Roma Fienga – Nel pomeriggio di ieri, attraverso un comunicato ufficiale, la Roma ha dichiarato la sospensione di Petrachi dal ruolo di ds. Il suo lavoro, adesso, passerà nelle mani di De Sanctis e del CEO Guido Fienga. Proprio quest’ultimo oggi è stato protagonista di un’intervista rilasciata alle pagine de La Gazzetta dello Sport. Di seguito alcune sue dichiarazioni riportate da LaRoma24:

La sospensione del ds a pochi giorni dal ritorno in campo sembra un autogol: quasi a volersi far male da soli. Cosa è successo?
“Non crediamo che la Roma si stia facendo male. Proseguiamo convinti nel nostro progetto di crescita e ci affidiamo agli uomini che sappiano interpretarlo. Avremmo voluto evitare la decisione di sospendere il d.s., ma evidentemente è stata inevitabile, essendosi rotto un rapporto fiduciario, che è la base di una relazione. Ma la concentrazione di club e squadra resta massima, in vista del campionato e della Europa League”.

I tifosi si sfogano sui social perchè lo ritengono segno di un ridimensionamento.
Innanzitutto ci tengo a dire che il progetto Roma non prevede ridimensionamenti, prescinde dai singoli e va avanti sulle stesse traiettorie che abbiamo sempre illustrato. Non cambia di una virgola l’intenzione di far salire di livello società e squadra con elementi all’altezza per far stare la Roma lì dove merita: ai vertici del calcio italiano e protagonista in Europa. Petrachi ha partecipato allo sviluppo di questo progetto, ma è stato evidente, specie nelle ultime esternazioni pubbliche e private, un disallineamento nella sua percezione dei ruoli e nel rapporto con i vertici della società. In ogni caso, il disallineamento non riguarda assolutamente temi di mercato”.

Non si poteva temporeggiare?
“Mi creda, avremmo preferito evitare una scelta del genere a una settimana ad una ripresa della stagione, soprattutto considerando la fatica che abbiamo fatto per riprendere. Evidentemente non è stato possibile”.

La trattativa con Friedkin.
“La proprietà che fa le sue valutazioni. Ma è assolutamente chiaro il compito del management che guida il club: portare la Roma sempre più in alto con un percorso di sviluppo che consenta a tutti i giocatori, dai giovani talenti ai campioni più esperti, di soddisfare le loro legittime ambizioni di giocare qualsiasi competizione sempre con la possibilità di vincerla. L’eventuale cambio della proprietà non ha alcun impatto sulla strategia e sulle modalità di gestione del club”.

I giocatori della Roma vengono spesso accostati ad altre squadre.
“Io credo che già la scorsa estate la Roma ha dimostrato di non essere un supermercato, come molti la descrivevano o la consideravano. Il nostro obiettivo è quello di trattenere i giocatori migliori e sinergici ai nostri piani di crescita, offrendogli un progetto dove possano realizzare le ambizioni che nutrono. E posso assicurare che, dall’allenatore a i calciatori, il senso di appartenenza al progetto è veramente forte. In ogni caso, parlare di mercato quando ci sono 12 partite e l’Europa League da giocate è prematuro. Puntiamo a conseguire gli obiettivi e trattenere i giocatori che dimostreranno il loro valore. Il mercato ora è legato solo a completare alcune cessioni già impostate. Vogliamo entrare in Champions e vincere l’Europa League. Pensiamo solo a questo”.

Si può dire che Zaniolo e Pellegrini restano?
“La risposta è nei concetti che le ho spiegato. Far trovare qui a Nicolò e Lorenzo, riscontro alle loro ambizioni. Questo è il modo più corretto di motivare i nostri giocatori e fargli vedere il futuro sempre nella Roma”.

Qualora Pallotta andasse via, il bilancio sarebbe negativo?
“Se penso da dove siamo partiti e che cosa è oggi la Roma, non è giusto sia considerato negativo. L’anno scorso abbiamo fatto autocritica per alcuni errori e abbiamo lavorato tantissimo per porvi rimedio. Vi assicuro che la frustrazione di non aver conseguito successi è grande, e non la sentiamo compensata dalla crescita della società in moltissimi aspetti. In ogni caso ritengo che quello fatto sia stato un buon lavoro, che ha posto le basi per una ulteriore crescita futura. L’auspicio è che, presto, arrivino anche i trofei”.

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