Sin da piccolo, Roberto Ramirez aveva un sogno nel cassetto, quello di diventare un portiere professionista. Ci è riuscito nell’agosto del 2016. Quel brivido provato sulla sua pelle difficilmente lo dimenticherà. Però, complice qualche infortunio di troppo, unito ad un temperamento che ora sta cercando di gestire al meglio, la sua carriera stenta a decollare.

EuropaCalcio.it ha intervistato in esclusiva Roberto Ramirez, estremo difensore classe ’96 di proprietà del Godoy Cruz, nell’ultima stagione in prestito al Quilmes. Il nativo di Mendoza ha una voglia matta di dimostrare, prima a se stesso e poi al mondo del calcio, di che pasta è fatto.

Nelle ultime due stagioni hai trovato poco spazio tra i pali: quali sono stati i motivi di questa poca continuità in campo?

“Penso che i motivi per i quali sono riuscito a giocare solo poche partite siano stati una forte competizione nel ruolo, infatti ho avuto grandi portieri come compagni di squadra, e anche un po’ di sfortuna. Nella mia ultima esperienza al Quilmes avrei dovuto giocare titolare, ma dopo la prima partita mi sono infortunato e poi chi mi ha sostituito ha fatto un grande torneo. Fa parte del ruolo”.

Quali sono le tue aspettative in vista della prossima stagione?

“Spero di poter giocare con più continuità, ma innanzitutto devo concentrarmi su tutto ciò che è necessario per raggiungere un posto da titolare, ovvero allenarmi di più, enfatizzare le cose che devo migliorare e valorizzare le mie virtù. Con il mio procuratore stiamo cercando la soluzione migliore per la mia carriera. Vivo in un momento in cui, pur giocando poco, ho imparato molto da quelle situazioni, sono pronto”.

Ricordi il tuo esordio in Superliga?

“Sì, è un momento che non si dimentica, il 26 agosto 2016, sei anni fa. Ricordo ancora il momento prima di entrare in campo. Quella sensazione che ti percorre il corpo è incredibile, un misto di felicità e ansia per l’inizio della partita”.

A quale portiere ti ispiri?

“Non ce n’è uno specifico, cerco di apprendere molto dai portieri delle grandi squadre europee, come Oblak, Alisson, Ter Stegen, Neuer.

Qual è il tuo punto di forza? E in cosa pensi di dover migliorare?

“Il mio punto di forza è la reazione, sono veloce ad anticipare e a reagire prontamente nelle diverse situazioni di gioco. Devo migliorare il mio temperamento in campo, anzi lo sto già migliorando. Di solito mi arrabbio molto velocemente ma nelle ultime partite che ho giocato sono riuscito a mantenere la calma e a non concentrarmi sulle situazioni che mi fanno arrabbiare”.

C’è quale calciatore argentino che vorresti vedere in Europa?

“Secondo me Pol Fernández è un giocatore incredibile e mi piacerebbe vederlo in Europa”.

Martinez, Rulli, Armani: ha fatto bene Scaloni a portare questi tre portieri al Mondiali o avresti dato un’opportunità a Juan Musso?

“Tutti e tre sono ottimi portieri, sono in Nazionale per un motivo. Inoltre, risultano decisivi nelle loro squadre. Musso è stato penalizzato in seguito all’infortunio subito. Tutti quelli citati sono ottimi portieri”.

Restando in tema Mondiale, l’Argentina può vincere la Coppa del Mondo?

“Assolutamente sì. Dopo la vittoria contro l’Australia, aumentano le chance della Scaloneta di poter vincere i Mondiali. La sconfitta contro l’Arabia Saudita avrebbe potuto pregiudicare il cammino, ma così non è stato. Sono fiducioso”.

C’è un sogno che vorresti realizzare?

“Sì, ho diversi sogni ma uno su tutti sarebbe quello di poter giocare in Europa”, ha chiosato Roberto Ramirez.

 

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