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Rubinho: “Sarri deve dimostrare di essere l’allenatore giusto per la Juve. Everton? Lo vedrei meglio in Inghilterra o Spagna”

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In diretta a “Taca La Marca”, programma in onda su Radio Musica Television, è intervenuto Rubinho, ex portiere di Genoa e Juventus. Rubinho si è soffermato sulla ripresa del calcio e su tanti altri temi.

Ecco quanto emerso.

La ripresa del calcio: “In Brasile la situazione è più grave, siamo più grandi di molti paesi europei e ci sono molti focolai. Sono molto contento di poter rivedere le squadre in campo in Italia, qui non sappiamo quando si potrà ripartire”.

Conte-Inter: “Con Conte sono stato due anni in cui ho imparato tanto. Nel calcio è tutto possibile, siamo professionisti, non mi sorprendo di vederlo guidare una diretta rivale della Juventus. Ha dimostrato grande professionalità ed è una cosa normalissima”.

La Juventus di Allegri: “Con Allegri abbiamo cambiato il modo di allenarci e di giocare. Con Conte eravamo più intensi ed aggressivi, mentre con Max eravamo meno frenetici e più pazienti. Abbiamo vinto partite difficili con la calma e la perseveranza – spiega Rubinho – ciò ci ha portato a giocare una finale di Champions contro il Barcellona, che purtroppo perdemmo ma uscendo a testa alta. Giocare bene a volte ti fa essere brillanti, ma ti può far perdere le partite. A Napoli Sarri mostrava un bellissimo calcio ma non ha vinto niente, quindi preferisco giocare male e vincere”.

Sarri: “Nel calcio l’allenatore dipende dai risultati, se vinci sei tranquillo, se giochi bene ma non porti risultati si rischia. Quest’anno Sarri sta facendo buone cose ma deve vincere e convincere, ci sono tanti dubbi su di lui; deve dimostrare di essere l’uomo giusto per la Juventus”.

Ricordi del derby della Lanterna: “Ricordo la partita vinta 3-1, fu tesa fino alla fine, offrimmo una grande prestazione di grinta e cuore. Dovevamo fare di tutto per portare la partita a casa, è una sfida speciale ed è diversa da tutte le altre. Rischiai di essere espulso dopo un momento di tensione e fui solo ammonito. L’ultimo gol di Milito lo festeggiammo sotto la gradinata sud e fu bellissimo”.

Confronto con Dida e Doni: “È stato bello e difficile confrontarsi con loro. Il livello era molto alto ed ho imparato molto da Dida. Con Doni per un buon periodo ci siamo alternati a porta, poi è arrivato Dida, dal quale abbiamo imparato molto. Con entrambi è nata una grande amicizia”.

Everton: “È molto forte, è migliorato nell’ultimo periodo. È già nel giro della nazionale, ma ci sono tante differenze tra il gioco in Brasile e quello in Italia. Per lui sarebbe necessario un periodo di adattamento. Farebbe fatica a giocare direttamente in una grande squadra. Lo vedrei meglio in Inghilterra o Spagna. A causa del Covid manca liquidità e quindi non so se ci sono squadre disposte a pagare tanti soldi per lui”.

L’avversario più temuto: “Ho avuto il piacere di giocare contro Romario, è stato uno dei primi grandi giocatori affrontati. Era imprevedibile e poteva fare qualunque cosa. In Italia ce ne sono stati tanti come Inzaghi, Ibrahimovic e Totti, che potevano tirare e segnare da qualunque posizione, stessa cosa anche per Montella, che affrontai nel primo derby”.

Milito: “Diego è stupendo, in allenamento aveva dei grandi colpi ed è stato un grandissimo”.

Cristiano Abbruzzese
Cristiano Abbruzzesehttps://www.europacalcio.it
Giornalista pubblicista dal luglio 2012, è il direttore di EuropaCalcio.it.

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