Sassuolo De Zerbi Atalanta – Dopo la sconfitta beffa contro il Parma, il Sassuolo è pronto a scendere in campo. Questa volta, l’avversario sarà un’Atalanta reduce da una vittoria contro la Roma. Il tecnico neroverde De Zerbi è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di domani. Di seguito le sue dichiarazioni:

L’Atalanta.
“Siamo due squadre che cercano di fare la partita sempre. Loro sono una delle squadra più difficili da affrontare da anni, non da oggi. Noi vogliamo cercare di riprendere dalla buona gara con la SPAL”.

Negli ultimi anni le cose non sono andate molto bene.
“Il 2-6 dell’anno scorso è venuto in un periodo particolare, era la terza gara in 7 giorni, proprio come domani. Non è il massimo. Al ritorno invece abbiamo fatto bene, poi siamo rimasti in 10 e la gara è cambiata. L’Atalanta ha vinto qua come ha vinto in altri stadi, anche con squadre molto importanti”.

L’impegno Champions può influire?
“Non nell’approccio. Non guardano se è una partita di campionato, di Champions, loro spingono sempre al massimo, non hanno mezze misure e questa è stata la loro forza, la mentalità di Gasperini”.

A Parma una gara quasi stregata.
“La partita di mercoledì è stata fatta male sotto tutti i punti di vista. Noi siamo andati là volendo fare la partita, il Parma è entrato in campo sapendo di non doverla fare la partita. Fino a quando alleno io, a Parma si va a fare la partita. Abbiamo avuto difficoltà per delle scelte sbagliate, il fatto di non essere pronti al duello come lo erano loro. C’è voglia di migliorare tutto quello che abbiamo fatto perché è stato fatto male. Il mio Sassuolo va a Parma a fare la partita”.

Perché Duncan era assente?
“Duncan veniva da 40 giorni di infortunio, non è stata una scelta tecnica ma obbligata perché va spesso incontro a problemi muscolare. La stessa cosa Peluso e Defrel e quindi tante scelte fatte nel turno infrasettimanale non sono quelle che rifarei nel caso di una partita a settimana”.

Come vede il calcio De Zerbi?
“Il calcio è fatto da una parte di tattica e tecnica, dall’altra di cuore, di sangue, di palle, di cattiveria, di duello, andare a testa a testa con l’avversario, fare la corsa per il tuo compagno che devi vedere come un fratello. Non è gioco, gioco, gioco. E’ gioco assieme all’andare a testa a testa, fare le scivolate, farsi fare fallo, portare a casa un punto quando non è la giornata migliore”.

Bisogna ancora lavorare?
“Con tanti calciatori nuovi, anche l’altro giorno c’erano 5-6 nuovi. Fino a quando certi meccanismi non vengono fatti propri c’è un tempo in più di ragionamento. L’anno scorso a Torino, con la Roma in casa, a Firenze, la squadra ha giocato a calcio avendo furore agonistico eccezionale. Questa è una squadra che sento mia al 100% e arriveremo a farlo, chiaramente prima ci arriviamo e riusciremo a capire tante cose”.

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