Sabato sera alle 18, la Roma scenderà in campo all’Olimpico dove affronterà il Cagliari. I giallorossi continuano a lottare per il quarto posto e dopo il pareggio con l’Inter, devono ritrovare i tre punti. Oggi Ranieri è intervenuto in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti e analizzare il match e l’avversario. Di seguito le sue dichiarazioni:

7 punti nelle ultime tre gare e un solo gol. Teme un calo di tensione contro il Cagliari?
“Bisogna rispettare ogni avversario, ma i ragazzi lavorano molto intensamente e seriamente per poter concorrere a questo posto dove ci sono diverse squadre in lizza. Il Cagliari non molla mai, ha ottimi giocatori, Pavoletti è il loro punto di riferimento costante. Partita da giocare con intelligenza e attenzione”.

El Shaarawy.
“E’ un ragazzo molto coscienzioso. Riesce a fare le due fasi, difensiva e offensiva, sta dando un contributo importante alla Roma da quando è arrivato”.

Dzeko gioca meglio se è solo? Pastore titolare?
“Dzeko ama partecipare al gioco. Quello che ha fatto vedere a San Siro è il suo habitat naturale. Può giocare con uno accanto, ma quest’ultimo deve sapersi inserire al momento giusto. Pastore? Titolare non lo so, ma lo vedo molto bene e motivato”.

Cosa pensa di Schick dopo averlo allenato? Under come sta?
“Schick ha tutti i requisiti per diventare un gran giocatore. Alcuni ci mettono di più, altri di meno. E’ rientrato, si allena bene e mi aspetto molto da lui”.

Si sente uno dei candidati per la prossima stagione?
“Mi hanno chiamato in un momento di necessità, io ho accettato questa parte di stagione e sarò l’allenatore della Roma fino al termine della stagione”.

Coric potrebbe giocare?
“Quando mancano delle pedine ci sta qualche contrattempo di fluidità di gioco. Mi auguro che chi giocherà al posto degli assenti riesca a lavorare di più. Coric è un buon giocatore. Non è facile cambiare nazione, ma ha grandi qualità e si deve soltanto adattare al calcio tattico italiano”.

Spalletti ha parlato delle azioni che partono dal portiere, rispondendole indirettamente.
“Ognuno può fare il calcio che vuole. Non c’è niente di certo e dogmatico, ognuno può fare il proprio gioco. Il calcio è semplice, sono gli allenatori a renderlo difficile”.

Come preferisce far giocare la sua squadra? Perotti?
“Molto dipende dai giocatori che abbiamo. Io preferisco la marcatura a uomo, ma a volte è necessario marcare a zona. Diego si sta allenando bene, ha recuperato, ma non ha i 90 minuti”.

Cragno e Barella accostati alla Roma.
“Io non penso al prossimo anno, ma alla partita contro il Cagliari. Sono due giovani in gamba, che avranno un futuro roseo anche in Nazionale”.

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