Paolo Scaroni, Presidente del Milan, è intervenuto a margine del Consiglio d’Amministrazione della società per l’approvazione del bilancio

Giornata storica per il Milan quella di lunedì 23 ottobre, per certi versi. Da cerchiare in rosso sul calendario del Diavolo. Non tanto dal punto di vista sportivo, con la squadra di Pioli già al lavoro per archiviare la controversa serata vissuta nel posticipo di domenica, in preparazione al delicato match del Parco dei Principi, quanto da quello societario. Dopo ben diciassette anni, dal lontano 2006, la società rossonera non registrava infatti un utile di bilancio al 30 giugno dell’anno corrente. Il Consiglio d’Amministrazione ha infatti approvato all’unanimità un incremento di 6 milioni di euro: evento più unico che raro, negli ultimi anni.

A confermarlo, è lo stesso Presidente Scaroni il quale, intervenuto a margine del CDA rossonero ha sottolineato l’importanza del cammino in Champions del Diavolo quale trampolino di lancio per i ricavi: “Il percorso europeo della passata stagione ha portato in dote 1/4 degli introiti totali. La Champions League ha infatti portato 100 milioni di euro sui 400 milioni di euro rotali di ricavi registrati nella passata stagione, con la qualificazione alle semifinali. Prima dell’approdo del Fondo Elliott, gli introiti non superavano i 200 milioni di euro: fa tutta la differenza del mondo”.

Scaroni: “Bilancio, il grande centravanti e lo stadio: vi dico tutto”

Cammino nella massima competizione europea che riprenderà domani, con la trasferta in casa del Paris Saint Germain: uno snodo fondamentale per la stagione del Milan in previsione del bilancio 2024 e del mercato che verrà. L’acquisto di un grande centravanti, ad esempio, sarà naturale conseguenza di una coniugazione tra risultati sportivi e nuove sponsorizzazioni. Una sorte mantra, questo, per una società impegnata a mantenere una certa stabilità finanziaria, basata sull’auto sostentamento: “L’acquisto di un grande numero 9? Certo, io me lo auguro. Se la squadra proseguirà nel percorso virtuoso attuato negli ultimi anni, si potrà operare in un certo modo sul mercato. Quest’anno, a fronte dei 78 milioni generati, ne sono stati spesi 79″.

Non poteva mancare una battuta sull’annosa questione Nuovo San Siro, fondamentale dal punto di vista finanziario per un progetto sostenibile come quello pianificato dal Fondo RedBird: “Sto notando con piacere il pressing attuato da Sala sulla Sovrintendenza per tentare di rimuovere l’assurdo vincolo sul secondo anello arancio che non ci consente di abbattere il vecchio impianto. Certo, se tutto questo sforzo fosse stato fatto a suo tempo, circa quattro anni, avremmo già la nostra nuova Casa. Poco male, comunque: abbiamo individuato l’alternativa a San Donato mentre, l’ipotesi San Siro, non sarà praticabile fino a quando rimarrà il vincolo sopracitato”.

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