Serie A il punto: tutto quello che è successo prima di Natale

Serie A il punto: tutto quello che è successo prima di Natale

SERIE A IL PUNTO – L’ultima giornata dell’anno inizia mercoledì con i tre punti conquistati dalla Juventus a Genova e termina domenica sera in pieno recupero con il Napoli che agguanta il successo dopo due mesi, vincendo a Reggio Emilia contro il Sassuolo. In mezzo i successi di Inter, Roma e Atalanta in vetta, e, a metà classifica, del Bologna e l’Udinese che risalgono la china. Disastro Genoa e Milan, risorge la Spal. Vediamo il punto sulla Serie A.

Serie A – Sfida Scudetto: Inter e Juventus proseguono in coppia, ma occhio alle romane

Inter e Juventus continuano a dominare la serie A. Lo fanno anche nel doppio confronto che le mette di fronte alle squadre di Genova. La Juventus (42), mercoledì sera soffre contro la Sampdoria, ma porta a casa un successo importante targato Dybala e Ronaldo autori di due gol uno più bello dell’altro. Tre sere dopo è il turno dell’Inter (42) che non ha alcun problema nel liquidare velocemente la pratica Genoa, grazie a due gol di un Lukaku in formato extra lusso, ma la partita viene soprattutto ricordata per il gol del giovane Sebastiano Esposito.

Il classe 2002 di Castellammare di Stabia firma la rete più giovane della storia della società nerazzurra. Nella storia del club c’è sempre di più Antonio Conte che con 13 vittorie, 3 pareggi e 1 sconfitta ottiene il record di punti mai realizzato dall’Inter in Serie A dopo 17 giornate.

Dopo la sosta la Juventus ospiterà il Cagliari, mentre per l’Inter sfida delicatissima la sera della Befana a Napoli: l’epifania spazzerà via le feste e potrebbe anche cambiare il volto della testa della classifica. Alle loro spalle resiste la Lazio (36) che salta il turno – verrà recuperata a febbraio la partita contro il Verona- , ma grazie al vantaggio acquisito mantiene il terzo posto davanti alla Roma.

Una Roma (35) che passeggia sulla carcassa della Fiorentina: dominio assoluto quello degli uomini di Fonseca e vetta che resta a soli 7 punti. Nel prossimo turno i giallorossi, al quarto successo in cinque partite, ospiteranno il Torino con il pensiero che un passo falso lì davanti li farebbe rientrare persino nella lotta Scudetto.

Serie A – Zona Champions: spinge l’Atalanta, cade il Cagliari

Ma la Roma deve guardarsi anche dietro: l’Atalanta (31), sbrigata la pratica Champions, torna a essere un rullo compressore in campionato. Si sbarazza del Milan 5-0: risultato che sarebbe potuto anche essere più rotondo. Non ci sono più parole per definire il cammino dei bergamaschi: un progetto che continuando a migliorare e a crescere potrebbe far vivere una favola con un finale ancora più sorprendente.

Troppi i punti persi qua e là dalla squadra di Gasperini altrimenti davvero da quelle parti a quest’ora starebbero sognando qualcosa di clamoroso. A livello di gioco, impeto, voglia, valorizzazione dei giocatori, i nerazzurri in questo momento in Italia sono, insieme alla Lazio, la squadra migliore.

E se ci aggiungiamo anche la qualificazione alla Champions League, prima e agli ottavi poi, dovessimo dare gli oscar a una squadra per l’anno solare 2019, l’Atalanta vincerebbe il premio a mani basse.

Il Cagliari (29), invece, candidata a essere “la nuova Atalanta” scivola a Udine tra mille assenze. Nonostante l’ennesimo gol di Joao Pedro – ma la seleçao prima o poi lo chiamerà? – la squadra di Maran dimostra di non essere nella forma di qualche settimana fa e cade per la seconda volta di fila negli ultimi minuti. Una sola vittoria nelle ultime cinque partite e ora la zona Champions si allontana.

Attenzione però, il Cagliari mantiene 4 punti di vantaggio dalla squadra che la segue in classifica e sta già facendo al momento più di quello che ci si aspettava. E in Sardegna nonostante tutto, continuano a sognare. Dopo le vacanze, sfida dal grande fascino a Torino contro la Juventus: i rossoblù tenteranno il colpaccio perché hanno visto che quest’anno la Juventus concede più di qualcosa.

Serie A – Europa League: Parma in perfetta corsa, Napoli risale la china

E dietro? Il Parma (25) resta a galla con un gol di Grassi nel finale che salva la squadra di D’Aversa. Un punto che lascia intatte le speranze europee dei parmensi regalando alla città e ai propri tifosi un Natale al settimo posto e davanti a squadre più blasonate e titolate.

Come nel caso del Napoli (24) che vince in pieno recupero e risale la china. La cura Gattuso serve a dare un minimo di svolta rispetto a quello visto nelle ultime settimane: coincidenze o meno, la squadra lotta fino alla fine dopo aver rischiato il tracollo. Nel primo tempo il Sassuolo meritava anche il doppio se non triplo vantaggio.

E nel recupero – zona Cesarini come la chiamano ancora con quel loro linguaggio d’antan i cronisti di Radio Rai, torna Con un sonoro 3-2 a Lecce, il Bologna (22) in un colpo solo scavalca Milan e Torino e si porta al nono posto a quattro lunghezze dai cugini del Parma. La squadra di Mihajlovic domina fino al 3-0, poi nel finale rischia la rimonta, ma trascinata da un Orsolini in formato Nazionale, allontana i fantasmi della zona calda e inizia a sognare qualcosa di più grande.

al successo dopo due mesi. Ma non facciamoci prendere la mano. Per capire se la squadra funzionerà con Gattuso, attendiamo fine stagione. Almeno.

Serie A – Milan e Torino: che delusioni

Dicevamo di Torino e Milan, sicuramente le più grosse delusioni di questa giornata. Il Torino (21), in vantaggio contro la Spal, subisce un’altra rimonta come settimana scorsa contro il Verona. Ma stavolta arriva persino la sconfitta. E quel che è peggio in casa contro l’ultima in classifica. Sconfitta e mugugni per una squadra dal rendimento troppo altalenante. Il ritmo non insostenibile della altre, lascia però ancora vive le speranze di agguantare nelle prossime settimane un posto in Europa League.

A proposito di rendimento altalenante: ecco servito il Milan (21). Il sonoro 5 a 0 subìto a Bergamo non fa nemmeno notizia in fin dei conti: troppo il divario al momento tra le due squadre. E non parliamo solo di livello tecnico o dei giocatori, ma anche quello societario e di programmazione. Ormai quel Milan che dominava in lungo e in largo in Italia e In Europa tra anni ’90 e 2000, è un ricordo che rimarrà tale. Pessima la prova degli uomini di Pioli sotto tutti gli aspetti: caratteriali, tattici, tecnici. A questo Milan forse servirebbe un miracolo.

Zona calda: si ricompatta il gruppo

Il Verona comanda il gruppo della altre, ma resta a 19 punti, come il Sassuolo, perché ha saltato il proprio turno. Il Sassuolo (19) di De Zerbi continua a giocare bene e raccogliere pochissimo: mancanza di cattiveria e poche ambizioni sono le cause principali come riporta lo stesso allenatore bresciano nella conferenza post partita.

Al rientro dalla sosta la squadra andrà a Genova.  Sfiderà il Genoa per conquistare tre punti che potrebbero rilanciarla nelle zone che parlano una lingua più adatta all’impronta calcistica e al livello dimostrato dalla squadra. Una sconfitta invece non farebbe che alimentare l’idea di una compagine che si accontenta di fare il compitino, di giocare un calcio a tratti spettacolare, ma di stare sin troppo bene nella tranquillità del centro classifica. Serve una scossa.

Dietro il Sassuolo, la migliore Udinese (18) della stagione batte il Cagliari e scavalca Fiorentina, Lecce e Sampdoria. Un risultato di un’importanza vitale quello ottenuto dai friulani trascinati da un rigenerato Fofana.

Nel prossimo turno scontro diretto a Lecce che significherebbe mettere un piede lontano dalla zona retrocessione. Alle spalle dell’Udinese ecco la squadra più in crisi del momento: la Fiorentina (17). Sconfitta per 4 a 1 in casa, la squadra di Montella non è più la squadra di Montella, ma in queste ore è stata affidata a Iachini. Scelta condivisibile in un calcio che troppo spesso esonera allenatori che non lo meritavano.

Compito arduo quello del tecnico nato ad Ascoli Piceno: salvare una squadra viola partita con ben altre ambizioni. C’è Chiesa da rigenerare, l’esterno classe ’97 continuasse così, gli europei li potrebbe vedere a casa insieme al padre e al fratello calciatore. La Fiorentina ha un rendimento da retrocessione e c’è poco da scherzare e o pensare che stiamo esagerando. Già lo scorso anno la salvezza arrivò all’ultima giornata. Di buono c’è che Iachini è un tecnico abituato a cavarsela in mezzo al fango.

Piccolo scarto di due punti per trovare Lecce e Sampdopria entrambe sconfitte in casa in questo turno. La Sampdoria (15) prova in tutti i modi a fare punti contro la Juventus, ma uno strepitoso gol di Ronaldo ammazza i sogni blucerchiati.

Ranieri, però, conosce tutti i segreti per salvare una squadra comunque apparsa in buona salute, nonostante le 3 sconfitte nelle ultime 5 partite. Il Lecce(15), invece, dopo tutto quello che di buono si è detto intorno al lavoro fatto da Liverani, non vive di certo il miglior momento della stagione. Si fa dominare dal Bologna e nel prossimo turno avrà, in casa, uno scontro diretto fondamentale contro l’Udinese.

Serie A – Zona retrocessione: Brescia e un pareggio beffa, Spal e una notte da sogno, Genoa e una serata da incubo

Dopo aver perso nell’incontro di recupero contro il Sassuolo, il Brescia (14) resta in Emilia e accarezza il sogno di una clamorosa vittoria esterna. La squadra di Corini si fa recuperare a tempo quasi scaduto dal Parma.

L’1-1 al Tardini resta comunque un risultato pesantissimo in chiave salvezza. Certo con due punti in più oggi il Brescia, ben disposto come sempre in campo da Corini, sarebbe fuori dalla zona retrocessione. Nel prossimo turno sfida proibitiva in casa contro la squadra del momento – la Lazio – e forse per questo la beffa del pareggio di Grassi, assume un tono ancora maggiore.

La Spal (12), dopo diverse settimane, abbandona la coda della classifica grazie a un colpo di teatro nello stadio del Torino. Sotto di un gol, la squadra di Semplici ritorna a essere quella delle due miracolose salvezze delle ultime due stagioni.

Prima una rete da vedere e rivedere, di Strefezza e poi il 2-1 che porta la firma di Petagna. Due reti che danno alla Spal la consapevolezza che a lottare per restare in Serie A ci saranno anche loro. E ancora una volta la società spallina ha visto bene nel dare fiducia al tecnico che ha riportato la squadra nella massima divisione del calcio italiano dopo oltre cinquant’anni.

Chiude il Genoa (11). Poche parole da spendere per una squadra che dopo aver ottenuto la salvezza all’ultimo turno lo scorso anno, ha bisogno di un autentico miracolo per saavarsi in questo campionato. Ultima in classifica, con Thiago Motta, accolto scioccamente come un messia dalla stampa italiana, le cose sono peggiorate decisamente. Non si pretendeva andassero a Milano per vincere, ma nemmeno vedere la partita chiusa dopo mezz’ora di gioco.

Per salvarsi serve ben altro. Come gioco, ma non solo. Soprattutto come carattere. Nelle prossime ore dovrebbe arrivare l’ennesimo avvicendamento in panchina dell’era Preziosi e non serve nemmeno dirlo che il futuro potrebbe avere il nome di Ballardini. Il compito, per chi siederà sulla panchina del grifone, sarà proibitivo: conquistare 28-30 punti nelle prossime 21 partite. Una media di 1,3 punti a partita: da ottavo, decimo posto in classifica. Per una squadra che nel 2019 ha raccolto la media di 0,8 punti a partita. Tempi durissimi per una città che meriterebbe ben altri traguardi.

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