San Marino-Inghilterra – L’accredito nella casetta di legno. Potevo titolarlo così questo pezzo, ma sarebbe stato troppo pretenzioso e forzato. Sì, perché a San Marino, stadio Serravalle, è quasi un’impresa trovare lo stanzino, stile piccola baita di montagna, in cui individui in pettorina distribuiscono i pass stampa per una partita dall’esito scontato.

Finiscono le qualificazioni a Qatar 2022, al via esattamente tra un anno, primo Mondiale della storia disputato d’inverno. E dire che all’Inghilterra “basta un punto a San Marino per qualificarsi”, è altrettanto pretenzioso.

Un paio d’ore prima i parcheggi sono già pieni, la pioggia ha dato clemenza da queste parti, e la serata è tranquilla e godibile; ma io la macchina l’ho dovuta abbandonare su un praticello un po’ così. Nella speranza di ritrovarla all’uscita.

San Marino-Inghilterra – Ovviamente, tanti gli inglesi: nel piazzale antistante la tribuna a loro destinata, devo rinunciare a una birra a causa della fila monstre. E in generale, nonostante la contemporaneità dell’Italia, il pubblico ha risposto. Bizzarro quanto accade prima che prenda posto: la piccola baita di cui sopra viene violata quando un inserviente apre una porta con un calcio: all’interno dello stanzino c’è il pranzo al sacco riservato ai giornalisti. Dopo aver cercato la chiave giusta dal mazzo, invano, il nostro ha scelto le maniere forti. Eh, mica potevamo stare a digiuno, no?

San Marino-Inghilterra – Ah già, non abbiamo ancora parlato di ciò che deve accadere in campo, ossia una prevista e serena goleada. Insomma, solito copione in voga da queste parti. Se Andrea Agnelli o Florentino Perez capitassero qui, sarebbero ancor più infervorati di non vedere la loro Superlega concretizzarsi. Southgate impeccabile nel suo abito scuro, ancora una volta a rimarcare lo stile nell’abbigliarsi (ricordate quel gilet che fece successo ai Mondiali russi?) alterna le mani in tasca alle braccia conserte.

Franco Varrella, un breve passato da calciatore nel Rimini e giù di lì, dall’altra parte, pare un allenatore di quelli che avevamo anche noi al campetto; scarpa chiara, pantaloni della tuta, impermeabile con cappuccio.

Fa il mister addirittura dal 1979 e la lista delle panchine su cui si è seduto per breve o lungo termine, da titolare o da vice, da subentrante o da cavallo di ritorno, non abbiamo il tempo di farla. Chissà che mestiere duro, ma pieno d’orgoglio, fare il ct da queste parti.

Scendiamo giusto un attimo nel dettaglio di una partita che non c’è; segna Maguire che troneggia di testa, raddoppia Fabbri, nel senso del difensore di casa che devia un tiro di Bukayo Saka. Poi altre tre segnature, con due rigori di Kane di cui uno concesso col Var. L’attaccante infelice del Tottenham stacca Jimmy Greaves portandosi a 47 reti, e davanti, tra i bomber inglesi di sempre, ora ha solo Lineker, Rooney e Charlton.

Quando però alla mezz’ora il San Marino scaglia il primo tiro in porta sul quale Ramsdale interviene, pare che venga giù lo “stadio”. Sì ma nel frattempo Kane ha segnato il quarto gol personale della serata e sale a quota 48: Lineker ora è agganciato e Charlton a 49 nel mirino.

Il test non è di quelli più probanti, però c’è anche Foden con la sua classe; resta una meravigliosa rovesciata fuori di poco che sarebbe stata, avesse centrato il bersaglio, una segnatura tra le più belle di sempre. Sotto di me, nel frattempo, passa un nostalgico: è un ragazzo giovane, e indossa proprio la maglia del Villa… di Grealish, passato questa estate al City di Guardiola.

Nel secondo tempo, che non vedevo l’ora iniziasse per porre fine allo stillicidio di musica dance pompata a decibel da rave party (ma è mai possibile che questo vizio sia irreversibile dovunque?), gli inglesi arrotondano. Al banchetto partecipano pure Smith-Rowe, Arsenal, e Tyron Mings, Aston Villa; quest’ultima compagine da pochi giorni passata nelle mani di Steven Gerrard.

C’è gloria anche per il “romanista” Abraham in una serata che più fantozziana non si può; e pure Bukayo Saka si riprende un gol tutto suo, stavolta. Finisce 10-0, e c’è pure un gol annullato dal Var. Nella mia lunga “carriera” di stadi, solo qui potevo vedere la mia prima partita finita in doppia cifra. Ma vuoi mettere la baita di legno?

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