Serie A il punto: sciatta Juve, melodrammatica Inter, e che ammucchiata in mezzo!

Serie A il punto: sciatta Juve, melodrammatica Inter, e che ammucchiata in mezzo!

SERIE A IL PUNTO – Ciò che salta all’occhio di più in questa seconda giornata di ritorno è che delle prime undici in classifica perde solo la Juventus – ma delle prime cinque vince solo l’Atalanta – e che dalla dodicesima all’ultima non vince nessuno. Bergamaschi che recuperano così 2 punti  alle romane e all’Inter e ben tre alla Juventus. Proprio Juventus e Inter sono le protagoniste in negativo di questa giornata: la Juventus si presenta sciatta e svogliata a Napoli e perde, meritatamente, l’Inter è troppo nervosa per essere vera e ringrazia proprio la squadra di Gattuso se ancora c’è una lotta per lo Scudetto.

Serie A, sfida Scudetto: Juve brutta, spenta e svogliata

La Juventus (51) a Napoli si presenta con un set point mica male. Arriva  con un break di vantaggio visto il pareggio poche ore prima dell’Inter in casa con il Cagliari e trasforma il match contro il Napoli in una partita sciatta, scialba, che nemmeno il peggior Fognini. L’occasione di balzare a +6, ma anche di restare a +4, era enorme e invece la squadra vista ieri sera è stata senza alcun dubbio la versione peggiore della Juventus di Sarri. Per molti, in assoluto una delle peggiori Juventus viste in questi ultimi anni. Squadra che oltretutto spesso e volentieri ha fatto la differenza proprio vincendo con le altre big del campionato italiano. Ma soprattutto ancora una volta la Juventus ha mostrato poco equilibrio con il tridente pesante in campo e con uno Szczesny poco concentrato e distante parecchio dal portiere ammirato in queste stagioni. Domenica a pranzo contro la Fiorentina ci vorrà una bella reazione da parte di tutti e magari seguire l’esempio di Ronaldo, anche ieri l’ultimo a mollare.

Serie A, sfida Scudetto: Inter ancora in corsa nonostante un po’ troppo nervosismo

L’Inter (48) invece continua a lamentarsi, Conte chiede rinforzi e se ne esce con frasi sibilline, ma la partita contro il Cagliari andava vinta senza se e senza ma. Andava vinta anche senza Eriksen e Giroud… Il nervosismo finale sembra invece rimandare a ciò che spesso ci ha abituati questa squadra, non a caso soprannominata dagli stessi tifosi “pazza”. Una squadra capace di passare con una velocità spaventosa da un’emozione all’altra. Terzo pareggio consecutivo e terza volta per 1-1 con rimonta avversaria. Se domenica la Juventus dovrà vincere per forza con la Fiorentina, stesso discorso per l’Inter impegnata nella serata contro l’Udinese in trasferta.

La Lazio (46) non la dimentichiamo perché rosicchia un altro punto alla Juventus e ora si porta virtualmente a -2 dalla testa. La Lazio di ieri sera, però, risultato a parte, è una delle peggiori viste negli ultimi mesi e a parte il grave errore di Strakosha, deve ringraziare il regalo di Pau Lopez se esce dal derby con un punto. Dominata in tutto e per tutto da una Roma sempre bella da vedere, con un Cristante in grandissimo spolvero capace di prendere in mano il centrocampo e di creare gioco insieme a Pellegrini. Ragazzi italiani che danno qualità a un progetto – grande prova anche di Spinazzola – quello di Fonseca, sempre più interessante.

Serie A zona Champions: vince solo l’Atalanta

Di Roma (39) ne abbiamo già parlato: pareggio contro la Lazio che va strettissimo agli uomini di Fonseca capaci di macinare gioco e di dominare il derby per novanta minuti. Ciò che fa brillare gli occhi in questo turno di serie A è l’Atalanta (38). Un 7-0 strepitoso a Torino. Squadra trascinata da un Ilicic in versione top mondo. Brutto Toro è vero, ma quando l’Atalanta gioca così non ce n’è per nessuna squadra in Italia. 57 reti segnate, dieci in più della Lazio, secondo miglior attacco, diciassette più della Juventus. Senza alcune sconfitte inspiegabili, vedi quella in casa con la Spal, sarebbero a lottare per lo Scudetto. Che dite? Avevamo promesso di non sbilanciarci più nel parlare di Dea? Lo sappiamo, ma quando vedi sette reti fatte a referto, difficile non alzare i toni.

Serie A zona Europa League: la grande ammucchiata

Dal sesto posto del Cagliari, al dodicesimo del Torino: 7 squadre in 4 punti per uno, ma più probabile due, posti validi per l’Europa League. Cagliari (31) e Torino (27), che aprono e chiudono il gruppetto, sono proprio le uniche a non vincere. Il Cagliari rimonta l’Inter ed esce con un punto insperato da San Siro: secondo pareggio consecutivo. Sul Torino c’è poco da aggiungere a quello che si legge dal tabellino. Sette reti subite in casa possono lasciare strascichi molto pesanti da qui al prosieguo del campionato.
In mezzo invece vincono tutte le altre 5 squadre. Il Parma (31) alterna vittoria e sconfitta e al minimo regime batte un’Udinese sciupona e aggancia il Cagliari. Nonostante gli infortuni, la squadra di D’Aversa sogna. Il Milan (31) sciupa l’impossibile, poi vince a Brescia grazie al rinato Rebic. Come si è letto in giro: Ibrahimovic è il miglior “allenatore” arrivato al Milan da un po’ di anni a questa parte. O comunque il più decisivo.

Verona: che favola!

Prosegue la favola Verona (29): sin troppo facile 3-0 contro il Lecce che non si può nemmeno definire una diretta concorrente. E pensate che con una virtuale vittoria nel recupero con la Lazio la squadra di Juric sarebbe al sesto posto. Follia a pensarci qualche settimana fa. Grandissimo lavoro del tecnico croato, allievo, nemmeno a dirlo, di Gasperini.

Il Napoli (27), di cui parleremo a parte, sforna una grande prestazione contro la Juventus e ottiene la vittoria più importante in stagione in campionato e può finalmente sorridere dopo un periodo nero. Si è rivisto un grande Insigne: ripartire da ieri sera per provare una difficile, ma non impossibile, rimonta Champions. Infine il Bologna (27). Sotto di un gol, la squadra di Mihajlovic rimonta nel derby contro la Spal e si lancia quasi definitivamente fuori dalla zona retrocessione – +12 proprio sulla spal, quando per qualche minuto si erano trovati a +6 – e con il sogno Europa sempre vivo.

Fiorentina, Udinese e Sassuolo, invece, che campionato sarà?

La Fiorentina (25) con Iachini non sa più perdere, due pareggi e due vittorie anche se in casa contro il Genoa c’era davvero la possibilità di agganciare il treno Europa. Occasione, invece, malamente sprecata. Domenica contro la Juventus per continuare la rimonta. L’Udinese (24) gioca davvero bene, ma ancora una volta sciupa l’impossibile tra Lasagna e Mandragora ed esce sconfitta per 2-0 da Parma. Domenica contro l’Inter partita complicata, ma fondamentale per non arrivare alla terza sconfitta di fila che potrebbe riaccendere diversi malumori. Da quelle parti i tifosi vivono sempre grandi alti e bassi proprio come la squadra per la quale tifano. Il Sassuolo (23) infine, in dieci per una lunga parte di match, esce con un punto d’oro da Marassi contro la Sampdoria e si tiene a debita distanza – otto punti – dalla zona retrocessione.

Serie A zona retrocessione: nessuno vince, tutto invariato

La Sampdoria (20) non va oltre un deludente 0-0 in casa contro il Sassuolo nonostante una superiorità numerica durata per quasi tutta la partita. Problemi gravi e strutturali che nemmeno un mago come Ranieri riesce a risolvere. La squadra dovrà lottare fino alla fine, nonostante i 5 punti di vantaggio sulla zona retrocessione, soprattutto se non riesce ad approfittare di una domenica col calendario favorevole. Il Lecce (16) non si ritrova più, va bene il pareggio casalingo con l’Inter, ma perdere in questa maniera a Verona non può certo soddisfare società e tifosi. La squadra oltretutto si sta muovendo sul mercato per cercare giocatori in grado di salvare la squadra e la prossima partita, in casa col Torino, può essere decisiva per il futuro di Liverani.

Infine le ultime tre, ormai siamo abituati a nominarle e ora sono tutte e tre appaiate: Spal, Genoa e Brescia. Pareggia il Genoa (15), punto d’oro a Firenze, perdono Spal (15) e Brescia (15) in casa. La Spal si fa rimontare dal Bologna, ma è un discorso trito e ritrito, Semplici sta facendo un miracolo a tenere questa squadra ancora in corsa per restare in Serie A. Il Brescia non poteva chiedere molto alla sfida con il Milan e la cura Corini sembra essere già finita. Prossimo turno a Bologna, potrebbe essere nuovamente decisivo per il tecnico.

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