Roma, Pellegrini: “Qui mi sento a casa, col Porto una battaglia”

Roma, Pellegrini: “Qui mi sento a casa, col Porto una battaglia”

Pellegrini: "Se rigiochi cento volte la partita con la Fiorentina, non finisce mai 7-1"

Intervistato da “Tele Radio Stereo“, Lorenzo Pellegrini, mezzala della Roma, parla della stagione della squadra di Di Francesco, che domani sera affronterà il Porto nella gara di andata degli ttavi di finale di Champions League.

Così l’ex Sassuolo: “E’ stato tutto più semplice dal derby in poi. L’anno scorso è stato particolare, ho dovuto fare i conti con delle nuove emozioni e sensazione e non è stato semplice e penso si sia visto in campo. Un po’ di discontinuità, potevo fare molto meglio e non ho raggiunto la mia meta a livello personale. Per il calore della gente dal derby in poi è stato più semplice, è indispensabile per noi. Giocare con i tifosi che ti sostengono ti offre una spinta maggiore. Sentirli con me è bello. La Roma è una grande squadra e una grande società che ha dentro grandi uomini. Tramite il proprio progetto deve porsi sempre obiettivi più grandi, ma non per raggiungerli dopo un mesi o tre mesi. Deve costruirsi la propria casa, in questo caso anche lo stadio, piano piano. Questa può diventare una delle squadre più importanti in Europa“.

Continua: “Il campo lo viviamo tutti i giorni, conosco le qualità dei miei compagni. Quest’anno abbiamo sbagliato tanto, non ci nascondiamo. Se rigiochi cento volte la partita con la Fiorentina, non finisce mai 7-1. Dobbiamo migliorare tutti e farlo insieme. Questa squadra è fatta di ragazzi giovani, dobbiamo crescere e acquisire esperienza. Non c’è mai stato un dubbio sulle qualità di ognuno di noi, sappiamo di essere stati costruiti per stare in alto che è dove vogliamo stare“.

Poi: “Vi assicuro che il Porto è una grande squadra. Non è di livello top come altre ma resta una grande squadra, sarà difficile. Sappiamo quali emozioni porta passare il turno. Ti cambia una stagione, nonostante le difficoltà che abbiamo trovato finora. In campionato vogliamo arrivare tra i primi quattro e ci siamo e in coppa vogliamo superare il turno. Martedì sarà una battaglia da fare tutti insieme. E’ troppo importante per noi arrivare allo stadio e trovare i nostri tifosi, una cosa che gli altri non possono capire. Un avversario prende forza se vede che i tifosi non sono con noi. Sappiamo quanto è importante per noi e per i nostri tifosi. E’ una battaglia che dobbiamo vincere insieme. Ti dona una spinta in più che gli altri non hanno. Gli avversari se vedono che la tifoseria non ti è vicina potrebbero prendere coraggio“.

Infine: “Se penso al ruolo di capitano? Ovviamente. Ci sono nomi pesanti nella lista e mi sento in imbarazzo, l’ho detto spesso però. Già essere qui è stare a casa. A Trigoria ci sono cresciuto, quando fai il settore giovanile poi speri di arrivare qui. E quando ci sei dentro non te ne rendi conto, perché la vivi, però è un qualcosa di grande. Quante volte ho fatto questa strada con mamma e papà. Adesso la faccio da solo, mi alleno sul campo A, prima entravo dal terzo cancello. Sono emozioni grandi che sento dentro. Già se in fondo alla lista di questi giocatori ci sta il mio nome è un’emozione enorme“.

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