Domani pomeriggio alle 18 il Cagliari scenderà in campo allo stadio Olimpico dove affronterà la Roma. I sardi, lontani dalla retrocessione, cercano tre punti per blindare il decimo posto. I giallorossi, invece, continuano la corsa al quarto posto e una vittoria sarebbe un buon punto di partenza in vista di Torino-Milan e Atalanta-Udinese. Oggi l’allenatore del Cagliari Maran ha presenziato nella consueta conferenza stampa. Di seguito le sue dichiarazioni:

Salvezza sempre più vicina.
“Vogliamo arrivare il prima possibile alla matematica salvezza. Siamo carichi e determinati. Andiamo a Roma per giocarcela. Vogliamo fare cose positive e prestigiose da qui a fine campionato. Abbiamo alcuni assenti, ma finalmente recuperiamo i tre giocatori squalificati contro il Frosinone”.  

La Roma.
“E’ in corsa per un obiettivo importante. Serve attenzione, impatto fisico e concentrazione. La squadra di Ranieri tiene il baricentro alto e copre il campo, non ti fa giocare. Quella di domani non è una partita semplice, troveremo una Roma che ci metterà in difficoltà. Però dall’altra parte ci siamo noi, se sfoderiamo il nostro DNA possiamo metterli in difficoltà. Serviranno cura dei dettagli e personalità. Abbiamo grande rispetto dell’avversario, ma pensiamo a noi stessi: sappiamo di cosa siamo capaci, vogliamo riuscire a portarlo in campo. Le gare regalano sorprese fino all’ultimo, ce lo insegna la partita del girone d’andata. Abbiamo avuto grande merito nel recuperare il risultato”.

Decimo posto.
“E’ nostro e c’è tutta la voglia di mantenerlo. Le parole del presidente devono essere da stimolo. Vogliamo provare a fare il massimo per tenere la posizione in classifica”.

Come stanno i singoli?
“Infortunati? Castro e Klavan. Cerri è convocato ma lo valutiamo all’ultimo. Stanno dando un grande contributo, la gara di sabato scorso ne è un esempio.  Faragò sta facendo molto bene, sta dando equilibrio. Domani non ci sarà, ma chi andrà in campo offrirà le proprie caratteristiche. Oliva? Fa il mediano, come mezzala faticherebbe al di là del fatto che deve ancora capire bene il calcio italiano. Non c’è niente di strano nel fatto che ancora non abbia giocato, non dipende dalle sue qualità».

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