Roma, una “famiglia” al servizio di Paulo Fonseca

Roma, una “famiglia” al servizio di Paulo Fonseca

Un approfondimento sui protagonisti della squadra giallorossa

Roma famiglia Fonseca – Con la vittoria contro la Fiorentina, la Roma ha concluso il 2019 al quarto posto. Una prima parte di campionato più che positiva, se si considera che la squadra di Fonseca ha collezionato 10 vittorie, 5 pareggi e 2 sole sconfitte. Analizziamo nel dettaglio i protagonisti:

Pau Lopez. Arrivato l’estate scorsa dal Betis, il portiere spagnolo ha dimostrato subito personalità e tecnica. Bravo con le mani, ma anche con i piedi e con la voce, soprattutto quando richiama all’ordine la difesa. In poco tempo ha messo a tacere gli scettici, che lo immaginavano come il nuovo Olsen.

Antonio Mirante. Protagonista assoluto dell’ultima parte della scorsa stagione, Mirante è stato chiamato a sostituire Pau Lopez contro l’Inter, permettendo alla squadra di portare a casa un punto prezioso.

Daniel Fuzato. Giovane promessa brasiliana, non è ancora riuscito a trovare spazio nella Roma. Tuttavia, è arrivata la prima chiamata in Nazionale.

Chris Smalling. Petrachi cercava un difensore esperto, ma nessuno si aspettava quanto visto. Fisicità, tecnica e personalità sono le caratteristiche di questo difensore inglese, che ogni tanto mette a segno qualche gol. La Roma, adesso, deve trovare il modo di riscattarlo dal Manchester United, perché in coppia con Mancini crea una fortezza.

Gianluca Mancini. Giovane promessa della Nazionale italiana, ma non solo. In poco tempo è riuscito a dimostrare di essere un difensore maturo e, all’occorrenza, un centrocampista di qualità. Come Smalling, ogni tanto, delizia i giallorossi con i gol. Giocatore completo.

Juan Jesus, Fazio e Cetin. Nelle gerarchie, sono da considerarsi delle riserve. Con i primi due in campo, la Roma subisce leggermente di più, ma giocatori di esperienza servono sempre. Per quanto riguarda Cetin, invece, la grande personalità si è vista subito e, crescendo, può diventare un difensore interessante.

Aleksandar Kolarov. Corre come un treno sulla fascia ed è insostituibile. Questo ha inevitabilmente portato stanchezza, ma quando c’è da battere le punizioni, si dimostra il solito cecchino.

Davide Santon, Leonardo Spinazzola e Davide Zappacosta. Se il primo è stato utilizzato poco, soprattutto per sostituire Florenzi, il secondo è quasi un titolare fisso. Si gioca il posto con il capitano giallorosso, ma tra assist e lavoro per la squadra, si è dimostrato un acquisto azzeccato. Per quanto riguarda Zappacosta, un brutto infortunio l’ha costretto a salutare fino al 2020. La Roma, adesso, dovrà decidere se farlo tornare in Inghilterra o tenerlo fino a giugno. Quest’ultima l’ipotesi più probabile.

Alessandro Florenzi. Resta o va via? Secondo chi scrive, resta. Ieri è tornato titolare e si sono riviste tutte quelle doti che hanno convinto la Roma a trattenerlo la scorsa estate. Florenzi è un punto di riferimento per tutti e il sereno tornerà.

Bryan Cristante e Jordan Veretout. Per Fonseca è la coppia titolare davanti alla difesa. Danno un contributo sia nella fase difensiva, che offensiva. L’ex Fiorentina, poi, ha la personalità che serviva nel centrocampo giallorosso.

Javier Pastore e Mirko Antonucci. L’argentino è stato protagonista di un buon avvio di stagione. Fonseca crede in lui e il campo gli ha dato ragione. Purtroppo, però, il fisico lo costringe a riposare spesso. Antonucci, invece, non è ancora riuscito a trovare lo spazio sperato, ma con il tempo questo accadrà inevitabilmente.

Roma famiglia Fonseca – Nicolò Zaniolo e Lorenzo Pellegrini. Giovani il cui valore e la maestria sono indiscutibili. Danno freschezza e qualità sulla trequarti. Se il primo ha ricominciato a segnare con continuità, fornendo anche diversi assist ai compagni, per il secondo qualsiasi complimento è riduttivo. Giocatore completo e capitano di questa squadra, anche senza fascia. Fornitore instancabile di assist e ieri, finalmente, ha anche trovato il gol. Il futuro giallorosso è suo.

Henrikh Mkhitaryan e Amadou Diawara. Che Henrikh fosse forte, si sapeva. Misurarsi in un campionato come la Serie A, però, non è mai facile. L’armeno ha dimostrato di saperci fare e se non fosse stato per quell’infortunio, sarebbe titolare in questa squadra. La Roma farebbe bene a farci un pensierino, perché quando c’è da segnare, lui c’è. Diawara, invece, è arrivato tra lo scetticismo dei tifosi nell’affare Manolas – Napoli. Il giovane guineano ha lavorato duro e nelle ultime partite ha intercettato tutte le azioni svoltesi a centrocampo. Fonseca e Petrachi c’hanno visto lungo.

Cengiz Under e Nikola Kalinic. I motivi sono tutt’ora oscuri, ma entrambi non stanno vivendo un momento positivo. Probabilmente, però, manca un po’ di continuità. Se il secondo è pronto a salutare, per quanto riguarda Under la società è ancora indecisa. Serve dare una svolta.

Diego Perotti e Justin Kluivert. L’argentino è rientrato dall’infortunio di fine estate e ha portato un grande contributo alla squadra. I rigori sono ormai suoi e difficilmente sbaglia. Kluivert, invece, sembra aver trovato la sicurezza che gli mancava. E sono arrivati anche i gol.

Edin Dzeko. Dal quasi addio alla certezza di essere ciò che serve all’attacco della Roma. Esperienza, tecnica, carattere, Edin ha tutto. Gioca per la squadra fornendo assist importanti, ma quando c’è da decidere le partite, si fa trovare pronto. Trovare un sostituto è difficile, ma forse necessario per farlo rifiatare.

Roma famiglia Fonseca – Paulo Fonseca. È l’artefice di tutto ciò che abbiamo detto in precedenza. Arrivato l’estate scorsa, “Zorro” ha fatto diventare questi giocatori non un gruppo, ma una famiglia. Sorrisi, divertimento in campo, spensieratezza e risultati. Un connubio che, se continuerà, potrà far togliere tante soddisfazioni a una squadra che ha grandi potenzialità.

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