Roma Petrachi – Da quando è stato licenziato, azione per cui è in corso una causa legale, Gianluca Petrachi ha manifestato più volte la propria disponibilità a tornare a Roma. L’ex ds giallorosso, infatti, contava sul cambio di proprietà per ritrovare il proprio posto, ma non c’è mai stato niente di concreto. Durante un’intervista da parte del telecronista di DAZN Borghi, Petrachi è tornato a parlare della sua esperienza e del futuro. Di seguito le sue dichiarazioni riportate da Il Romanista:

“Mi sento un leone in gabbia perché mi è stata tolta la la possibilità di poter fare qualcosa di importante, cioè continuare nel progetto di giugno scorso. Ero nella condizione di creare qualcosa di importante e oggi si stanno vedendo i frutti del lavoro fatto lo scorso anno. Provo delusione e amarezza. Allo stesso tempo, però, sono voglioso di poter tornare a fare qualcosa di importante”.

L’ambiente Roma.
“Ho scelto di andare alla Roma, una piazza che sapevo che era difficile quindi sapevo cosa mi aspettava, però avevo la voglia e la forza di poter affrontare questa questa sfida. Credo che appena arrivato sia nata subito l’empatia con la gente, con l’ambiente e con la tifoseria perché ho voluto da subito dare il senso di appartenenza a questa società”.

E ancora:
“Se riesci a far bene in una piazza così impegnativa come quella di Roma è evidente che ti dà una sensazione maggiore. Io sono stato consapevole e lo sono tuttora che è un ambiente difficile e una piazza difficile. Ho lavorato in maniera onesta, anche viscerale: il tifoso della Roma vuole vedere questo”.

Il ds, inoltre, ha parlato di Villar e Ibanez.
“Ho preso questi due giocatori pensando al futuro. Sapevo che sia Ibanez che Villar, lo scorso anno potevano anche non essere dei titolari. Puoi ben immaginare che uno dice ‘questo è folle: prende un giocatore della serie B, Ibanez che non gioca all’Atalanta…’. Io invece ho pensato, qualora non dovessimo riuscire a tenere Smalling, perché comunque era in prestito e quindi c’era anche un riscatto importante da eventualmente esercitare; qualora ci siano giocatori in uscita dal reparto difensivo, io mi preparo Ibanez in questi sei mesi per avere un giocatore pronto a giugno del prossimo anno”.

I giocatori di esperienza nella Roma.
Mkhitaryan: un giocatore preso a zero. Smalling, preso in prestito, giocatori che magari presentavano anche delle problematiche, chi per un problema fisico, chi per un problema di titolarità nella propria squadra . Sono occasioni che un direttore deve sfruttare, altrimenti prendi giocatore lo strapaghi e fai un altro tipo di investimenti. Lo stesso Pedro, perché è un’operazione che ha fatto il sottoscritto: non l’ho chiusa definitivamente firmando i fogli perché ero stato già mandato via, ma nel periodo del lockdown è un giocatore che aveva già chiuso con Fonseca”.

Roma Petrachi, poi, ha parlato del rapporto con mister Fonseca.
“Con Fonseca ho avuto un ottimo rapporto, splendido. C’era un chiacchiericcio per cui io e lui non fossimo in buoni rapporti, ma non è così, ci sentiamo tuttora, siamo in un ottimo rapporto. Credo il mister abbia apprezzato il mio modo di essere. Ho cercato di aiutarlo a capire velocemente le problematiche del calcio italiano”. 

Chi vincerà lo scudetto?
“C’è un aspetto che nessuno considera: il fattore campo. Giocare nella Roma non è semplice: quando c’è pressione, diventa positiva quando le cose vanno bene, ma se le cose non vanno bene il pallone brucia. Squadre come il Sassuolo o la Roma secondo me possono tranquillamente puntare a vincere qualcosa di importante”.

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