Veloso, Badu, Lazovic, Bocchetti e Gunter, giovani di prospettiva come Adjapong e scommesse come Verre che deve fare il salto di qualità definitivo e Amrabat. Forse manca una punta: il sogno è Simeone. Dovesse arrivare, Juric avrebbe le carte in regola per provare a raggiungere una salvezza che in ogni caso non è impossibile.

20- Lecce. Il Lecce di Liverani appare la squadra più debole tecnicamente dell’intera Serie A. Auguriamo ai giallorossi ovviamente di smentirci e di fare una grande stagione. Ma, francamente, la salvezza ad oggi appare argomento complesso. Tutta questa ostinazione nel cercare un’altra punta non la capiamo. Ci sono Farias e Lapadula che sono stati buoni acquisti. Magari i soldi potrebbero essere investiti per rinforzare altri reparti, soprattutto se, come si legge, si cerca un attaccante dal profilo internazionale che costerebbe non poco. Intelligente il ritorno di Rispoli.

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