SERIE A IL PUNTO – La dodicesima giornata di Serie A, prima dell’ennesima sosta per la Nazionale, ha espresso i suoi verdetti: Inter e Juve restano in vetta alla classifica e proseguono nel loro testa a testa, Cagliari e Lazio, ma anche il Parma, continuano il loro momento magico, all’opposto di Napoli, Atalanta, Brescia, ma soprattutto il Milan, sempre più in crisi e invischiato nelle zone basse della classifiche. La squadra di Pioli è ormai lontanissima da una tradizione che in questi casi non può venire in aiuto. Quello che conta oggi sono i punti da fare in classifica per non passare l’ennesima stagione nel purgatorio. A scendere all’inferno ci si mette un attimo.

Sfida Scudetto

Il punto su questa serie A non può non partire dalle prime due in classifica. La sfida scudetto oramai, salvo cataclismi, è circoscritta a due squadre. Giornata dopo giornata si sono tolte dalla lista Napoli, Atalanta, Roma e a contendersi lo Scudetto da qui a fine stagione restano solo Juventus (32 punti) e Inter (31). Divise da un punto anche al termine di questo turno le due squadra hanno avuto uno svolgimento simile dei propri compiti. Vincono di misura grazie a due prodezze personali (Barella e Dybala), contro due avversarie che cercavano punti utili verso la salvezza a fine stagione.

Nella Juventus scoppia il caso Ronaldo, troppo polemico nella sua reazione per la sostituzione dopo aver dimostrato di non stare bene fisicamente. Maggiore rispetto verso compagni e società sarebbe dovuto. La Juventus, però, si gode un Dybala forse nel migliore momento della sua carriera e ancora una volta il tridente Higuain-Dybala-Douglas Costa si rivela decisivo. Oltre alla polemica che vede protagonista Ronaldo, da sottolineare l’assurda psicosi vittoria che vede coinvolta in queste settimane la tifoserie juventina.

È in voga il paragone tra Sarri e Allegri (come se poi fosse una colpa essere simili ad Allegri), ma non si tiene conto che questa squadra, in questo ciclo di gare tra le due soste, ha vinto tutte le partite – escluso  il pareggio di Lecce – ha strappato con due giornate di anticipo il pass per gli ottavi di Champions. Difficile pensare si possa fare meglio, quando hai un allenatore nuovo dopo cinque stagioni.

In casa nerazzurra, invece, parole al miele di Antonio Conte verso la sua squadra, dopo le polemiche post Dortmund. I nerazzurri hanno bisogno anche di questo per tenere il ritmo imposto dalla Juventus alla classifica. Oramai è un testa a testa e guai, per il bene del campionato, distrarsi. Conte lo sa e usa bastone e carota: funzionerà? Di certo hanno funzionato i messaggi mandati non solo alla squadra, e i tre punti con il Verona sono significativi, ma anche alla società che a gennaio potrebbe accontentare il proprio allenatore sul mercato.

Zona Europa

Il putno sulla serie A prosegue con la zona Europa. Venendo alla zona Champions il Cagliari (24) è sicuramente la squadra del momento. È uno spettacolo tutto quello che va in scena nell’ora di pranzo di Domenica. La cornice di un pubblico che sogna una stagione clamorosa, è uno spettacolo il 5-2 finale che annichilisce una Fiorentina che invece manca così l’aggancio alla zona Europa. È uno spettacolo Nainggolan autore di tre assist e un gol da favola.

È uno spettacolo la squadra che gioca a memoria ed è messa in campo in maniera magistrale da Rolando Maran, allenatore quadrato e sin troppo sottovalutato in tutta la sua carriera. Sono uno spettacolo Simeone e Joao Pedro. Durerà? Intanto a Cagliari si godono il momento. Non potrebbe essere altrimenti.

A 24 punti, appaiata al Cagliari, una Lazio che vive anch’essa un momento magico in campionato. Messa alle strette dal Lecce, la squadra di Inzaghi ottiene la quarta vittoria consecutiva in campionato, trascinata da Correa e dal solito Immobile e con un Milinkovic-Savic che torna al gol. In un colpo solo le due squadre scavalcano la Roma (22) e distanziano l’Atalanta (22). La Roma perde a Parma – e dopo Maran ecco anche D’Aversa altro allenatore sottovalutato, ma autore di un vero e proprio miracolo – trascinata da Kulusevski.

Lo svedese è una delle realtà più interessanti di questo campionato. Squadra messa in campo bene, ma soprattutto sostenuta da una grinta che porterà presto i punti salvezza. La Roma invece paga la settima partita in ventuno giorni sempre con gli stessi uomini. Urge qualche cambio. Dzeko e Kolarov, i più in difficoltà ieri sera, hanno bisogno di rifiatare.

Dicevamo dell’Atalanta, momento negativo dei bergamaschi che non vanno al di là di uno scialbo zero a zero in casa della Sampdoria con un’ altra partita chiusa in dieci. Eccessivo nervosismo della squadra di Gasperini che dopo la sosta ospiterà la Juventus. Una sfida che sarà tutta da seguire e che aprirà il tredicesimo turno di serie A sabato 23 novembre alle ore 15. L’Atalanta ha bisogno che rientri Zapata, non è un caso che le difficoltà sono concise con la sua assenza per infortunio.

Metà classifica

Dal gruppetto buono per l’Europa si stacca il Napoli (19), ora distante tre punti. La squadra di Ancelotti vive il momento più nero da molti anni a questa parte, quando per diverse stagioni sono stati l’anti-juve più accreditata, momento nero che si riflette in classifica e sul campo, ma che vede gravi problemi anche fuori.  Alle spalle del Napoli, detto di Parma (17), Fiorentina (16) e Verona (15), ecco il Torino (14) che torna alla vittoria vincendo in goleada a Brescia.

E l’Udinese (14) che manca il clamoroso aggancio a sedici punti e non va al di là dello 0-0 in casa contro la Spal. San Musso dicono a Udine. Il portiere argentino si conferma uno dei migliori estremi difensori di tutta la serie a, intuendo e parando un calcio di rigore in pieno recupero a Petagna. A Udine in queste ore potrebbe arrivare l’annuncio per il nuovo allenatore. Longo e Marino sembrano i nomi più caldi.

Zona retrocessione

Chiudiamo il punto sulla serie A con la zona bollente. Da Sassuolo (13) in giù si può parlare di zona retrocessione. Otto squadre in sei punti. Sassuolo, che domina e vince il derby con il Bologna, e Milan appaiate a quota 13. Il Milan ha conquistato 4 punti in 5 partite, seconda sconfitta di fila, terza in quattro partite. Gli uomini di Pioli contro la Juventus mettono in campo probabilmente la migliore prestazione stagionale, ma la crisi di risultati è importante. Oltretutto, come spesso accade con le squadre piccole, è più facile trovare motivazioni contro una big del campionato. Il Milan è chiamato a mostrarsi davvero Milan anche contro le altre squadre.

Il prossimo turno sfida al Napoli, in un match tra grandi deluse di questo campionato. Alle spalle del Milan un Bologna (12) ora sì in crisi, alla terza sconfitta di fila, la quarta in cinque partita: era ben altro il campionato che si aspettavano da quelle parti. Alle spalle della squadra di Mihajlovic un Lecce (10) che per qualche minuto mette in difficoltà la Lazio e nonostante la sconfitta si conferma squadra tosta che ambisce alla salvezza.

Poi ecco le ultime quattro in campionato che chiudono il turno prima della sosta, con sensazioni differenti. Genoa (9) e Sampdoria (9) bloccano sullo 0-0 squadre ambiziose come Napoli e Atalanta e vorranno ripartire da questi risultati. La Spal (8) ottiene il primo punto stagionale in trasferta, mentre il Brescia (7), dopo l’assurda cacciata di Corini, vede Grosso esordire con un 4-0 casalingo che fa già riflettere la dirigenza sulla scelta fatta in settimana. Corini già si scalda per un clamoroso ritorno. Una sfida salvezza mai così calda da tanti anni a questa parte.

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