La tredicesima giornata di Serie A spezza ulteriormente la classifica in tre tronconi: la sfida scudetto ristretta a due squadre ormai da tempo, quella per l’europa che vede coinvolte sette squadre, fra le quali grandi sorprese e infine quella per la retrocessione che dal Torino in giù non esclude nessuno.

In mezzo, la Fiorentina, una squadra che, dopo la buona partenza, ha perso tre delle ultime 5 partite e ora al momento sembra navigare senza alcun obiettivo preciso.

Sfida Scudetto

Conte ha detto: “Se non ci fossimo noi lo Scudetto sarebbe già assegnato“. Verità inconfutabile. L’Inter (34 punti) sta facendo i miracoli. 4 successi di fila, 13 punti nelle ultime 5 giornate, esattamente come la Juventus. A Torino una lezione da squadra tipicamente contiana: mai mollare a inseguire l’avversario che nel pomeriggio aveva provato l’allungo. Sogno vittoria della Serie A, sempre vivo.

Quella Juventus (35) che viene menata, nel vero senso della parola, per oltre un’ora a Bergamo e poi viene fuori grazie alla coppia argentina più in voga del momento: Dybala e Higuain suonano la carica a una squadra che insegue il nono scudetto in fila. Difficile, se non impossibile pensare a un inserimento di altre squadre da dietro, soprattutto per il ritmo imposto davanti.

Zona Champions League della Serie A

E nella sfida Champions, di questa Serie A, emerge di prepotenza la Lazio. Se il campionato fosse iniziato cinque giornate fa, la Lazio (27) sarebbe in testa al campionato. 15 punti nelle ultime 5 partite, per la bellezza di 5 vittorie di fila. E si che c’era qualcuno che tempo fa dava la panchina di Inzaghi traballante. Vittoria pesantissima quella dei biancocelesti, ancora nel segno di Immobile, ma ottenuta in pieno recupero grazie a  Caicedo che ormai è una vera e propria realtà nella sponda biancoceleste di Roma.

E a proposito di Roma (25) arriva l’aggancio al quarto posto: troppo facile la pratica di un Brescia sempre più in crisi. La Roma al momento, pur dovendo contare su diversi infortuni, continua a essere trascinata da un sempre più formidabile Smalling, autore del gol del vantaggio e da un Mancini in formato Nazionale… di Mancini.

Al  quarto posto arriva l’aggancio dei giallorossi a un Cagliari (25) che nella serata di ieri sciupa il doppio vantaggio esterno a Lecce, facendosi rimontare nei minuti finali mancando il quarto successo di fila. La squadra deve abituarsi ai piani alti e al ritmo che serve per puntare a un clamoroso accesso in Champions League. Le carte in regola ci sono tutte e lunedì prossimo contro la Sampdoria si sogna un successo che cementifichi le speranze europee.

Zona Europa League della Serie A

L’Atalanta gioca da Atalanta, ma non riesce più  a vincere nemmeno in Serie A. Al netto delle polemiche arbitrali quella vista contro la Juventus è stata la solita grande squadra di Gasperini che offre una prova solida davanti, ma ancora una volta traballante dietro. Come detto settimane addietro, la squadra più che soffrire come reparto, soffre come singoli che appaiono al momento non all’altezza di una squadra che gioca all’assalto delle proprie avversarie.

Dietro l’Atalanta un Napoli (20) distrutto dalle polemiche interne e che non sa più vincere. 4 pareggi e 1 sconfitta nelle ultime 5 giornate, per una media punti così bassa che da quelle parti non si vedeva da quasi un decennio. Il pareggio a Milano arriva tra due squadre che rappresentano le maggiori delusioni di questo campionato.

E dalle delusioni alle sorprese di questa Serie A. Parma e Verona. Il Parma (18) si fa raggiungere in pieno recupero da un Bologna mai domo, ma resta sempre lì in corsa per l’Europa nonostante le gravi assenze in attacco. La squadra di D’Aversa però può contare su un gioiellino che fa gola a tutta Europa: Kulusevski.

Alle spalle del Parma il Verona di Juric. Esaltante. Perfetto in difesa, cinico in attacco, il Verona (18) verso la pausa invernale rischia di aver già trovato i punti necessari alla salvezza. Infine a chiudere questo gruppo la Fiorentina (16) che con i punti guadagnati, però, difficilmente può ambire a un posto in Europa. Altra squadra che non sa più vincere e che al momento deve fare i conti con la pesante grana Chiesa. Montella ancora una volta rischia di perdere la bussola, dimostrando difficoltà nella gestione del gruppo.

Zona calda della Serie A

E veniamo a una zona retrocessione  che mai come quest’anno vede coinvolta al momento mezza serie A. Dal Torino al Brescia, infatti, 10 squadre in 7 punti.

Torino (14), Milan (14) e Udinese (14) escono con sensazioni differenti, ma con i medesimi punti. Il Torino è sconfitto in casa: della squadra dello scorso anno non c’è più nulla, né carattere, né gioco. Ma soprattutto Mazzarri sembra al momento incapace non solo di dare idee alla sua squadra, ma nemmeno di infondere quel coraggio necessario a uscire da questa brutta situazione.

L’Udinese è la solita squadra altalenante che alterna buoni risultati a momenti di crisi caratteriali clamorosi. Contro la Sampdoria si è rivista quella squadra che non appena prende gol, va nel pallone.

E il Milan? Che dire dei rossoneri. Campionato mediocre, risultato mediocre e prova mediocre contro il Napoli a San Siro. Di buono c’è il recupero di Bonaventura. C’è poco da sorridere a Casa Milan con il +4 sulla terzultima in classifica.

Sassuolo (13) e Bologna (13) viaggiano in coppia appena alle spalle del terzetto sopracitato. Il Sassuolo perde in casa e continua ad alternare risultati e prestazioni, il Bologna prova a mettere fine a una piccola crisi  – tre sconfitte di fila -, salvata dal gol di Dzemaili nel recupero. Serve di più a entrambe per non finire a lottare per retrocedere. Le ambizioni a inizio stagione erano ben altre.

Segue la Sampdoria (12) che con Ranieri non sa più perdere. 2 vittorie e 2 pareggi nelle ultime 4 partite. Solidità difensiva con Gabbiadini e Ramirez trascinatori. Il solito encomiabile Ranieri, capace di tirare fuori il meglio dalle proprie squadre.

Il Lecce (11) ancora una volta pareggia. 4 volte nelle ultime 5 partite. Punti fondamentali in chiave salvezza. Alle sue spalle le ultime tre: Genoa (10) e Spal (8) che pareggiano in uno scialbo lunedì sera e si regalano un punto che non fa male a nessuno. Chiude il Brescia (7) alla nona sconfitta su dodici partite, la quinta di fila. Con Grosso le cose sono peggiorate rispetto a Corini, che sarebbe pronto a riprendere in mano la squadra. E sabato pomeriggio, derby di fuoco con l’Atalanta.

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