ROMA PAULO FONSECA – La Roma dai due volti vista all’Olimpico contro il Brescia è stata finora la fotografia perfetta della stagione. Nel primo tempo, seppur dominato, la squadra giallorossa è apparsa troppo superficiale nell’ultimo passaggio; e poco determinata nell’aggredire con ferocia la porta avversaria.

La svolta è arrivata nella ripresa, quando il colpo di testa di Smalling, sempre più centrale nel progetto giallorosso, ha aperto la strada ad un pomeriggio di relativa tranquillità per la squadra romana. Proprio nell’intervallo forse la svolta.

Cosa avrà detto Fonseca negli spogliatoi? Questo non possiamo saperlo. Siamo però certi che i meriti del portoghese, fin qui, hanno di gran lunga superato i demeriti.

L’ex Shakhtar Donetsk ha avuto il pregio di trovare nell’emergenza una solidità difensiva più consona per il campionato italiano. In un primo momento questa sembrava andasse a discapito della fase offensiva ma oggi non è più cosi; la Roma gira, non subisce e segna relativamente parecchio. Da cosa è ripartito dunque Fonseca?

Le certezze

Sicuramente alcuni giocatori su tutti: Pau Lopez, Mancini, Smalling, Kolarov ,Veretout, Dzeko e Pellegrini. Il portiere spagnolo ha fatto dimenticare Robin Olsen, e non ce ne voglia l’ottimo portiere del Cagliari; ma dopo la scorsa stagione è stata sicuramente impresa non ardua.

La coppia centrale ha dato al tecnico lusitano maggiore sicurezza e una fisicità importante nell’area giallorossa; e forse anche in quella avversaria. Kolarov e Dzeko sono i veterani dello spogliatoio e al momento rappresentano gli intoccabili in casa Roma.

Qualche prestazione non è stata all’altezza ma sicuramente, anche per mancanza di alternative, sono sempre presenti nell’undici del portoghese. La vera sorpresa però è stata Jordan Veretout, motorino del centrocampo con ottime geometrie; l’ex Fiorentina sembra garantire la qualità e la fisicità mancate fin dalla partenza di Radja Nainggolan.

Infine, la vera luce di questa Roma: Lorenzo Pellegrini. Sempre più a suo agio nel ruolo di ispiratore e finalmente rientrato in campo Domenica.

Le rinascite

Senza dubbio il capolavoro umano di Fonseca è rappresentato da Javier Pastore. L’argentino sembra ritrovato dal punto di vista fisico e appare molto efficace anche in fase di ripiegamento. Tecnicamente è sempre straordinario e questo garantisce alla Roma un’importante alternativa come trequartista nel gioco delle coppie.

Il lavoro del portoghese è stato evidente anche su Nicolò Zaniolo. Diciamo la verità, non era mai sparito veramente dai radar ma, con Ranieri, nel finale dello scorso campionato, è stato sicuramente al di sotto delle aspettative.

Fonseca ha avuto il merito di dare continuità all’ex Inter nel ruolo di esterno destro. Per ora chi lo vede come una grande mezzala (ad esempio il C.t. Mancini) dovrà attendere.

ROMA PAULO FONSECA – Prossime sfide

Il rilancio di capitan Florenzi, in campo comunque domenica, e di alcuni calciatori che per guai fisici non hanno ancora dato il loro supporto, è il prossimo esame che attende l’allenatore.

In primis Mhkitaryan: l’armeno è fuori da un paio di mesi ed il suo rientro è prossimo. Lo staff tecnico lo attende con impazienza per garantire più assist ad Edin Dzeko.

Poi il rientrato Cengiz Under, chiamato a cambiare marcia per proporsi come alternativa all’ancora troppo fumoso Justin Kluivert.

Diego Perotti è il caso più spinoso, sembra aver perso un pochino di spunto e di smalto. Anche qui si accettano miracoli in salsa lusitana, vedi Pastore.

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