Serie A: il Governo, mediante la nuova manovra finanziaria, ha ufficialmente abolito gli sgravi fiscali dettati dal Decreto Crescita

Un grattacapo in più per il calcio italiano a partire dalla campagna trasferimenti estiva appena conclusa. Attraverso la nuova manovra Finanziaria indetta dal Governo, infatti, i club di Serie A non potranno più beneficiare dei cosiddetti sgravi fiscali per quei calciatori acquistati dall’estero. La norma, originariamente, prevedeva una riduzione del 50% delle tasse versate per ottemperare i vari emolumenti elargiti ai calciatori.

Aggravante non di poco conto, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, è il fatto che, la nuova normativa, sia anche retroattiva e coinvolga anche la sessione estiva appena conclusa, nonostante la nuova manovra sia prevista dal 1º gennaio 2024. Una grana in più per le società italiane, soprattutto per le big che, nel mercato appena concluso, avevano finalizzato operazioni più onerose in fatto di stipendi garantiti ai vari giocatori.

L’agevolazione fiscale non sarà prevista, dunque, per i vari Marcus Thuram, nuovo acquisto dell’Inter; Kamada, Cajuste, Natan e Weah, rispettivamente, per Lazio, Napoli e Juventus. Discorso invariato per il Milan, con Pulisic, Loftus-Cheek e Reijnders, ad esempio. Analoga situazione per la Roma, con Aouar e ‘Ndika mentre, l’eccezione della norma, non intaccherà minimamente la situazione Lukaku essendo il belga rientrato nel Decreto Crescita già tre anni fa complice il trasferimento all’Inter. La norma, infatti, in questo caso, ha una valenza retroattiva fino a tre anni.

Un contrattempo da milioni e milioni di euro per un calcio italiano già in seria difficoltà dal punto di vista finanziario e che impatterà inevitabilmente sulle strategie adottate dai club italiani in sede di mercato.

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