Serie A panchine bollenti: questa la situazione

Serie A panchine bollenti: questa la situazione

Serie A panchine bollenti – La Serie A si avvicina verso il giro di boa con diverse situazioni delicate. Tante le panchine bollenti che scottano e – come si dice in questi casi – diversi gli allenatori che potrebbero non mangiare il panettone e ritrovarsi con un esonero sotto l’albero. Da inizio campionato fino a oggi sono cambiate sei panchine: Udinese, Milan, Sampdoria, Genoa e Brescia due volte. Potrebbero aggiungersene altre nei prossimi giorni. Andiamo a vedere perciò qual è la situazione tra le panchine delle varie squadre di Serie A.

A Napoli tanti dubbi, a Genova non si può più tornare indietro

Quello che esce sulla stampa nazionale a proposito del Napoli lascia molte perplessità. Alcuni media infatti riportano un De Laurentiis che spera nelle dimissioni di Ancelotti per non pagargli una buonuscita di diversi milioni. La squadra vista a Udine nel primo tempo è qualcosa di totalmente scollegato dal proprio allenatore. La maggior parte dei giocatori che si sono esaltati in questi anni ora sembrano passeggiare in campo – Insigne – sono nervosi e il loro rendimento è calato vistosamente – Koulibaly – e irriconoscibili dal punto di vista tecnico – Fabian Ruiz e Callejon – e realizzativo – Mertens.

Ancelotti pare non abbia più il controllo sulla squadra, problemi forse dovuti anche al caos delle settimane scorse. A Napoli dunque si sfoglia la margherita se la situazione, magari dopo la sfida di Champions, dovesse diventare ancora più grave: Gattuso è il nome più gettonato – si parla persino di un incontro avvenuto o in agenda – piace Allegri, ma costa tanto e lui vorrebbe prendersi un anno sabbatico. C’è addirittura chi fa circolare il nome di Edi Reja.

Restiamo sempre al mare e parliamo di Genova. Qui entrambe le squadre hanno già cambiato allenatore, ma le cose non è che siano poi migliorate chissà quanto. Per la verità Ranieri, fino al recupero contro il Cagliari, aveva dato una bella svolta a questa squadra, poi tre sconfitte in sette giorni – in mezzo c’è pure quella di Coppa Italia – e situazione di classifica ancora da allarme rosso.

A Genova invece Thiago Motta la scossa non l’ha mai data e oltretutto la squadra pare nervosa, sciupona, inconcludente. Balla dietro e non riesce ad essere cinica davanti. Di Thiago Motta si dice un gran bene, ma il presente è complicato. Se Ranieri anche in caso di sconfitta sabato sera nel derby, pare comunque solido sulla panchina – anche per via di una situazione economica delicata in casa Samp – occhio che il Genoa non faccia saltare il proprio allenatore. Inutile dire che in prima fila, oltre al possibile ritorno di Andreazzoli, si fa il nome di Ballardini.

Semplici appeso a un filo, Montella all’ingaggio degli altri

Ma le due squadre che probabilmente vedono sempre più vicino l’avvicendamento in panchina sono Spal e Fiorentina. Semplici dopo i miracoli delle due salvezze consecutive quest’anno non riesce più a vedere in questa squadra quel qualcosa in più e la situazione in classifica si fa drammatica, anche se non irrecuperabile visto che anche le avversarie non hanno un grande ritmo. Nelle prossime ore la società potrebbe decidere di esonerare il tecnico toscano, ma i nomi che si fanno convincono poco: De Biasi e Delneri, ieri presente allo stadio, sembrano quelli più possibili.
A Firenze, poi, la situazione è sempre peggio.

La Fiorentina, che nel prossimo turno ospita l’Inter, non riesce più ad avere dal proprio allenatore le giuste misure per conquistare un successo. 4 sconfitte in fila e se Montella sarà ancora sulla panchina viola nelle prossime settimane lo deve al fatto che gli allenatori che piacciono o aspettano altre sistemazioni – Gattuso al Napoli – o costano troppo – si è parlato persino di uno tra Pochettino e Emery – oppure hanno dichiarato di recente che non vogliono allenare una squadra in corsa – Prandelli, nome che dalle parti di Firenze evoca bei ricordi. Anche se la situazione non è delle migliori è difficile, invece, se non impossibile, pensare a cambi di panchine a Bologna e Sassuolo.

Altre panchine di Serie A: Milan e Brescia quando il cambio funziona, Udinese situazione paradossale

A Milano – sponda rossonera – l’esonero ha dato i suoi frutti e dopo un periodo di assestamento il Milan esce da due successi pesanti in trasferta tra Bologna e Parma, piazze che Pioli conosce sin troppo bene e si rilancia in una situazione decisamente più tranquilla di classifica. A Brescia, invece, Cellino è dovuto tornare sui suoi passi: Grosso è un disastro e squadra di nuovo in mano a Corini.

La vittoria a Ferrara è fondamentale per la corsa salvezza e rimette il Brescia perfettamente in linea con le altre avversarie. A Udine invece, si vive una situazione paradossale. Tudor è stato esonarato e al suo posto è subentrato, ad interim, il suo vice. Se in Inghilterra pare in queste settimane una pratica in voga, in Italia rappresenta una novità soprattutto se consideriamo il fatto che il tecnico veneto continua a ribadire che lui, su quella panchina, ci vuole stare solo come allenatore in seconda. Anche in questo caso la svolta dovrebbe arrivare nel periodo natalizio. Quando l’Udinese potrebbe ritrovarsi sotto l’albero Donadoni. Scherzo del destino.

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