Santacroce Padova: “Uno dei miei maggiori rimpianti, ci presero in giro! Sulla Virtus…” – ESCLUSIVA EC

Santacroce Padova: “Uno dei miei maggiori rimpianti, ci presero in giro! Sulla Virtus…” – ESCLUSIVA EC

SANTACROCE PADOVA – Questa sera alle ore 20,45 andrà in scena una gara molto importante per il Girone B di Serie C: il Padova – che lunedì a ora di pranzo ha ufficializzato il ritorno in panchina di Andrea Mandorlini – sfiderà la Virtus Verona, reduce dal rocambolesco 3-3 di Cesena.

Sarà una gara particolare per Fabiano Santacroce, esperto difensore della squadra di Luigi Fresco.

SANTACROCE PADOVA – Nella stagione 2013/2014 ha infatti vestito la maglia del Padova, con cui aveva totalizzato 20 in Serie B. La stagione era stata fortemente negativa, ed era poi culminata con la retrocessione e la mancata iscirizione in C.

SANTACROCE PADOVA – “Europa Calcio” ha intervistato il giocatore – che nel curriculum calcistico vanta esperienze in Serie A tra le fila di Napoli e Parma – per parlare di questo suo ritorno all’Euganeo.

Per prima cosa, come procede questa stagione in maglia rossoblu?

Bene, stiamo facendo quello che dovevamo fare. Quest’anno è cambiato tutto, tanti giocatori nuovi. Siamo la sorpresa positiva di questo campionato, ma ora dobbiamo dare continuità. Personalmente ci ho messo un po’ per entrare in forma, ma ora si ricomincia“.

In tanti, compresi alcuni tuoi ex compagni di squadra, mi hanno detto che la Virtus è una realtà particolare, ossia che funziona molto a gestione “familiare”. Conferma?

Assolutamente sì, è una realtà molto difficile da trovare nel calcio moderno. Un ambiente come questo ha pregi e difetti, però tra noi si consolida molto bene il gruppo, non solo tra noi giocatori ma anche con gli altri addetti ai lavori“.

Domani affronterete il Padova, e per lei sarà uan gara partiolare. Cose le viene in mente se le nomino i biancoscudati e l’Euganeo?

Un bel senso di rimorso, perché nell’anno in cui giocavo nel Padova ci fu una gestione societaria scellerata. Eravamo rimasti fuori rosa e non si capiva nulla tra i vari dirigenti che c’erano. E’ stato un grande dispiacere, ne ho parlato proprio domenica con Modesto, mio compagno di squadra in quella stagione e che ora allena il Cesena: era stato davvero un grande peccato. Eravamo stati tutti bene sia in città che con i tifosi, ma quei risultati ci avevano fatto molto male“.

C’era qualche sentore a inizio stagione?

Assolutamente no. Non ci avevano illusi, ci avevano proprio presi in giro! Non ci aspettavamo per nulla quel casino anzi, eravamo venuti tutti con i migliori propositi. Ed è uno dei miei più grandi rammarici. Tengo a ribadire anche che la città l’ho vissuta davvero benissimo, mi è dispiaciuto tanto per quell’epilogo“.

Venendo al presente, che idea si è fatto del Padova attuale?

Un’ottima squadra. Ultimamente ha avuto dei problemi e qualcosa è andata male. Ora col cambio d’allenatore è un’incognita, ma resta una grande squadra“.

Come si possono imbrigliare i biancoscudati? E quanto può essere “rischioso” per il cambio di guida tecnica?

A parte il cambio di allenatore, il Padova ha ottimi giocatori, può essere pericoloso in ogni momento. Sicuramente Mandorlini non avrà potuto già dare la sua impronta in meno di due giorni e questo ci facilita, ma in ogni caso affrontiamo uno squadrone e in uno stadio con un grande pubblico“.

Per concludere, un’altra sua vecchia squadra è stata il Napoli. Cosa pensa di questo momento di enorme crisi degli azzurri?

Penso che magari abbiano sbagliato qualcosa nel rimodernare la squadra, servirebbe più esperienza. Non credo alla diceria che alcuni giochino contro, nei momenti negativi non tutti riescono a reagire bene. Credo sia un discorso di mentalità, perché giocare a Napoli quando le cose vanno bene è facile per tutti, mentre quando le cose vanno male è molto difficile. Bisogna solo tenere la testa bassa e lavorare al massimo e con grandissima concentrazione“.

 

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