Serie A il punto: l’Inter allunga sulla Juve, risorge il Brescia, bene le romane, male le genovesi

Serie A il punto: l’Inter allunga sulla Juve, risorge il Brescia, bene le romane, male le genovesi

La quindicesima giornata di serie A era quella che vedeva l’incrocio tra quattro delle prime cinque del campionato. Le romane impegnate contro Inter e Juventus capolista. Fa festa l’Inter che si porta al massimo vantaggio sui bianconeri. Esultano le romane che consolidano le loro chance europee. L’Atalanta mette a segno l’ennesima rimonta, mentre il Napoli non va al di là di un pareggio a Udine.

Nella parte bassa del campionato, invece, è di nuovo aria di crisi a Genova. La Sampdoria perde in casa con il Parma e il Genoa si fa rimontare due gol da un sempre più incredibile Lecce. In coda il Brescia con Corini torna alla vittoria nel match tra le ultime della classe contro la Spal. Andiamo, però, a vedere nel dettaglio la situazione di questa serie A dopo la quindicesima giornata.

Sfida Scudetto in serie A: È Inter contro Juve, ma la Lazio?

Il turno si era aperto con lo zero a zero tra Inter (38) e Roma. Un’Inter sempre più plasmata sotto la cura di Conte a immagine e somiglianza del proprio condottiero. Una squadra che quando va in affanno – nei rari momenti contro una pur buonissima Roma – è capace di rinculare all’indietro e di raggrupparsi con dieci uomini tutti dietro la palla e in alcuni casi fino nella propria area di rigore. Un Conte che, dafine conoscitore del calcio italiano capace di vincere trofei a ripetizione, sa che per prima cosa bisogna costruire una difesa importante e l’atteggiamento mostrato dall’Inter – senza centrocampo titolare per due terzi – è quello di una squadra dalla difesa granitica. E dal grande avvenire.

E dunque il pareggio interno contro la Roma non può che essere un risultato positivo. Non solo per l’ennesimo step di crescita dei nerazzurri – ora ufficialmente anche la migliore difesa in serie A con 13 gol subiti in 15 partite – ma soprattutto per quello che succede a Roma 24 ore dopo.

La Juventus (36) perde la prima partita su venti e apriti cielo. Partono i processi sui social e sui giornali si parla addirittura di crisi, di ciclo finito. Forse è esagerato distruggere mesi di lavoro di Sarri, ma ci sono alcune situazioni che vanno poste sotto la lente d’ingrandimento. A partire dall’inadeguata fase difensiva – 15 gol in 15 partite sono troppi per puntare allo Scudetto. Oppure alcuni uomini del centrocampo che sembrano lontani anni luce, non solo dalle idee di calcio di Sarri, ma anche da poter pensare di essere titolari in una squadra come la Juventus. Emre Can, se possibile, mette in campo la peggiore prestazione da quando è alla Juventus. Il tutto dopo aver sostituito Bentancur fino a quel momento migliore in campo.

E che dire dell’attacco? Quando hai davanti Dybala, Higuain e Ronaldo, forse si dovrebbe chiedere di più. Ma non è tempo di processi, per una sconfitta, il campionato è lungo. Di certo alla Juventus manca quella scintilla vista in passato quando c’era bisogno di una rimonta, ma ancora qualcosa – molto o poco lo giudicheremo più avanti – per essere la squadra che tutti si aspettavano con Sarri. Bella e spettacolare, ma soprattutto vincente.

Di fronte la Juventus aveva una squadra, La Lazio (33), di gran lunga la più in forma in campionato. Batte la Juve in casa in campionato dopo 16 anni. Si porta a -3 dai bianconeri e a -5 dall’Inter allargando la rosa delle contendenti dello scudetto a 3 squadre. Saprà reggere? Difficile, ma certo che Inzaghi per l’ennesima stagione sta compiendo un autentico miracolo. Valorizzando una rosa che in mano ad altri si troverebbe in difficoltà. Esaltando, dopo un periodo opaco, un giocatore come Milinkovic-Savic, finalmente ritrovato sui suoi – grandi – livelli. Con un portiere sempre più interessante, un Ciro Immobile in versione bomber di lusso e due fantasisti come Correa e Luis Alberto che farebbero le fortune di top team di mezza Europa.

La Lazio dei sei successi in fila,  nel prossimo turno sarà chiamata ad un’altra sfida delicata: contro il Cagliari in trasferta. Che potrebbe assumere anche i connotati del dentro-fuori dalla lotta per lo Scudetto.

Zona Champions: pareggiano Roma e Cagliari, risale l’Atalanta

Se la sfida per lo Scudetto è calda, quella per il quarto posto disponibile in chiave Champions League è rovente. La Roma (29) pareggia a Milano, ma è una bella Roma. In giro si è letto di partita brutta quella tra nerazzurri e giallorossi, vi invitiamo educatamente a fare altro invece di scrivere certe castronerie. Partita intensa e dove entrambe le squadra hanno risposto esattamente a quello richiesto dai due allenatori. Sopra abbiamo parlato di Conte, qui parliamo di Fonseca. Un altro allenatore che in pochi mesi è riuscito a plasmare – a differenza di quello che sta facendo Sarri con la Juventus – una squadra a propria immagine e somiglianza.

La Roma disposta in campo è bella da vedere, concentrata, compatta. Ed è da considerare il fatto che questa squadra schiera ogni domenica giocatori che arrivano da lunghi infortuni. Ma pare nemmeno accorgersene. Una menzione speciale per quattro giocatori. Mancini e Smalling annullano la coppia di attaccanti più in forma della serie A, Diawara gioca la migliore partita della sua carriera – dai tempi di quel Bologna-Juventus in cui si mise in mostra insieme all’ex gemello Donsah – Zaniolo per 25 minuti sembra un vero e proprio centravanti.

Poi calerà, per la verità come tutta la Roma che non riuscirà più a rendersi pericolosa, pur rimanendo ben disposta in campo e con il giusto atteggiamento. Ma in quei 25 minuti di gioco abbiamo visto tutte le qualità atletiche e tecniche del classe ’99 nato a Massa. Che giura amore eterno per la squadra della capitale, anche se un domani chissà, se qualcuno dovesse presentarsi con un assegno pesante è difficile immaginarcelo ancora con questa maglia.

Appaiata alla Roma c’è il Cagliari (29) che ormai non è più una sorpresa. Sia per la posizione in classifica sia per la seconda rimonta di seguito. A Reggio Emilia, contro un Sassuolo apparso in grande forma, il solito Joao Pedro e il bravissimo Ragatzu regalano un punto di fondamentale importanza alla squadra di Maran che può così ancora restare in piena lotta per la Champions League.

Lotta per un posto in Champions a cui si aggrappa l’Atalanta (28), altra squadra che fa delle rimonte il suo marchio di fabbrica. La squadra di Gasperini ribalta l’ottimo Verona di Juric grazie a uno spettacolare gol di Malinovskyi, a un rigore di Muriel e al tre a due – in pieno recupero – confezionato dal pacchetto difensivo. Bordata di Palomino in mezzo per Toloi che volontariamente o forse no, regala uno splendido assist per Djimsiti. 3 punti e quarto posto che dista una sola lunghezza.

Metà classifica: in serie A risalgono Milan, Parma e Torino, frena il Verona

Dal settimo all’undicesimo posto ecco un pacchetto di cinque squadre che potrebbero non avere più ambizioni. A seconda anche di chi vincerà la Coppa Italia. Se per un Napoli (21) che non sa più vincere (2 punti nelle ultime 5 partite) o un Milan (20) che tutto sommato partiva con ambizioni diverse in stagione, ma che comunque si sta risollevando alla grande con Pioli – secondo successo di fila – per Parma (21) – vittorioso a Genova e imbattuto da due mesi in trasferta – Verona (18) – sconfitto, ma ancora fuori dalla zona retrocessione e Torino (20) – rinato da qualche settimana – la situazione tranquilla di classifica è tutta da godere.

Anche se nel caso dei granata a inizio stagione c’era la voglia di conquistare un posto in Europa. Il campionato comunque è ancora lungo e come detto, il settimo posto potrebbe regalare, a fine campionato, un posto nelle coppe europee. Intanto nel prossimo turno ci sarà proprio un doppio incrocio da queste parti di classifica con Napoli-Parma e Verona-Torino e dal quale potrebbe approfittarne il Milan che ospiterà il Sassuolo.

Zona retrocessione: tante squadre inguaiate in questa serie A, poche squadre convincono

Dal Verona all’undicesimo posto, al Bologna al dodicesimo si spezza leggermente la classifica. Dai rossoblù di Sinisa Mihajlovic alla Spal di Semplici 9 squadre in 7 punti con il solo Brescia (10) – nello scontro diretto con la Spal (9), capace di vincere in questo turno. Perdono invece Bologna (16) e Sampdoria (12) in casa – quest’ultima apre la crisi anche con Ranieri – Fiorentina (16) – quarta sconfitta in fila – e appunto la Spal.

Pareggia invece una buona Udinese (15) in casa con il Napoli, il Lecce (15) in rimonta con il Genoa (11) – sabato sera derby della lanterna d altissima tensione – e il Sassuolo (15) che, nonostante le tante cose buone mostrate, resta ancora pienamente invischiata nelle zone pericolose della Serie A. Anche se dovrà recuperare una partita, proprio contro il Brescia.

Nel prossimo turno Udinese, Spal e Sassuolo saranno impegnate in trasferte tra il proibitivo e l’impegnativo, rispettivamente contro Juventus, Roma e Milan, mentre il Bologna ospiterà l’Atalanta. Incroci pericolosissimi invece quelli tra il Brescia, che con Corini ritrova la vittoria dopo gli zero in casella di Grosso e il Lecce e il derby della lanterna che sabato sera sarà tutto da seguire.

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