Rrahmani – È nato a Pristina, attuale capitale del Kosovo, nel 1994, luogo che tra il 1998 e il 1999 fu epicentro della guerra civile jugoslava, ma in tenera età si trasferì a Tirana, Albania, sfuggendo così a quelle stagioni tormentate. Ma senza volerci dilungare troppo sulle drammatiche cronache di quei tempi concentriamoci di più sull’aspetto del giocatore.

Difensore di ventisei anni, Amir Rrahmani ha giocato sia con la nazionale albanese che con quella del Kosovo della quale al momento, con 26 gettoni, è anche il capitano. Cresciuto nel Partizan Tirana, squadra albanese, ha vestito la maglia della Dinamo Zagabria, squadra croata nel quale è esploso la scorsa stagione attirando le sirene italiane che lo hanno portato a Verona. Carattere duro in campo, da vero leader, Rrahmani alla sua prima stagione in Italia si è messo in evidenza come una delle grandi sorprese del campionato, punto di forza della difesa della squadra allenata da Juric.

E difatti su di lui da subito sono piombate le attenzioni di tutti i club più importanti del campionato. Nel mercato di gennaio però è stato il Napoli ad anticipare tutti compiendo il grande passo e chiudendo l’affare per una cifra intorno ai 12 milioni, lasciando però il giocatore a Verona fino a fine stagione. «Quando mi è arrivata l’offerta del Napoli ne ho voluto subito parlare con Juric. Lui mi ha chiesto lo stesso rendimento di prima anche se avessi accettato, io penso di aver mantenuto la promessa. Conoscono un solo tipo di comportamento: la professionalità» confessa in un’intervista apparsa oggi al Corriere dello Sport. Nell’annata 2019/20, il forte difensore centrale ha giocato tutte le 25 partite del Verona, venendo sostituito solo una volta, al 79′ di Verona-Milan, quando l’Hellas cercava la rimonta sulla squadra rossonera.

Rrhamani: duttilità al servizio della squadra

Adatto sia alla difesa a quattro che a quella a tre, la sua stazza lo rende anche molto pericoloso in fase offensiva, nel gioco aereo, anche se ammette lui stesso che proprio nelle situazioni di calcio da fermo in attacco è dove vuole migliorare di più.

Intelligente e bravo anche con i piedi, tanto che da lui spesso parte la manovra della squadra di Juric. Leader difensivo, lo abbiamo detto, Rrahmani paga per i suoi chili in rapidità nel breve, ma sopperisce grazie alla lettura e al senso della posizione. Di sicuro la modestia, parole sue, non fa parte del suo bagaglio: «Modestamente, sono intelligente tatticamente, nelle letture di ciò che ti propone la partita.  Maldini è il mio modello, ma mi piaceva molto Vermaelen ai tempi dell’Arsenal. Attaccante più difficile da marcare? Cristiano Ronaldo, Gervinho e Boga».

Rrahmani è un giocatore che si distingue oltre che per carattere, fisico e tecnica, anche per la sua professionalità. «Ho molto rispetto per Verona. Mi imbarazza dover parlare in questo momento di una situazione che riguarda il mio futuro. Sto benissimo qui e quando dovrò salutare vorrò farlo nel modo più giusto. Però sono un professionista e mi è capitata l’opportunità di giocare per un grande club, con l’ambizione di arrivare in fondo in ogni competizione». Il Napoli ha visto bene e su di lui è pronto a scommettere per ricostruire la propria difesa e con un allenatore duro e tenace come Gattuso, simile in questo senso a Juric, Rrahmani potrebbe trovarsi benissimo.  Di sicuro lui ha già capito cosa potrà trovare nel capoluogo campano. «Napoli mi piacerà, adoro il mare e la spiaggia».

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