Serie A: Juventus di nuovo in vetta, Bergamo sogna, Genova sprofonda

Serie A: Juventus di nuovo in vetta, Bergamo sogna, Genova sprofonda

SERIE A – Una delle massime più conosciute di Gary Lineker è: “Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine la Germania vince“. Ecco, si potrebbe traslarla al campionato italiano e cambiare Germania con Juventus; verrebbero fuori gli ultimi otto campionato di serie A che hanno visto i bianconeri conquistare altrettanto scudetti.

Il campionato 2019/2020, ai nastri di partenza, ma per la verità fino a ieri sera, sembrava offrire un menù differente; con una sfida a due infuocatissima quella tra Inter e Juventus. Si pensava che la squadra di Conte fosse più vicina a una Juventus in ricostruzione, ma ieri tutto è stato nuovamente ribaltato.

22 uomini – 28 se contiamo i cambi – si sono rincorsi e hanno inseguito un pallone per quasi 100 minuti; ma alla fine ha vinto la Juventus.

La partita di ieri sera ha dimostrato, soprattutto nel secondo tempo, di come il Sarrismo stia già entrando nei meccanismi ben oliati di una macchina potente come la Juventus; i 24 tocchi per arrivare al gol vittoria siglato da Higuain sono testimoni ed emblema.

Un secondo tempo tutto giocato all’attacco e con un predominio di campo che dalle parti di Torino non vedevano da un po’; sono segnali di come questa squadra – che ha ancora ampi margini di miglioramento – ogni giorni diventi sempre più creatura di Sarri.

Margini di miglioramento che portano il nome ad esempio di Bernardeschi, che compie un lavoro oscuro importante, ma dovrà diventare più decisivo in fase offensiva; oppure Khedira, che dopo l’inizio col botto, anche ieri sembrava un figurante – e non venite a raccontare la storiella dell’utilità tattica – ieri Emre Can o Bentancur sarebbero stati più utili dall’inizio al suo posto.

L’ Inter invece è tutta nella verve, nella tecnica, nella potenza e nella personalità di Lautaro Martinez; calciatore che ieri ha dimostrato di potersi prendere sulle spalle la squadra.

E attenzione: il campionato è lungo e apertissimo; è vero che l’Inter sembra non avere una panchina lunga e adeguata ai titolari – ma non è poi così vero -, ma Conte è capace di cavare sangue dalle rape; e non ci stupiremmo se a fine stagione potrebbero poi diventare decisivi giocatori sui quali non ci punterebbe nemmeno un parente al fantacalcio.

Fino all’infortunio di Sensi, l’Inter, pur avendo subito un gol e una clamorosa traversa, sembra tenere bene il campo, ogni volta che attacca si dimostra pericolosa, ma ha troppi uomini non in grande serata.

Lukaku è un mastodonte buono per fare legna; ma al momento, complice una forma fisica non al top, appare giocatore alquanto inutile a calcare determinati palcoscenici – e lo dice un suo grande estimatore – oltretutto è un ragazzo, calcisticamente parlando, molto lunatico.

Male anche Godin preso sempre in velocità; fosse Ronaldo, Alex Sandro, Matuidi o Bernardeschi, il difensore uruguaiano ieri sera gioca la sua peggiore partita in maglia nerazzurra, nella serata più importante; finendo per essere sostituito per un presunto problema fisico.

L’Inter è comunque un cantiere aperto e lo ribadiamo, resta perfettamente in corsa per lo Scudetto; e può contare sul migliore allenatore della piazza e su elementi di un’importanza e di un valore incredibile come De Vrij, Handanovic (ieri non benissimo sui due gol subiti); Brozovic, Sensi, Barella e Lautaro e su altri che devono ancora crescere e daranno il loro contributo.

Ma andiamo  a vedere chi segue le due squadre in classifica.

Alle loro spalle si fa forza l’Atalanta (16 punti). La squadra di Gasperini non è più una sorpresa e stavolta, a differenza degli anni passati, è partita davvero forte. Riuscirà a tenere questo passo? Se dovesse accadere, potrebbe regalare altre sorprese in stagione. Ieri partita vinta e dominata all’interno dell’impianto ristrutturato e ora denominato Gewiss Stadium.

Dietro un terzetto di squadre che invece insegue tra alti e bassi; il Napoli (13) fatica a mettere vicino due vittorie in fila e ora, dopo due 0-0 consecutivi tra coppa e campionato, si scopre anche in crisi di gol; nonostante un parco attaccanti da fare invidia a mezza Europa.

Roma (12) e Lazio (11), invece, pareggiano entrambe nel pomeriggio di domenica; e i giallorossi lo fanno dietro polemiche assurde e stucchevoli che non fanno altro che avvelenare ulteriormente il campionato, creando alibi a una squadra dal potenziale importante; ma che così facendo rischia solo di vedere allontanarsi l’obiettivo quarto posto.

Con loro un Cagliari (11) che dal pareggio di Roma trova nuovi spunti importanti per sognare un campionato di Serie A in grande. Appaiata al Cagliari – e alla Lazio – troviamo una Fiorentina (11) che ottiene, senza brillare particolarmente – il terzo successo consecutivo; per una squadra che non vinceva da febbraio, è un miglioramento da mettere in evidenza. Pesa molto nell’economia di questa squadra un Ribery anche ieri migliore in campo per distacco.

A 10 punti c’è il Torino; la squadra di Mazzarri ottiene un pareggio importante contro il Napoli nel cammino verso l’Europa che al momento appare più complesso ed equilibrato del previsto.

Quartetto a nove punti che mandano segnali e offrono sensazioni differenti. Il Verona è una delle sorprese della stagione, con Juric si picchia e si gioca bene, trascinati su giocatori sui quali in pochi avrebbero scommesso a inizio campionato; il Bologna cerca ancora il salto di qualità, senza ottenerlo, ma si conferma squadra mordace e difficile da battere; il Parma esce sconfitto per la seconda volta consecutiva e stavolta è battuta da una ritrovata Spal: entrambe le squadre ammirate nello scorso campionato, appaiono molto lontane.

Il Parma ha l’attenuante dei tanti infortuni, la Spal deve riprendere un ritmo smarrito; chiude questo quartetto il Milan, ormai habitué di questi piani medi di classifica, nonostante il successo in rimonta contro il Genoa, dovrebbe vedere nelle prossime ore un cambio di panchina. Favorito Spalletti.

Con una classifica di Serie A così corta è difficile parlare ancora di zona retrocessione; ma l’impressione è che il piccolo buco che distanzia il quartetto sopra menzionato, dal quattordicesimo dell’Udinese (7 punti) possa essere l’inizio del purgatorio.

I friulani perdono a Firenze pur resistendo a una squadra dall’enorme potenziale offensivo. Squadra molto fisica quella di Tudor, ciò che manca è il guizzo in zona gol. Con 3 gol fatti sono la squadra con il peggiore attacco della serie A.

Un quartetto insegue a 6 punti; se Brescia e Sassuolo sono state ferme questo turno e recupereranno il match a dicembre, la Spal si toglie dall’ultimo posto ottenendo la seconda vittoria stagionale dopo 3 sconfitte consecutive: ancora decisivo Petagna.

A quota 6 c’è anche un Lecce uscito sconfitto da Bergamo, ma con l’impressione che le carte in regola per salvarsi esistano. Soprattutto perché al momento due posti sono occupati dalle genovesi; Genoa penultimo a quota 5, Sampdoria ultima a quota 3.

La sosta dovrebbe servire per intervenire su entrambe le panchine; è vero che i due allenatori sembrano non aver capito molto delle squadre che stanno allenando, pur essendo entrambi tra i più stimati tecnici del nostro campionato. La colpa, però, non sembra risiedere solo sull’organizzazione, o mancata tale, di gioco.

Le società alle spalle non sembrano in questo momento così solide, per usare un eufemismo, da poter garantire agli allenatori una serenità atta a poter uscire dal pantano della zona retrocessione; e chissà se un cambio di panchina possa davvero essere il modo giusto per uscire dalla crisi.

Eventualmente, ve lo potete immaginare un campionato di Serie A con entrambe le genovesi retrocesse?

Resta aggiornato. Ti invieremo una mail solo per le novità


Non ti preoccupare niente SPAM , lo odiamo quanto te.

About author

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!

Leave a Reply